Uno dei video da telecamere spia della guardia di finanza che incastrano una banda di usurai, tutti filippini arrestati a Milano.
La vittima è costretta a stare in ginocchio e firmare delle carte.
Secondo le indagini svolte dagli inquirenti le tre persone avrebbero prestato denaro con interessi annui superiori al 70%. Le vittime sono oltre cento e tutte connazionali.
Il comunicato della guardia di finanza:
Una vera e propria usura di tipo "etnico" si nascondeva sotto l'apparente immobilità di parte della nutrita comunità filippina stanziata a Milano.
Infatti, in esito a specifica attività di servizio finalizzata al contrasto della pericolosa attività, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria del Comando Provinciale di Milano sono riusciti ad individuare un gruppo di soggetti di nazionalità filippina che praticava interessi usurari a loro connazionali in difficoltà economiche, facendo così emergere un fenomeno sconosciuto e imprevedibile.
Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Dott.ssa Ester Nocera, hanno portato alla luce un illecito ed intricato sistema di concessione di prestiti "a strozzo" con interessi che si aggiravano tra il 60 ed il 70% annuo. L'illecita attività è stata monitorata per diversi mesi, sotto la costante direzione del Magistrato procedente, e ha consentito di comporre l'articolato quadro indiziario di partenza.
Gli usurai, a dispetto dell'apparente bonomia, praticavano la loro attività criminale senza scrupoli, giungendo anche a minacciare, in caso di ritardi nei pagamenti, conseguenze fisiche per le vittime (tutte connazionali), secondo gli schemi classici utilizzati dalle organizzazioni criminali che operano nel settore. Sono state rinvenute accurate liste nominative, che di volta in volta erano aggiornate in occasione della riscossione pianificata delle singole rate.
La predetta attività si è interrotta questa mattina, quando i militari della Guardia di Finanza hanno provveduto ad eseguire quattro ordinanze di custodia cautelare, emesse dal GIP del Tribunale di Milano, Dott.ssa Micaela Curami, e numerose perquisizioni domiciliari contestualmente disposte dal PM titolare del fascicolo nei confronti degli indagati, che si sono visti contestare il reato di associazione per delinquere finalizzata all'usura.
L'attività di servizio ha consentito, così, di individuare una pratica finanziaria clandestina tale da fornire finanziamenti a tassi illeciti a soggetti filippini - alcuni dei quali, allo stato, in corso di individuazione - il cui numero sinora rilevato è superiore al centinaio.
Le indagini hanno permesso, altresì, di acclarare che le somme derivanti dall'attività illecita venivano sistematicamente trasferite nel Paese di origine degli indagati ed investite nella costruzione di interi complessi residenziali.
A riprova di ciò si evidenzia che, nonostante la forte movimentazione di denaro, i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare oggi eseguite non risultano essere intestatari, in Italia, di beni mobili o immobili.
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