I GIGANTI DELLA MONTAGNA
di Luigi Pirandello
regia Stefano Randisi e Enzo Vetrano
con Stefano Randisi, Enzo Vetrano, Maria Cucinotti, Marika Pugliatti, Giovanni Moschella, Giuliano Brunazzi, Luigi Tabita, Ester Cucinotti, Antonio Lo Presti, Margherita Smedile, Eleonora Giua, Paolo Baietta
luci Maurizio Viani
scene MarcAntonio Brandolini
Teatro Massimo - Cagliari
Al Teatro Massimo di Cagliari, in collaborazione con il Cedac Sardegna per la regia Stefano Randisi e Enzo Vetrano ritorna in scena con una chiave tutta nuova la commedia I giganti della montagna . Dopo un lungo percorso che li ha visti al lavoro su numerosi testi di Pirandello, i due registi e attori siciliani ci presentano finalmente la sua grande opera incompiuta. Si tratta di una profonda riflessione sul teatro, sul suo ruolo e sulla sua importanza che, seppur appartenente ad unaltra epoca, conserva una forte carica di attualità.
Alla villa del mago Cotrone, interpretato da Enzo Vetrano, arriva la compagnia della Contessa Ilse, titolo derivatole dallaver sposato lormai non più ricco Conte interpretato da Stafano Randisi. Gli attori di Ilse si trovano disorientati e provati dal disagio economico in cui si trova a vivere la compagnia. Lo spettacolo sul quale hanno deciso di investire tutte le loro energie e le loro sostanze infatti non viene apprezzato né capito. Cotrone tenterà di convincerli a restare con lui e i suoi scalognati attraverso una serie di magie e di evocazioni, ma invano. Largomentazione da lui proposta, della gioia di un teatro per se stessi, non convince Ilse che vuole portare la sua arte tra la gente, tra i Giganti anche se questo le costerà la vita.
La compagnia affronta lopera centrandola sulla figura di Cotrone e quindi sulla magia. Trattandosi di magia, lartificio su cui tutto viene giocato è la figura di Ilse, interpretata dalle gemelle Ester e Maria Cucinotti. E un doppio (in tutti i sensi) ben studiato, tanto da lasciare lo spettatore costantemente nel dubbio.Infatti non cè mai modo di capire se Ilse sia una persona sola o due. Tutto scorre sul filo conduttore dell magia, la magia del teatro, che ritorna con un sapiente gioco di luci e un uso della musica limitato a momenti cardine, come il boato della cavalcata dei Giganti, che passano sulla testa degli attori uccidendo infine Ilse. E uno spettacolo ben congegnato, capace di coinvolgere e far riflettere. Sembra scelto ad hoc per onorare la Giornata mondiale del teatro. Quale spettacolo più adatto per sensibilizzare il pubblico alle problematiche che oggi investono il mondo del teatro? Infatti i due registi, incontrando il pubblico, hanno raccontato del loro lavoro e delle difficoltà che oggi incontra larte del teatro. Il loro augurio è che esso Non venga travolto dai giganti. Ed è con un simbolo di speranza che si conclude lopera di Pirandello e la loro rappresentazione, lulivo saraceno, ad indicare la vita e la rinascita.
Barbara Cadoni- Cagliari
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