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Collecchio (Parma, Emilia-romagna) - 22 Marzo 2012

Tessera Tifoso, Ai Parmigiani Negata Trasferta A Cesena

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    Autoplay: Si No

WWW.STADIOTARDINI.COM / AI NO TESSERA VIETATA ANCHE LA TRASFERTA DI CESENA. PERRONE, DELEGATO SICUREZZA PARMA FC"DECISIONE DEGLI ORGANI CENTRALI CHE NON ASCOLTANO QUELLI PERIFERICI"

Neppure in questa occasione agli obiettori della TdT è stato concesso di andare in trasferta, malgrado il piano predisposto dalle due Società avallato dal Gos. Il delegato alla sicurezza del Parma: "Un danno economico e sportivo. In un momento delicato della stagione non possiamo contare sul pieno apporto della nostra tifoseria. Avevamo seguito pedissequamente quanto previsto nella determinazione estiva. A cosa ci è servito perdere i nostri abbonati di Curva Sud se lì non abbiamo mai potuto ospitare i non fidelizzati avversari come era stato disposto?

LA TRASCRIZIONE INTEGRALE DELLA CONFERENZA STAMPA DI PERRONE

L'INTRODUZIONE DI STEFANO PERRONE, DELEGATO ALLA SICUREZZA DEL PARMA FC

"Quello di oggi è un argomento in più che si aggiunge alla già vasta casistica della Tessera del Tifoso: prendiamo spunto da quella che è stata una richiesta del Parma Calcio fatta per la partita Cesena-Parma, per poter avere i suoi tifosi non tesserati, al seguito. Richiesta che nasce dalla prevista possibilità di usufruire allo stadio Manuzzi di un settore per i non tesserati prevista da una determinazione del mese di Luglio del 2011, che consentiva anche ai tifosi non tesserati di seguire la propria squadra in trasferta, in presenza di presupposti particolari, appunto l'esistenza di un settore riservato per i non tesserati e soprattutto la predisposizione di un piano di gestione di questi tifosi, fatto in coordinamento con la Società Ospite. Cioè società ospite ed ospitante si mettono d'accordo su come gestire il tifoso 'no tesserato'.
Noi abbiamo fatto, nei termini e nei modi corretti, la richiesta al Cesena; con il Cesena abbiamo fatto una richiesta presentata in modo comune al GOS di Cesena, che ha espresso il parere favorevole alla trasferta; questo parere favorevole è stato trasmesso, naturalmente, all'Osservatorio che l'ha bocciato.
Questa cosa ha generato amarezza nella società, perché questa è ormai la quinta volta che avviene..."

Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) - Si può sapere perché è stato bocciato?

"L'Osservatorio non esprime un parere a noi, ma manda un parere alla Questura che ce lo sintetizza velocemente. Parere negativo. L'amarezza nasce dal fatto che abbiamo predisposto un piano - accettato da un GOS, cioè da un Gruppo Operativo Sicurezza, composto dalla Polizia, quindi dalla Questura di Cesena, che è un commissariato, dai Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia Municipale e dalle Società che l'hanno accetatto. Per cui diciamo che l'organo territoriale, che deve decidere, ha detto che c'erano i presupposti per far sì che la trasferta venisse organizzata. Perché il nostro piano era coerente e perché loro l'accettavano.
Ed ecco ancora una volta che invece abbiamo un Organo Centrale, che non sa nulla di quello che succede nella periferia, che decide in maniera autonoma di negare questa trasferta, con meccanismi che sono sempre più 'misteriosi', perché dall'altra parte, invece, ci dicono che possiamo organizzare la trasferta per i non tesserati se un tesserato porta l'amico. Per cui un modo molto empirico: io, se ho la tessera, porto un amico a vedere la partita. Il piano che abbiamo gestito noi, col Cesena, è un piano preciso. Noi vi diciamo quanti pullman partono, a che ora partono, li facciamo accompagnare da nostro personale, per cui con nostri costi. Vengono accolti dal Cesena, con personale del Cesena e mandati in biglietteria, in maniera ordinata, ad acquistare un biglietto. Biglietto che viene controllato da Questura on line, per cui in maniera automatica sappiamo se queste persone hanno problemi ostativi ad entrare allo stadio. Per cui una organizzazione che non sarebbe perfetta, ma almeno una buona organizzazione. Ci dicono di no a questo sistema, però dall'altra parte ci dicono di sì all'operazione 'porta un amico'. 'Porta un amico' che vuol dire tutto e nulla, perché vuol dire, ancora una volta, scaricare la responsabilità di un sistema che è nato male verso l'ultimo gradino, cioè l'altro tifoso, che si deve prendere la responsabilità per un amico.
Noi abbiamo fatto una cosa in più: abbiamo preso le Società, che sono i due soggetti che organizzano l'evento sportivo e lo spettacolo, li abbiamo messi insieme e d'accordo, vogliamo gestirla in un certo modo, ma ci dicono di no. Mentre il singolo, facendo cadere su di lui tutta la responsabilità, dice di sì, allora si può fare.
Per cui vediamo una mancanza di comunicazione da parte dell'organo centrale romano con quello periferico su come vogliono gestire questo avvenimento, su come vogliono gestire la Tessera del Tifoso: le dichiarazioni dell'ultimo periodo sono eloquenti. Dichiarazioni che hanno messo in confusione mezzo mondo: da un giorno all'altro si dice la tessera è abolita, la tessera non c'è più, c'è la fidelity card. Invece no: la tessera è esattamente come prima, i sistemi per accedere allo stadio sono rimasti invariati e i sistemi proposti dallo stesso Osservatorio vengono, in maniera sistematica, disattesi".

Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) - C'è un margine per tornare su questa decisione, oppure no?

"No, i tempi non ci sono e probabilmente e i margini non ci sono. Comunque il Parma Calcio è ancora più amareggiato, perché abbiamo ricevuto da pochissimo il premio Fair Play. Tra le Società di Serie A il Parma Calcio ha il pubblico che si è contraddistinto, nella scorsa stagione, come miglior pubblico del campionao di serie A, mettendo al secondo posto addirittura il Chievo. Se questa richiesta fosse stata fatta da una Società che ha una tifoseria violenta potrei anche capire i problemi, ma se viene bocciata una richiesta approvata dagli Organi locali e fatta da una società che ha il proprio pubblico premiato con il premio Fair Play è ancor più paradossale. Sembra uno di quei tanti paradossi. tipo quello del primo anno quando avevano vietato la trasferta dei doriani a Parma, unica trasferta perfetta, una festa di sport, vietata; una trasferta, questa, in cui si segue tutta una prassi, da loro definita, in maniera perfetta, ma viene bocciata. Con un pubblico premiato con il premio Fair Play".

Michele Angella (Teleducato) - Il divieto quante persone riguarda? Quanti erano i non tesserati che avevate calcolato?

"Avevamo calcolato un numero abbastanza esiguo di tifosi, non avremmo portato un numero esagerato, avevamo detto due pullman, 120 persone, di cui dicevamo quando sarebbero partiti, con chi sarebbero partiti, fornendo, volendo, anche i nominativi in anticipo, accompagnati da personale steward, accolti da personale steward, accompagnati in una biglietteria appositamente predisposta per il caso. Sarebbe stata una trasferta in tutta tranquillità".

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) - Tra l'altro non è la prima volta che vi viene bocciato un piano di questo tipo... Ne avevate già presentati di analoghi...

"Tutti i piani che abbiamo prospettato sono stati bocciati e anche quando avremmo dovuto ospitare a Parma altre tifoserie era accaduto lo stesso, l'ultimo caso con la Fiorentina. Inoltre vorrei aggiungere anche qualche altro elemento: ad inizio stagione avevamo tenuta bloccata tutta una Curva, per dare la possibilità a tifoserie non fidelizzate, o meglio non tesserate, di venire allo stadio. Abbiamo rinunciato a degli abbonati, abbiamo rinunciato ad avere un introito, per cosa? Per nulla: perché ogni volta che abbiamo avuto richieste non abbiamo poi avuto delle risposte positive. E lo stadio ha avuto i suoi problemi: per cui mancato incasso, vuoto in un settore che rende anche lo stadio brutto da vedere, per cui a livello emotivo molto negativo, e dall'altra parte in trasferta, soprattutto in questo periodo in cui ci sarebbe bisogno, per la parte sportiva, di avere più tifosi, siamo ridotti ad avere la nostra tifoseria ridotta al 50%: solamente una parte dei nostri tifosi possono venire allo stadio. E quindi diventa anche un danno di carattere sportivo".

Gabriele Majo (www.stadiotardini.com) - Di chi è la colpa? Si può identificare un colpevole cui reclamare i danni? Avete parlato di organo centrale che non ascolta quelli periferici... Se voi avete seguito pienamente le disposizioni minsteriali arrivando a chiudere una curva, se poi queste disposizioni sono state disattese da altri, questi ve ne dovrebbero rispondere anche in termini economici, perché qualcosa non ha funzionato...

"Senz'altro qualcosa non ha funzionato: il Parma, come altre società, si muove, ma di fronte trova il famoso muro di gomma. C'è un organo che decide e spesso non ti danno neppure le motivazioni delle sue decisioni... Se torniamo allo specifico caso di Cesena, abbiamo quello che è l'organo deputato alla Sicurezza della zona di Cesena-Forlì, che decide che ci sono i termini di sicurezza per fare la trasferta, poi se da Roma, che non sanno cosa c'è a Cesena, poi dicono di no, vuol dire che ci sono delle decisioni preconcette. E difficilmente su decisioni preconcette riesci ad andare a discutere... Senz'altro c'è stato un danno. Un danno che verso fine stagione, dopo qualche mese di attività, diventa sempre più alto. Un danno economico per lo stadio di Parma, un danno sportivo perché alcune trasferte che erano possibili, che erano fattibili, per una determinazione secca dell'Osservatorio sono state rese impossibili".

Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) - Quindi non si sa il perché, non si conoscono i motivi...

"La decisione ci vinee comunicata solo l'ultima parte negativa, in via informale dicono che siccome quest'anno nessuna squadra ha avuto questa autorizzazione, continuano a non darla. E aggiungono: abbiamo fatto altre modifiche, altre determinazioni, che sono molto più belle, usate quelle. Io ritengo che le altre determinazioni fatte, ad esempio quella già citata 'Porta un amico allo stadio' siano quasi il contrario. Non vedo profili di sicurezza più alti, perché non ci sono. Anzi, sono peggiorativi e soprattutto vuol dire scaricare quella che è la responsabilità sempre più in basso, la società organizzatrice, il tifoso, ma anche chi organizza l'evento, che si prende la responsabilità, dal singolo bigliettaio, perché chi vende il biglietto si prende una responsabilità, a chi fa il controllo e fa accedere una persona dentro lo stadio, senza alcun controllo".

(Stefano Perrone, delegato alla Sicurezza del Parma FC, conferenza stampa del 22.03.2012 al Centro Sportivo di Collecchio - Video registrazione amatoriale e trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

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