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Casamicciola Terme (Napoli) - 29 Maggio 2010

Teleischia Da' Notizia Interr. Parlamentare Dei Radicali

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GRAZIE AI DEPUTATI RADICALI DEL PD, LO SCEMPIO EDILIZIO DI STATO PER LA CASERMA FORESTALE ARRIVA IN PARLAMENTO

Dopo aver visionato l'ultimo servizio giornalistico di denuncia realizzato da Gennaro Savio Direttore di PCIML-TV, gli Onorevoli Rita Bernardini e Elisabetta Zamparutti, che nei giorni scorsi a Roma aveva incontrato Domenico Savio, assieme ad altri colleghi hanno presentato un'Interrogazione parlamentare a cui si attende risposta scritta dai Ministri delle politiche Forestali, dell'Ambiente e dell'Interno.


dalla Redazione di PCIML-TV


Nelle settimane scorse Gennaro Savio, Direttore di PCIML-TV, chiedendo un loro intervento in merito, aveva provveduto a inviare a tutti i Deputati e a tutti i Senatori della Repubblica, nonché al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l'ultimo video-denuncia realizzato sullo scempio edilizio che lo Stato sta perpetrando all'interno del Bosco della Maddalena di Casamicciola Terme dove, per costruire la nuova Caserma della Forestale, sono stati abbattuti oltre cinquanta rigogliosi pini, è stata letteralmente sbancata e distrutta un'intera collinetta e sono stati gettati quintali e quintali di cemento armato prima che i lavori fossero fermati dal sequestro eseguito dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Ischia su ordine della Magistratura napoletana. A rispondere con estrema sollecitudine all'appello dei Dirigenti del PCIML, sono stati i Deputati del Partito Democratico appartenenti al gruppo dei Radicali. In modo particolare gli Onorevoli Elisabetta Zamparutti e Rita Bernardini che assieme ai colleghi Marco Beltrandi, Maria Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci e Maurizio Turco hanno presentato una dettagliata Interrogazione parlamentare con la quale hanno chiesto ai Ministri delle politiche Forestali, dell'Ambiente e dell'Interno come mai si sia consumato lo scempio ambientale nella pineta casamicciolese, nonostante una loro precedente interrogazione a cui il Ministro Zaia aveva tutto sommato risposto che i lavori erano regolari. Nella nuova Interrogazione parlamentare i Radicali riportano la notizia degli indagati che ci sono dopo l'ultimo sequestro del cantiere, chiedono soprattutto che si faccia luce sulla particella dove si sta costruendo e sull'iter che si è seguito per l'inizio dei lavori visto che, ad esempio, la Sovraintendenza aveva più volte espresso parere negativo alla realizzazione dell'opera e, in conclusione, vogliono sapere: "sulla base di quali elementi sia stata redatta la risposta del Ministro Zaia all'interrogazione n. 4-06160; se i Ministri interrogati siano al corrente dell'ordinanza dispositiva del sequestro preventivo del cantiere e se conoscano tutte le ragioni che hanno condotto la magistratura a tale decisione, tenuto conto che tale ordinanza risale a pochi giorni di distanza dalla risposta del Ministro Zaia, mentre la richiesta del pubblico ministero Antonio D'Alessio è datata 24 marzo 2010". Ora gli Onorevoli firmatari dell'Interrogazione parlamentare sono in attesa di una risposta scritta da parte dei Ministri investiti della questione e di cui daremo tempestivamente notizia. Per la cronaca è utile ricordare che pochi giorni prima della presentazione dell'Interrogazione parlamentare, Domenico Savio, Segretario generale del PCIML, aveva incontrato a Roma l'Onorevole Elisabbetta Zamparutti, prima firmataria della nuova Interrogazione parlamentare.

"Ringrazio di vero cuore, ha commentato Gennaro Savio, sia Elisabetta Zamparutti che Rita Bernardini le quali, dimostrando grande sensibilità verso la tutela dell'ambiente, hanno preso immediatamente a cuore il problema e agito di conseguenza. Come Redattori di PCIML-TV siamo molto soddisfatti che uno dei nostri tanti servizi giornalistici di denuncia realizzati, sia servito a portare all'interno del Parlamento la vergogna dello scempio edilizio di Stato consumatosi nella pineta di Casamicciola, scempio che lo Stato ha portato avanti contro uno degli ultimi polmoni verdi dell'isola d'Ischia per costruire la Caserma Forestale, cioè di quella Istituzione che al contrario dovrebbe difendere e tutelare il nostro preziosissimo patrimonio ambientale. Continueremo, Ha concluso Gennaro Savio, a vigilare e, soprattutto, a batterci affinché nella pineta Bosco della Maddalena venga presto ripristinato lo stato dei luoghi".



