Il 22 ottobre il premier Silvio Berlusconi aveva promesso che avrebbe ripulito Napoli in dieci giorni. Scaduto l'ultimatum, oltre 2000 tonnellate di rifiuti ricoprono ancora le strade del capoluogo campano. Uno scempio che non risparmia la vetrina della città, il centro storico. In via De Pretis un enorme cumulo di immondizia fa bella mostra di sé con alle spalle il Maschio Angioino. Una situazione destinata a peggiorare, considerando che a Chiaiano gli autocompattatori scaricano una quantità di rifiuti inferiore a quanto previsto (vale a dire 800 tonnellate giornaliere) e a Taverna del re i manifestanti sono riusciti a rallentare le operazioni di sversamento (22 camion hanno scaricato stamattina, a fronte dei quasi 50 che avrebbero dovuto raggiungere il sito di stoccaggio). A questi ritmi, la crisi rifiuti è ben lontana dal potersi dichiarare conclusa. Una evidenza chiara a tutti, meno che al sottosegretario Guido Bertolaso che continua ad affermare con orgoglio: "Emergenza finita, pian piano tutto si risolverà".
Salvatore Possumato
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