Stai usando una versione obsoleta di Explorer. Aggiorna alla versione 10
Fallo subito! Solo così potrai caricare i video su YouReporter e vederli alla miglior qualità possibile. Oppure usa Firefox o Safari.
ArquĂ  Petrarca (Padova, Veneto) - 31 Maggio 2011

Quella Solitaria Quercia sui Colli Euganei

Condividi su FACEBOOK- Condividi su TWITTER- DOWNLOAD EMBED

  • Dimensioni: -
    Autoplay: Si No

Pianoro di Arquà Petrarca (Padova) - 31 Maggio 2011 - "Era il 13 Luglio 2006.Partendo da Battaglia Terme (Padova) nel pieno parco dei Colli Euganei,percorrevo Via Valli Valsanzibio con la mia mountainbike e giunto all'incrocio di Valsanzibio,giravo a sinistra per Arquà Petrarca e quindi per Via Regianzane.Proseguendo un pò vedo sulla mia destra Via Sant'Eusebio e m'innoltro.Già questa stradina porta all'interno dei colli che più avanti da asfaltata diventa sterrato e prende il nome di Via della Resistenza.La strada ora è in salita nel mezzo della vegetazione euganea,costeggiando le pendici del Monte Ventolone (caro monte a Francesco Petrarca).Ogni tanto si possono udire fruscii di foglie causati dal movimento dei cinghiali e il vero presenziare della natura.Dopo circa un 2 Km di sterrato si sbuca oramai nel Pianoro di Arquà e quindi mi trovo in Via Scalette.Davanti a me vedo passare un gregge di pecore che scoordinatamente prosegue il suo desinare tra i prati della piana.Interseco la viuzza sterrata e proseguo sempre diritto lungo un altro sentiero sterrato che qui si apre sul pianoro,in primavera copiosamente fiorita da Ginestre.La zona è leggermente brulla con vari cespugli di rovi e,ginestre e alcuni alberi d'acacia.Arrivato,decido quindi di potermi riposare un pò,magari sotto l'ombra di qualche cespuglio o altro,ma non scorgo nulla,quindi mi sento di proseguire e di salire verso una piccola altura sulla mia destra,percorsa da un impercettibile sentiero quasi svanito.Quel giorno era veramente torrido.Non c era una bava d'aria e tutto sembrava immobile,come le stesse fronde degli alberi.L'unica musica che si udiva era il fastidioso canto ritmato delle cicale,che sembrava aumentasse il mio stato di calura.Proseguo quindi nell'altura della collinetta e da lontano scorgo un alberello tutto solo.Non saprei se fosse stato una piccola Quercia oppure un Leccio.Sta di fatto che quell'albero faceva un bel vedersi,là tutto solo sulla piana.Mi avvicino per cercar refrigerio da quella giornata afosa estiva e giunto appresso,appoggio la mia bicicletta nel tronco della pianta.Mi siedo e rivolgo il mio sguardo verso sud,dove vedo quel lembo di pianura sfocata dalla foschia dell'afa.Comunque il paesaggio che mi si presentava era di una meraviglia incredibile.Sei immerso nella natura.Nel versante del Monte Gemola avvertivo in lontananza l'eco eremitico di un cuculo solitario ed attorno i vari canti dell'avifauna presente.Il sole era nel varco del tramonto e stava scendendo sulla collina del Gemola.Allora decido di stendermi perchè avevo voglia di riposarmi.In quell'istante mentre stavo per coricarmi,sento che la mia vista svanisce un po' e tutt'a un tratto sento una grande folata di vento caldo proveniente dal retro Monte Fasolo.Io ho gli occhi chiusi e aprendoli vedo che sopra le fronde di quell'albero cui dal di sotto mi ritrovavo per riposarmi un pò,una luce formarsi ed irradiarsi su tutto il fogliame.Quella luce era abbagliante.Poteva accecarmi di certo,ma per fortuna le foglie mi fecero da protezione.Non riuscivo a scorgere se al di sopra delle fronde poteva esserci qualcosa,ma la sensazione cui provai era veramente di un'immane pace,difficilmente descriverla a parole.Di certo non poteva essere il chiaror accecante del Sole,anche perchè quest'ultimo stava avviarsi al tramonto dall'altra zona ad Ovest.Il fenomeno durò circa 10 secondi,ma non saprei se errare,perchè ero talmente stanco in quell'istante.So solo che quel vento,inizialmente caldo,poi si rinfrescò e mi nutriva,facendo estinguere quel mio stato di spossatezza momentanea.Svanito il tutto,tornò l'arsura e subito mi resi conto che non stavo sognando!Presi un pò dell'acqua che contenevo nella mia borraccia e ne bevetti un pò,quindi scesi dal piccolo colle e mi avviai verso il sentiero e feci ritorno a casa."