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Ischia (Napoli, Campania) - 18 Febbraio 2009

Savio: Sindaci E Governo Responsabili Abbattimenti

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Domenico Savio è stato ospite a Teleischia, nel corso della trasmissione "l'Isola 7", del giornalista Amedeo Romano per discutere sugli imminenti abbattimenti delle prime case di abitazione ? case che i cittadini sono stati costretti dal potere politico a costruirsi abusivamente per potersi coprire la testa sotto un tetto a causa della mancanza di una regolamentazione urbanistica che potesse dare la possibilità a questi ultimi di potersela costruire nella legalità - che stanno per essere eseguiti sull'isola d'Ischia e nelle aree sottoposte a vincolo paesistico e ambientale. Quello che vi proponiamo è lo stralcio della trasmissione in cui Domenico Savio spiega perché i responsabili politici e amministrativi di eventuali abbattimenti di prime case - case che i cittadini sono stati costretti a costruirsi abusivamente dallo stato inadempiente - siano i sindaci e il governo centrale.
Video pubblicato dalla Redazione di PCIML-TV, www.pcimltv.blogspot.com. Per contatti: pcimltv@alice.it.

GOVERNO E SINDACI SAREBBERO RESPONSABILI DI
OGNI ABBATTIMENTO DELLA CASA DI ABITAZIONE!

Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, promotore della battaglia politica, sociale e di civiltà contro l'abbattimento dell'abusivismo edilizio di necessità, è stato escluso dagli incontri sull'argomento coi rappresentanti del governo, un'esclusione che indebolisce l'iniziativa verso il governo e il parlamento, mentre il presidente del consiglio dei ministri non ha ancora risposto a una lettera sulla questione, ma per il P.C.I.M-L. l'importante è che venga presto modificata la legge del terzo condono per venire incontro alla primaria esigenza di vita di migliaia di famiglie isolane, che è quella di poter continuare a vivere in una casa di proprietà e dignitosa!

