Milano, Lombardia - 13 Febbraio 2010

Rivolta in via Padova: scontri nelle vie laterali






















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video di Peter85

L'intervento dei reparti mobili in via Padova a Milano.
Secondo quanto si è appreso da funzionari che gestiscono l'ordine pubblico in queste difficili ore in via Padova, mentre la situazione nella via principale è quasi sotto controllo, nonostante gli evidenti segni dei disordini, i tafferugli si sono spostati nelle vie laterali. È nei vicoli, infatti, che almeno quattro o cinque gruppi di venti-trenta nordafricani ciascuno si spostano, si sciolgono, e si raggruppano di nuovo compiendo ulteriori danni in una specie di caccia al sudamericano. Le forze dell'ordine, a loro volta, danno la caccia a questi gruppi. In via Leoncavallo, ad esempio, gruppi di nordafricani discutono ad alta voce in un parcheggio di un grande distributore, e nascondono qualcosa dentro i portabagagli di un'auto. Altri quattro o cinque entrano in un negozio chiuso. Poco più avanti, in un kebab, altri giovani discutono animatamente, mentre la comunità sudamericana si raggruppa cercando di capire il da farsi e i venditori di fiori e gli ambulanti se ne vanno via con la loro mercanzia. In giro si vedono pochissime facce di italiani, per lo meno sui marciapiedi. Gli unici connazionali che si vedono sembrano essere quelli che transitano in macchina.

Nel bilancio di danneggiamenti e disordini avvenuti nelle ultime ore in via Padova non vi sarebbe da aggiungere la presenza di feriti gravi. Lo ha confermato la Questura che sta gestendo l'ordine pubblico con molti uomini, anche se non si può escludere che alcuni aggrediti (che sono stati picchiati, come hanno riferito alcuni testimoni) possono essere andati da soli a farsi medicare al pronto soccorso o magari direttamente in casa propria.

Mentre la situazione generale in vai Padova sembra essere tornata più calma e giungono notizie confortanti sulle condizioni dell'unico ferito, un ivoriano di 21 anni che ha subito un lieve fendente a un braccio, (all'inizio pareva che i feriti fossero due dei tre stranieri, di cui uno ucciso, aggrediti dai sudamericani), un gruppo di 'irriducibilì nordafricani, compagni e amici degli aggrediti o anche solo abitanti del quartiere, presidia un tratto di marciapiedi all'altezza del numero 80, proprio sul posto dove l'egiziano di 19 anni è morto sotto i colpi degli accoltellatori. Al momento la situazione appare di una calma quasi irreale: i nordafricani da una parte, agenti in assetto da ordine pubblico e giornalisti dall'altra parte della strada. Ma l'impressione che se ne ricava è che da un momento all'altro possa esplodere una scintilla. Non più tardi di mezz'ora fa proprio davanti al portone dove è stato accoltellato l'egiziano, dopo la rimozione del corpo, suoi connazionali hanno appiccato il fuoco vicino a una piccola pozza di sangue che testimoniava il punto dell'aggressione gridando «vendetta» in italiano.

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