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Milano (Lombardia)

Viva La Radio! Network Shylock. Il Mercante Di Venezia

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  • Dimensioni: -
    Autoplay: Si No

TITOLO: Shylock. Il mercante di Venezia in prova.
PRODUZIONE: Nuova scena- Arena del sole- Teatro stabile di Bologna
REGIA: Moni Ovadia e Roberto Andò
CON: Moni Ovadia, Shel Shapiro, Ruggero Cara, Lee Colbert, Roman Siwulak, Maksim
Shamkov, Federica Vincenti
ATTORE: Moni Ovadia Stage Orchestra. Luca Garlaschelli (contrabbasso), Massimo Marcer (tromba), Albert Florian Mihai (fisarmonica), Vincenzo Pasquariello (pianoforte), Paolo Rocca (clarinetto)
SCENE: Giancarlo Carluccio
COSTUMI: Lisa Savi
LUCI: Gigi Saccomandi
SUONO: Mauro Paggiaro
FOTO INTERVISTA: Raffaella Cavalieri Iguana press

Si accendono le luci e ci troviamo improvvisamente in un luogo indefinito, che potrebbe essere molte cose, da un ospedale psichiatrico ad un mattatoio. Così inizia Shylock. Il mercante di Venezia in prova, lavoro scritto a quattro mani da Moni Ovadia e Roberto Andò. E il monologo introduttivo del regista a portarci dentro la storia, il suo desiderio di portare in scena Il mercante di Venezia di Shakespeare, nucleo portante di tutto lo spettacolo. In realtà non si tratta del Mercante di Venezia in senso stretto ma delle sue peculiarità come opera letteraria e del messaggio di fondo che essa ci offre. Lo spunto è dato dalla figura dellebreo Shylock, che si sdoppia nelle personalità di Moni Ovadia e Shel Shapiro. Lebreo come emblema del diverso e come spunto per parlare di tutti coloro che sono considerati diversi. Ma non è solo del diverso che si parla, lo spettacolo è soprattutto una riflessione sul teatro, sul suo ruolo, sulle sue difficoltà che investono a trecentosessanta gradi il mondo della cultura, che come ogni cosa viene ormai trattata alla stregua di un prodotto da vendere. Emblema della mercificazione dellarte è la figura dellimpresario, forse un trafficante di organi, nel cui ruolo è facile identificare la politica e il suo disinteresse per tutto ciò che possa avere valore culturale, mentre per contro si dimostra molto interessata nei confronti di ogni attività che possa rivelarsi lucrativa. Partendo da Shakespeare insomma ci si allarga ad indagare una serie di problematiche in modo eclettico, in alcuni momenti divertente ma soprattutto con una grande profondità di analisi. La musica suonata in scena rende il tutto ancora più vivo e coinvolgente, in stretta simbiosi con luso di lingue diverse e la proiezione di immagini sullo sfondo (memorabile il momento in cui la proiezione a tutto schermo di unimmagine di Hitler è accompagnata dal monologo di Shylock sul diverso, pronunciata in tedesco). E questa la vera forza dello spettacolo, lo scardinamento dei dettami classici del teatro di prosa e luso di diversi linguaggi con il fine di trasmettere un messaggio forte: il diverso non è un disvalore della società ma un arricchimento, la cultura e la conoscenza devono essere promosse e incentivate, pena il decadimento e limpoverimento morale della società.

Barbara Cadoni - Cagliari