http://emiliogrimaldi.blogspot.com/2010/06/uria-il-depuratore-al-detersivo.html
1 giugno 2010, inizio della stagione estiva. Fiume Uria. Scarico dell'omonimo depuratore. Fa la schiuma. I liquami sembrano decantati con il detersivo. Ecco il biglietto da visita di Sellia Marina per i 90 mila turisti che ogni anno affollano il litorale ionico. Rispetto agli anni passati puzza di meno, ma in compenso "profuma" di detersivo. Provare per credere. Difficile, d'altro canto, distinguere si tratti di un detergente igienico o da cucina.
Questa del depuratore di Uria è una storia decennale. Dopo la sua faraonica costruzione, a cavallo tra il secondo e il terzo millennio, il singhiozzo della manutenzione fino ai giorni nostri. A volte si, a volte no. Dipendeva dai pagamenti che il Comune doveva corrispondere all'Ato 2 di Catanzaro. Prezzi alle stelle per un servizio a metà. Un tiro e molla istituzionale, e distribuito su tutto il territorio dell'ente intermedio, in cui spesso è stato tirato in ballo il prefetto di Catanzaro, in qualità di Commissario per l'emergenza ambientale. Tavoli su tavoli con impiegati con le mani incrociate e sbattuti da una parte all'altra della provincia, da Lamezia Terme fino a Botricello, senza una lira da tre, poi cinque, fino a nove mesi. Tempi in cui - è giusto ricordarlo - i cittadini continuavano a utilizzare l'acqua del gabinetto e quella della cucina. Tempi in cui lungo l'alveo del fiume si è formato un laghetto di color nero, verosimilmente composto dai residui dei liquami non sufficientemente decantati. È un eufemismo. Una grande pozzanghera più conforme alle peculiarità del petrolio che a quelle di un sistema di depurazione. Continuamente rimboccata e ingrossata da nuove e fresche acque. Poi la protesta degli ambientalisti negli anni '07 e '08. Lavori in emergenza e in tutta fretta per salvare il salvabile. Nel frattempo la natura fa il suo corso e le acque torrenziali trascinano il laghetto fino al mare. Giusto per far capire chi comanda. In una sola notte. Tra il 20 e il 23 novembre 2008. Ossigeno, era questo che mancava per decantare bene. Il Comune, l'Ato, e la Gerica (Ati Dondi-Ibi) s'incontrano ancora. Si compra finalmente. La ditta poi rescinde il contratto. Enti morosi. La Provincia bandisce altra gara. A vincerla un'altra Ati, Sige-Soteco-Meco. Non sono i salvatori dell'ambiente in Calabria, ma gli stessi della Gerica, sotto mentite spoglie. Forse erano affezionati a continuare a lavorare e fare affari con gli scarichi della gente. Forse.
Siamo ai giorni nostri. Al detersivo.
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