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Melito Di Porto Salvo (Reggio Calabria) - 3 Novembre 2009

Sequestrati 10 milioni di euro di beni a Domenico Crea

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Sequestro beni a carico di Crea Domenico. Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria) 03 novembre 2009. La proposta del sequestro dei beni rientranti nella disponibilità di Crea Domenico, è stata avanzata dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Calabria, partendo da un elemento di fatto: il suo arresto, in data 28.01.2008, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, per aver fatto parte, in qualità di concorrente esterno, di unassociazione di tipo mafioso, facente capo alla potente cosca Morabito Zavettieri, operante in Africo e Roghudi, con il coinvolgimento della cosca Cordi di Locri e quella Talia di Bova Marina, finalizzata a procurare voti, in occasione delle consultazioni elettorali del maggio 2005, per lelezione dei componenti del Consiglio Regionale della Calabria, nonché alla realizzazione di interessi economici attraverso lacquisizione diretta o indiretta del controllo di attività economiche, di appalti e servizi pubblici, con particolare riferimento alla gestione del settore della sanità pubblica della Regione Calabria che, tra laltro, ha portato allo scioglimento per infiltrazione mafiosa dellASL n. 9 di Locri ed al commissariamento dellASL n. 11 di Reggio Calabria e dellASL di Palmi. Lattività investigativa traeva origine dallomicidio dellon. Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale, perpetrato a Locri il 16 ottobre 2005. Gli elementi emersi nel corso delle indagini hanno documentato le attività di alcuni dei principali locali di ndrangheta della zona jonica di Reggio Calabria, impegnati per sostenere la candidatura di Crea Domenico, poi nominato assessore e già in precedenza investito di altre cariche istituzionali. Lindagine, inoltre, ha consentito di fare emergere condotte delittuose finalizzate alla commissione di reati di truffa, falso, abuso d'ufficio e altro, reati posti in essere nella gestione della clinica privata denominata Villa Anya, di proprietà della famiglia Crea, già posta sotto sequestro cautelare in data 28.01.2008. Nel corso delle indagini è emerso come il Crea decideva di transitare dagli appoggi forti, seppur limitati territorialmente, del clan Iamonte a quelli, di maggiore peso criminale e territoriale, del gruppo Morabito Zavettieri, che ha unarea dinfluenza nettamente maggiore. Gli accordi politico malavitosi stabiliti dal Crea hanno consentito un'infiltrazione della ndrangheta nell'area dell'istituzione sanitaria e, sovrapponendosi ai rispettivi organi, ne ha potuto minare le scelte decisionali.