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Venezia (Veneto) - 5 Agosto 2008

Velo negato a Venezia, Ucoii: "Nessun razzismo ma troviamo soluzioni"

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COMUNICATO STAMPA

L'UCOII INTERVIENE SULLA VICENDA DEL MUSEO CA' REZZONICO DI VENEZIA

Con riferimento alla notizia del rifiuto di ingresso da parte di un
addetto al museo Ca' Rezzonico rivolto ad una donna musulmana che
indossava il niqab l'UCOII interviene nel dibattito per stigmatizzare
le strumentalizzazioni che si sono verificate attorno alla vicenda.
Per l'UCOII l'accusa di razzismo rivolta al giovane addetto appare
del tutto strumentale e inappropriata.
Per l'UCOII si tratta piuttosto di stabilire regole chiare che siano
in grado di contemperare gli interessi in gioco.
Da un lato infatti vi è il diritto incomprimibile per ciascuna donna
di indossare il niqab, ove questa sia una scelta libera e consapevole.
Dall'altro vi è l'esigenza di sicurezza dei luoghi sensibili che deve
trovare uguale attenzione.
Tra le due esigenze - è l'opinione dell'UCOII - non dev'esservi alcun
conflitto ed entrambe meritano di essere riconsociute.
Si tratta quindi di trovare delle soluzioni compatibili con i diritti
umani e che in particolare rispettino la dignità della donna e le sue
scelte religiose.
In questo senso l'UCOII ritiene di proporre alle istituzioni
competenti di istituire ambienti ad hoc nei quali sia possibile da
parte di personale femminile procedere alla identificazione delle
visitatrici con il niqab.
Questa soluzione appare conforme ai dettami coranici e
all'insopprimibile diritto delle donne musulmane di esprimere
liberamente la propria fede e allo stesso tempo consente di operare in
modo efficace per la prevenzione dei crimini.
L'UCOII si dichiara quindi disponibile per collaborare con le
istituzioni affinchè vengano trovate soluzioni adeguate che evitino
vicende incresciose fonte di possibile incomprensione e umiliazione per
le parti in causa.
"Considero scorretta la messa all'indice del giovane addetto del
museo di Venezia - ha commentato il presidente dell'UCOII Mohamed Nour
Dachan - non mi sembra che abbia agito per razzismo ma solo in buona
fede. Perché quegli attacchi? Meglio concentrarsi sulla soluzione dei
problemi. Bisogna capire - ha proseguito Dachan - che in un museo vi
sono esigenze di prevenzione che potrebbero essere messe a rischio se
chiunque potesse entrare mascherandosi dietro un niqab. Questo sarebbe
del resto un oltraggio anche dal punto di vista religioso. Allo stesso
tempo bisogna rispettare la dignità di quelle musulmane che ritengono
liberamente di indossare il niqab. Ogni anno in Europa e in Italia
migliaia di visitatrici con il niqab affollano i ristoranti, gli
hotels, i mezzi di trasporto. Non vedo alcun problema se all'interno
dei musei si prevedesse un'aerea privata per l'identificazione. Nessuno
scandalo, anzi il controllo sarebbe fonte di sicurezza che nessuno
possa usare il niqab per compiere atti criminali" ha proseguito Dachan.
Infine, Dachan ha aggiunto che "l'UCOII è disponibile a collaborare con
le istituzioni per metterere a punto soluzioni che contemperino le
diverse esigenze nel rispetto dei diritti individuali e del diritto
alla sicurezza".

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