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Napoli, Campania - 30 Ottobre 2010

Unione degli Studenti manifestazione precari scuola

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    Autoplay: Si No

http://www.napoliurbanblog.com
Intervista: Andrea Messina Riprese e Montaggio: Carlo Maria Alfarano
Oggi erano davvero in tanti a manifestare contro i tagli fatti dal governo ai danni della scuola pubblica. Si sono ritrovati tutti qui a Napoli complice anche una splendida giornata quasi primaverile. Il corteo ha avuto il suo concentramento in piazza Mancini ( alle spalle della statua di Garibaldi) e ha percorso tutto il Corso Umberto fino ad arrivare a Piazza del Gesù dove la manifestazione si è conclusa. Napoliurbanblog ha intervistato e fatto domande ai partecipanti al corteo che erano come ripeto davvero tanti. Non menzioneremo sigle per evitare di dimenticarne qualcuna ma, ci limiteremo a raccontare i fatti che di questa giornata. Si può dire che una buona parte dell'Italia si è riversata qui in città per manifestare contro tagli assurdi e che vanno solo a discapito della formazione, della ricerca, della cultura. In tanti anni di governo di questo paese, non vi è stato un solo Ministro che non ha arrecato danni alla scuola pubblica quasi che, fosse un elemento da azzerare senza sé e senza ma.
Non si può chiedere di azzerare il pensiero critico della massa è fuori discussione. I manifestanti chiedono a gran voce che l'attuale Ministro dell' Istruzione, non sia schiava del Ministro dell'economia che ha praticato tagli su tutti i fronti dalla sicurezza, ai trasporti creando sempre più un divario tra il pubblico e il privato. Non bisogna dimenticare che la scuola privata ( quella cattolica) anche attraverso l'otto per mille riceve costantemente finanziamenti a danno di una parità democratica. Viene sempre più fuori la mancata meritocrazia di cui tanto si parla. anche i media spesso, troppo spesso dimenticano il proprio ruolo di informazione chiara, diretta e precisa. L'augurio che tutti si sono fatti e che la scuola torni ad essere al centro della crescita di questo paese. Senza cultura, senza formazione la civiltà è destinata a soccombere.