QUESTO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Interrogazione a risposta scritta 4-07400
presentata da
ELISABETTA ZAMPARUTTI
giovedì 27 maggio 2010, seduta n.329

ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO
Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell'interno.
- Per sapere - premesso che:
ad interrogazione a risposta scritta n. 4-06160 presentata dall'onorevole Elisabetta Zamparutti il 17 febbraio 2010, seduta n. 284, riguardo alla vicenda della pineta di Casamicciola Terme (Napoli), è seguita risposta scritta del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, pubblicata il 3 maggio 2010 nell'allegato B della seduta n. 315;


secondo quanto riporta il quotidiano Il Golfo del 18 maggio 2010, un'ordinanza del giudice per le indagini preliminari Enrico Campoli ha ordinato il sequestro del cantiere per la realizzazione della caserma del Corpo forestale dello Stato, provvedimento eseguito il 17 maggio 2010 dalla Guardia di Finanza delle tenenza di Ischia;

in tale ordinanza emergono alcuni punti contrastanti con le affermazioni sostenute nella risposta del Ministro Zaia datata 3 maggio 2010;

precisamente, rispetto alla disposizione di dissequestro dell'area in questione, lo stesso pubblico ministero, si legge nell'ordinanza, «dopo alcuni provvedimenti interlocutori - fissava udienza camerale ex articoli 409 e ss. Cpp per il giorno 24 marzo 2010; all'esito dell'udienza camerale veniva emessa ordinanza di ulteriori indagini ex articolo 409, V comma Cpp [...] - a fondamento delle ulteriori indagini da svolgere entro il termine del 31 maggio 2010 - veniva evidenziato come: le determinazioni del pubblico ministero avessero preso in considerazione «solo una parte degli atti amministrativi - in particolare il parere favorevole della commissione edilizia integrata e la determina dell'architetto Arcamone - e non l'intero iter, quest'ultimo interamente ricostruito nella relazione tecnica Formisano». Nell'ordinanza richiamata del 24 marzo 2010 è inoltre scritto che «la costruzione della caserma Forestale nel comune di Casamicciola è del tutto priva di autorizzazione paesaggistica, autorizzazione di cui - atteso il Piano Territoriale dell'isola d'Ischia - v'è assoluta necessità [...] - la Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Napoli e provincia con nota n. 8370 del 14 aprile 2009 comunicava a codesta Procura della Repubblica tra l'altro l'assenza di autorizzazione paesaggistica valida». Pertanto, il sequestro preventivo è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari Enrico Campoli su richiesta dello stesso pubblico ministero Antonio D'Alessio;

nell'ambito dell'inchiesta sono indagati con l'accusa di falso in atto pubblico Giosi Ferrandino, all'epoca dei fatti sindaco di Casamicciola Terme, gli architetti Silvanio Arcamone e Liviana Buono, il geometra Mazzella ed il titolare dell'impresa edile Parravicini; il 31 marzo 2010 il pubblico ministero delegava alla polizia giudiziaria (tenenza Ischia Guardia di finanza) una serie di accertamenti, documentali e testimoniali, che tenevano in conto il provvedimento di ulteriori indagini emesso da questa Ag; agli atti veniva acquisita informativa di polizia giudiziaria in cui si evidenziavano le rilevanti incongruità aventi ad oggetto l'appalto per l'affidamento dei lavori riguardanti la caserma del Corpo Forestale dello Stato di Casamicciola Terme;
l'ipotesi investigativa è che, per aggirare i rigorosi divieti di edificazione sull'isola, sottoposta a vincoli paesaggistici, «a dispetto delle autorizzazioni comunali ricevute, "la caserma stia sorgendo su una particella diversa da quella originariamente destinata dal Comune"», mentre nella risposta del ministro Zaia si legge che «i lavori si stanno svolgendo nella particella prevista dall'atto di concessione di giunta municipale, n. 108 del 27 marzo 1986 del Comune di Casamicciola, ratificato con delibera del consiglio comunale n. 49 del 14 ottobre 1989 dello stesso». Agli atti dell'inchiesta c'è il verbale di interrogatorio del tecnico comunale che aveva ricevuto il compito di realizzare il frazionamento per l'individuazione dell'area. Il tecnico, è scritto nel decreto di sequestro, non solo sottolinea «l'erroneità della particella, bensì anche l'individuazione dolosa e falsa della medesima, peraltro disattendendo un provvedimento dell'autorità giudiziaria in cui nessun diritto veniva concesso al Comune su quel determinato territorio del quale era mero gestore»; per il gip, la tesi sostenuta dal provveditore alle opere pubbliche Carlea e dall'architetto Buono «che, di fatto, assume lo svincolo totale da ogni normativa in forza della qualificazione dell'opera quale statuale, appare davvero incongrua, atteso che, a voler dare fondamento alla stessa, anche in un'area paesaggistica protetta integralmente si potrebbe costruire in assenza di ogni vincolo, non tenendo in alcun conto la competenza dell'amministrazione preposta alla tutela del medesimo» - sulla base di quali elementi sia stata redatta la risposta del Ministro Zaia all'interrogazione n. 4-06160;

se i Ministri interrogati siano al corrente dell'ordinanza dispositiva del sequestro preventivo del cantiere e se conoscano tutte le ragioni che hanno condotto la magistratura a tale decisione, tenuto conto che tale ordinanza risale a pochi giorni di distanza dalla risposta del Ministro Zaia, mentre la richiesta del pubblico ministero Antonio D'Alessio è datata 24 marzo 20

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