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Napoli (Campania) - 8 Giugno 2010

Riprendono Abbattimenti A Pianura, Savio: Una Vergogna

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Servizio giornalistico di Gennaro Savio con intervista esclusiva alla signora Lella a cui in questi giorni sarà abbattuta la casa.
Si tratta di tre immobili costruiti dopo il 2003
A PIANURA RIPARTE LA TRAGEDIA DEGLI ABBATTIMENTI DELLE PRIME CASE DI NECESSITA'

Riprendono, senza preavviso e con inaudita disumanità, gli abbattimenti delle prime case di necessità nella regione Campania. Si è ripartito dal quartiere napoletano di Pianura dove stanotte 8 giugno 2010 ben tre famiglie si sono trovate le ruspe fuori alla porta così come ci ha raccontato, in diretta telefonica, la signora Lella Russolillo che si è trovata sbattuta fuori dalla propria casa in cui, assieme al marito e ai due figli, viveva dal lontano 2004. Sulla ripresa degli abbattimenti nella regione Campania, durissimo è stato il commento di Domenico Savio, Segretario generale del PCIML da sempre impegnato per la difesa strenua del diritto alla casa delle popolazioni campane che ha commentato: "E' letteralmente vergognoso che lo Stato capitalistico col suo potere politico, oggi di centrodestra, stanotte abbia ripreso gli abbattimenti delle prime e uniche case di abitazioni di famiglie lavoratrici a Pianura. L'avvenimento è ancora più grave e intollerabile perché a riprendere gli abbattimenti è stato il Comune di Napoli che oggi vanta anche di essere governato da quel centrosinistra che da sempre non tiene conto delle esigenze delle famiglie lavoratrici". E proprio Savio, col suo partito, nei mesi scorsi aveva presentato al Governo Berlusconi una proposta di legge per dare la possibilità a tutte le famiglie campane di poter sanare la propria prima casa di abitazione, proposta di legge che al momento non è stata, purtroppo e vergognosamente, presa in considerazione. Naturalmente, Domenico Savio non poteva non criticare anche quei presidenti dei comitati che in questi mesi anziché rivendicare con forza il diritto alla casa delle famiglie che rischiavano l'abbattimento della propria abitazione, sono scesi a compromesso, mostrando persino sudditanza, con il potere politico che sino a questo momento non ha avuto la volontà politica di risolvere definitivamente il problema e salvare dagli abbattimenti le prime case di abitazione che i cittadini sono stati costretti a costruirsi abusivamente dallo Stato inadempiente.

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