• Indipendente, libero, vicino a te

Roma, Lazio - 19 Aprile 2010

Scontri dopo il derby: distrutta postazione diretta Rai

Per poter vedere questo video hai bisogno di Flash, se devi installarlo segui il link: Installa Flash.
  • Embed:

Descrizione dell'utente

video di tvnews

È stata intensa l'attività operativa ed investigativa della polizia di Stato durante l'incontro calcistico Lazio-Roma svoltosi ieri alla stadio Olimpico. Agenti della Digos della Questura di Roma hanno intercettato un veicolo carico di armi improprie che sarebbero dovute essere introdotte all'interno dello stadio durante il derby. Alle 12 presso gli uffici di San Vitale, il dirigente della Digos della Questura incontrerà i rappresentanti della stampa per illustrare i particolari e tracciare un bilancio dell'attività svolta a seguito degli incidenti avvenuti.

Il tifoso romanista accoltellato ieri durante gli scontri dopo il derby Roma-Lazio è ricoverato al policlinico Gemelli di Roma ma le sue condizioni non sono gravi. Il ragazzo, 22 anni, nella notte è stato sottoposto a un intervento chirurgico alla gola ma non è in pericolo di vita. Lo riferiscono fonti sanitarie. Altri tifosi sono stati trasportati al pronto soccorso dello stesso nosocomio per ferite, contusioni o fratture riportate nei tafferugli ma non si sono registrate altre situazioni critiche. È dovuto ricorrere alle cure mediche anche un carabiniere che ha riportato una frattura negli scontri.

Un gruppo di dieci teppisti, durante i festeggiamenti per la vittoria del derby contro la Lazio, armati di caschi e bastoni hanno aggredito due pattuglie della polizia municipale. È successo ieri sera, poco dopo le 11, in piazza Re di Roma, all'angolo con via Aosta. Il gruppetto stava festeggiando la vittoria della Roma insieme a un centinaio di persone, quando in dieci si sono staccati dagli altri per scagliarsi contro le auto di servizio dei vigili, intervenuti sul posto per garantire la circolazione del traffico: al centro della strada infatti, oltre ad assembramenti di persone c'erano anche dei cassonetti che impedivano il passaggio delle auto. Arrivati sul posto, i vigili hanno parcheggiato le auto di servizio ma queste sono state subito prese di mira dai teppisti: armati di caschi e bastoni, dopo aver circondato una prima macchina della municipale, che è riuscita a dileguarsi, successivamente si sono scagliati contro la seconda auto, sfondando con un casco il lunotto posteriore. Non ci sono stati feriti tra gli agenti della municipale.

Sono dieci i tifosi arrestati ieri sera per i tafferugli avvenuti dentro e fuori lo stadio. È quanto riferiscono fonti di polizia di Stato. Quattro i feriti e cinque i contusi, di cui tre poliziotti e due carabinieri. Durante le attività di bonifica effettuate dalle forze dell'ordine nell'area dello stadio, a quanto riferito, sono stati trovati coltelli, ascette e altri corpi contundenti nascosti tra le siepi e sotto la scalinata della chiesa a Ponte Milvio. È rimasta sotto choc per ore la famiglia tunisina (mamma e i suo bimbi di 9 e 11 anni) che si è riuscita a mettere in salvo dopo che l'auto su cui viaggiava per tornare a casa è stata colpita da fumogeni lanciati dai tifosi prendendo fuoco.

«Ieri non è andata molto bene, ci sono stati episodi anche gravi, ma non è giusto dire che il campionato sia ostaggio dei violenti». Lo ha detto il presidente della Lega Calcio, Maurizio Beretta, commentando ai microfoni di Radio Anch'io lo Sport gli incidenti avvenuti ieri sera dopo il derby tra Lazio e Roma. Pur condannando gli scontri, per il presidente della Lega non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. «Bisogna distinguere tra il tifo sportivo, che va incoraggiato, e i violenti, per i quali è giusto chiedere alle autorità maggiore severità e certezza delle pene -dice-. Non bisogna generalizzare, vanno individuate le responsabilità individuali». Per Beretta, i violenti restano una minoranza e non hanno nulla a che fare con il resto dei tifosi. «È un fenomeno di minoranza, totalmente slegato dalla parte sana del tifo, che resta la maggioranza -spiega il presidente della Lega-. È un problema di ordine pubblico e delinquenza comune, senza contare che la maggior parte degli episodi accadono ormai fuori dallo stadio». Nonostante gli episodi di ieri sera, la violenza nel calcio italiano è in calo. «Sono meccanismi che non si risolvono dalla sera alla mattina, ma la situazione è meno delicata rispetto ad alcuni anni fa -afferma Beretta-. Non bisogna accettare finte commistioni tra delinquenti comuni e tifosi che seguono il calcio. Questa è una logica che non possiamo tollerare. Grazie anche all'impegno delle società, agli steward negli stadi e quant'altro, siamo sulla strada giusta».

«Nel complesso questo campionato ha dato il senso di una forte collaborazione tra società, Lega e forze dell'ordine. Certi episodi sono gravi e tutti dobbiamo essere più impegnati a combatterli, ma non è giusto disegnare il campionato italiano ostaggio dei facinorosi, perchè così non è». Il presidente della lega calcio, Maurizio Beretta parla di «delinquenti comuni» nel definire i violenti che ieri dopo il derby di Roma hanno dato vita a una vera guerriglia urbana. Beretta, ospite di Radio anch'io lo sport, chiede però di non generalizzare e che quanto succede poco ha a che fare con il calcio. «Sono corpuscoli che tendono a condizionare le società - dice il presidente della Lega riferendosi alle frange del tifo violento -: non bisogna generalizzare, ma guardare alle responsabilità individuali, accertarle con determinazione e rispondere con grande fermezza. Il problema va risolto perchè ne va della salute del nostro calcio: noi abbiamo fatto un buon lavoro dentro gli stadi, ora va fatto intorno agli stadi. Dobbiamo chiedere a tutte le componenti, calciatori compresi, di collaborare per evitare momenti di tensione. Il fenomeno non riguarda tanti con piccole infrazioni: abbiamo la pressione di piccole minoranze che non hanno alcun legame con il calcio ed è problema di ordine pubblico e di delinquenza comune. Dobbiamo essere sempre più severi, con certezze della pena, rapidità nell'accertare le responsabilità che restano sempre individuali». Beretta torna a parlare dello strumento su cui stanno lavorando: «Lavoriamo da un lato con fatica e contro il tempo per la tessera del tifoso e saremo pronti per la prossima stagione. Strumento che consentirà a chi ama il calcio di accedere agli stadi. Tutto questo ha senso e funzione se si perseguono queste frange che spesso sono a contatto con la criminalità comune: adottano tentativi ricattatori, motivi molto lontani dal sostegno e dal tifo nei confronti della squadra. La condivisione sulla tessera del tifoso è forte: c'è un piccolo gruppo di ultrà che ricatta il calcio italiano. Vanno individuati e dobbiamo essere molto rigorosi. Siamo sulla strada giusta, va data una forte accelerazione e questo significa individuare chi ama il calcio e chi invece è legato alla criminalità organizzata e sanzionato in maniera pesante. Noi stiamo offrendo uno straordinario campionato, spettacolo sportivo che attrae spettatori: va rafforzata tutta una serie di iniziative per un controllo migliore della sicurezza, distinguere quello che è per bene e quello che è per male».

tags:


Scarica video sul tuo PC

Commenta anche tu

Per commentare devi fare il login o iscriverti.

Al momento non c'è nessun commento, potresti essere tu il primo a commentare questo contenuto!