Ucciso Marco Mazzocchi, agente polizia penitenziaria
26 Febbraio 2010
Inviato da BarOne
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26 Febbraio 2010
Si chiamava Marco Mazzocchi e aveva 45 anni, separato con tre figli, l'agente di Polizia penitenziaria ucciso a colpi di pistola a Varcaturo, località del giuglianese (Napoli) e il cui cadavere è stato trovato intorno alle 7 dalla Polizia all'interno di un condominio. A rendere nota l'identità dell'agente è Eugenio Sarno, segretario generale della Uil Pa Penitenziari, che afferma: «ricordiamo Mazzocchi come una persona equilibrata, sobria e professionalmente inappuntabile. Era preposto alle mansioni di portinaio presso la Casa Circondariale di Pozzuoli e, spiega Sarno alla ADNKRONOS, proprio le sue mansioni in portineria »escluderebbero un delitto maturato nell'ambito carcerario, anche se è ancora troppo presto per dirlo«. Per Sarno, »con l'omicidio del collega Marco Mazzocchi si chiude una settimana funesta per l'intero sistema penitenziario« Il bilancio traccia un bilancio degli utlimi avvenimenti: »un collega morto ammazzato, cinque detenuti morti per suicidio ( Roma, Brescia, Fermo, Padova e Vibo Valentia), tre tentati suicidi (due a Perugia il 24 febbraio ed uno a Siracusa ieri), sei agenti penitenziari feriti (cinque a Padova il 19 febbraio e uno a Piacenza il 22 febbraio), un medico penitenziario aggredito e ferito il 20 febbraio a Bari sono il consuntivo di una settimana violenta per il sistema penitenziario italiano«. »Questi episodi, che seguono ad un periodo di relativa calma, sono campanelli di allarme che non possono e non debbono essere sottovalutati da nessuno -aggiunge Sarno- il governo e il Parlamento dopo la discussione alla Camera dei Deputati sullo stato delle carceri con relativa approvazione di mozioni specifiche, hanno il dovere di legiferare in tal senso, debbono farlo, presto e bene. Corriamo a passo spedito verso quota 67mila detenuti a fronte di una ricettività massima di 43mila posti, non è possibile -conclude- stare fermi in attesa della completa deflagrazione del sistema«.
Marco Mazzocchi, l'agente penitenziario ucciso a Varcaturo, località del giuglianese (Napoli), sarebbe stato ucciso da un unico colpo di arma da fuoco. A quanto apprende l'ADNKRONOS da fonti sindacali della Polizia penitenziaria si sarebbe trattato di un colpo calibro 38 che avrebbe trapassato il braccio e poi colpito il volto dell'uomo. Da un primo esame sulla salma sarebbero state rilevate anche delle ecchimosi, che farebbero pensare ad una colluttazione. Inoltre, la sorella della vittima, avrebbe sentito delle urla provenienti dal luogo dell'uccisione. Mazzocchi è stato ucciso nel parcheggio del condominio nel quale abitava. Le circostanze escluderebbero l'ipotesi di un delitto maturato all'interno dell'ambiente carcerario. L'agente era preposto alle mansioni di portinaio presso la Casa Circondariale di Pozzuoli e un suo precedente incarico presso il carcere di Secondigliano risaliva a circa 5 anni fa.
Marco Mazzocchi, l'agente penitenziario ucciso a Varcaturo, località del giuglianese (Napoli), sarebbe stato ucciso da un unico colpo di arma da fuoco. A quanto apprende l'ADNKRONOS da fonti sindacali della Polizia penitenziaria si sarebbe trattato di un colpo calibro 38 che avrebbe trapassato il braccio e poi colpito il volto dell'uomo. Da un primo esame sulla salma sarebbero state rilevate anche delle ecchimosi, che farebbero pensare ad una colluttazione. Inoltre, la sorella della vittima, avrebbe sentito delle urla provenienti dal luogo dell'uccisione. Mazzocchi è stato ucciso nel parcheggio del condominio nel quale abitava. Le circostanze escluderebbero l'ipotesi di un delitto maturato all'interno dell'ambiente carcerario. L'agente era preposto alle mansioni di portinaio presso la Casa Circondariale di Pozzuoli e un suo precedente incarico presso il carcere di Secondigliano risaliva a circa 5 anni fa.
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