Il Tg3 ricostruisce la rivolta in via Padova.
Meno di mezz'ora dopo la morte del giovane egiziano è scoppiata la rabbia dei suoi connazionali e amici. Sul luogo in cui si trovava il cadavere del ragazzo, un centinaio di africani ha fronteggiato la polizia che nel frattempo si era schierata per impedire passaggi in direzione del centro. A un certo punto, come se si fossero improvvisamente organizzati, gli africani hanno fatto dietrofront, si sono infilati in una via laterale e hanno cominciato a spaccare tutto quello che trovavano sulla loro strada di fatto girando dietro via Padova e sbucando di nuovo sulla strada principale dopo lo schieramento di polizia. Anche lì poi, fino alla centrale piazza Loreto, hanno scatenato la loro ira sui negozi sudamericani e sulle auto parcheggiate.
Intorno alle 22.00 un folto gruppo sbucato improvvisamente da una via è stato circondato dalle forze dell'ordine, che ha perquisito varie persone prima di accompagnarle a gruppi in Questura, anche a bordo di un autobus dell'Atm.
E mentre due giovani arabi camminando sul marciapiede facevano un inequivocabile gesto minacciando di tagliare la gola a un gruppo di giovani latinoamericani, nel punto in cui è morto il giovane egiziano i suoi amici bruciavano il sangue rimasto sull'asfalto dopo avergli gettato sopra dell'alcol al grido di "vendetta, vendetta".
«Incidenti e violenze inaccettabili: la legge deve essere rispettata da tutti, tanto più da chi è ospite nel nostro Paese. I colpevoli vanno individuati e perseguiti e sono sicuro che le forze dell'ordine sono e saranno all'altezza del compito». Questa la dichiarazione del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sulla rivolta degli immigrati in via Padova dopo l'omicidio di un egiziano.
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