di Domenico Savio*

Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista da sempre si batte affinché i vari governi nazionali di centrosinistra e centrodestra distinguessero l'abusivismo edilizio speculativo e affaristico dei palazzinari da quello di necessità, corrispondente alla realizzazione della prima casa di abitazione dinanzi alla grave e decennale inadempienza dello Stato capitalistico che non garantisce il diritto costituzionale alla casa a tutti i nuclei familiari. Distinzione volutamente ignorata dal parlamento borghese e padronale con la conseguenza drammatica che sino ad oggi la grande speculazione non è stata abbattuta ed ha continuato a distruggere il territorio e ad accumulare ricchezza parassitaria, mentre delle case di abitazione di poveri lavoratori sono state disumanamente abbattute. Si tratta di una indegna ingiustizia sociale aggravata ulteriormente dal fatto che mentre i primi due condoni edilizi consentono la sanatoria dell'abusivismo di bisogno nelle aree sottoposte a vincono paesistico il terzo condono non lo consente creando disparità di trattamento tra i cittadini residenti sullo stesso territorio e approvando una legge chiaramente incostituzionale.
Dinanzi al pericolo reale di abbattimento da parte della Magistratura dell'abusivismo di necessità condonato col terzo condono, il P.C.I.M-L. sin dall'inizio del 2008 e per primo ha promosso, con la collaborazione determinante dell'Illustre Avvocato e Amministrativista Bruno Molinaro, che ha redatto la relazione e il testo di modifica della legge che ha introdotto il terzo condono nella legislazione italiana, una iniziativa per ottenere dal parlamento la possibilità di condonare l'abusivismo di necessità anche col terzo condono. A tale scopo abbiamo presentato la proposta di modifica legislativa al presidente del consiglio dei ministri e a tutti i capogruppo di maggioranza e di opposizione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, abbiamo chiesto e ottenuto l'approvazione di una delibera consiliare da parte di tutti i Comuni dell'Isola a sostegno dell'iniziativa di grande importanza sociale e in data 19 gennaio 2009 abbiamo chiesto un incontro con il presidente del consiglio o suo rappresentante per sollecitare la modifica della legge in discussione, richiesta che sino a questo momento è rimasta gravemente senza risposta.
Intanto la Magistratura preme sui Comuni per avere presto la disponibilità economica allo scopo di avviare gli abbattimenti e contemporaneamente cresce la preoccupazione e la disperazione di migliaia di famiglie che corrono il pericolo reale di vedersi abbattuta la casa di abitazione e di essere letteralmente e disumanamente sbattute in mezzo alla strada. Mentre si avvicina sempre di più l'ora del dramma e della tragedia sociale, cioè degli abbattimenti, dal governo, dal parlamento e dai partiti politici del centrodestra e centrosinistra non c'è ancora nessuna risposta concreta e risolutiva del grave problema. Abbiamo saputo di alcuni incontri avvenuti sull'argomento tra i rappresentanti delle sei amministrazioni isolane, ma sino a questo momento non sarebbe emerso nulla di concreto, solo molte chiacchiere e ci sarebbero state persino delle indifferenze sul dramma che stanno vivendo tante famiglie.
Noi vogliamo dirlo con estrema chiarezza agli isolani: per ogni eventuale e scellerato abbattimento che dovesse esserci saranno responsabili, in prima persona, il governo e il parlamento della repubblica capitalistica - cioè dello sfruttamento del lavoro, della miseria e dei bisogni collettivi ? e i partiti che lo compongono, i sindaci e gli assessori comunali dell'Isola, che nelle varie campagne elettorali sono i raccoglitori di voti per i loro partiti e candidati. Dai sindaci basta con le chiacchiere e le mezze parole, non accettiamo che giochino sulla pelle dei cittadini, chiedano ai loro partiti in parlamento di modificare immediatamente la legge e se ciò non dovesse avvenire in tempi rapidi allora si dimettano dalla carica e dai loro partiti e si schierino apertamente, con sincerità e lealtà dalla parte delle famiglie colpite da questa autentica disgrazia di Stato. La proposta di acquisizione dell'abuso al patrimonio comunale sarebbe, sul piano sociale, morale e civile, un indegno esproprio di Stato dei duri sacrifici e delle privazioni sofferti da tanti uomini e donne per garantire un tetto dignitoso innanzitutto ai propri figli. Da coerenti comunisti e leali alleati della classe lavoratrice gridiamo: no all'acquisizione-esproprio, sì alla modifica della legge che, se c'è la volontà politica, il parlamento può effettuare in pochi giorni.
Noi abbiamo intrapreso questa battaglia di giustizia e di civiltà sociale in uno spirito di massima collaborazione con tutti e con il più elevato coinvolgimento delle forze interessate e disposte a collaborare escludendo ogni nostra volontà, per altro del tutto estranea alla nostra cultura politica e di classe, di primogenitura sull'iniziativa. Al contrario abbiamo appreso dai mezzi di informazione che le forze isolane di maggioranza e di opposizione governativa hanno scelto di gestire gelosamente in proprio gli incontri sulla questione con dei rappresentanti del governo escludendo il nostro Partito, evidentemente per preservarsi ogni merito di partito, di potere politico e amministrativo locale e di propaganda elettorale, una esclusione che sicuramente indebolisce il confronto col governo e che si rivela negativa per le aspettative dei cittadini minacciati dall'abbattimento. Comunque, per noi l'importante è che la legge sul terzo condono venga rapidamente modificata nell'interesse delle comunità isolane.
Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista continuerà la sua convinta e appassionata battaglia sull'argomento, presserà i sindaci, le amministrazioni comunali e le forze politiche che le compongono affinché sollecitino governo e parlamento per una immediata modifica della legge e sta preparando nuove iniziative di lotta per smascherare i finti impegni sulla questione e per rivendicare la sanatoria della prima casa di abitazione da parte di tutte quelle famiglie italiane che vivono nel terrore del pericolo dell'abbattimento.
Forio, 13 febbraio 2009.

* Segretario generale del P.C.I.M-L.

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