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Roma (Lazio) - 3 Luglio 2010

PRIDE 2010 ! Io scelgo di esserci !! Anche a Roma

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Negli ultimi mesi ci sono stati problemi tra alcune associazoni e singoli per la realizzazione del Pride romani. incomprensioni, antipatie , politica.. tutte tematiche di scontro che hanno causato la rottura di alcune relazioni tra le associazioni consolidate da anni.

A me non interessano questi problemi... credo che ora più che mai ci sia il bisogno dei pride per combattere contro i nemici del movimento... QUELLI VERI

PER CAMBIARE LA SOCIETà... PER COMBATTERE L'OMOFOBIA E PER LOTTARE PER I DIRITTI...

IO HO SCELTO DI ANDARE AL ROMA PRIDE 2010....

SENTO SIA LA COSA GIUSTA....

spero questo video possa riuscire a trasmettervi il mio messaggio....

ROMAPRIDE 3 luglio 2010

Piazza dei partigiani (linea B)

16:30

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maurocioffari

Mauro Cioffari, attivista gay: perché non partecipo al "Roma Pride 2010". Sabato 26 giugno, a Napoli, si terrà la manifestazione Nazionale dell'orgoglio gay, lesbico e transessuale. Contro l'omofobia e la transfobia, per il riconoscimento di diritti. Decine di associazioni e centinaia di persone, infatti, hanno dato vita, nei mesi scorsi, al Coordinamento "Napoli Pride" elaborando una piattaforma rivendicativa ed uno slogan, "Alla luce del sole", dietro il quale tutte e tutti ci siamo riconosciuti e scenderemo in piazza. Altra cosa, purtroppo, è accaduta a Roma dove, il prossimo 3 luglio, si sfilerà, per l'annuale Pride cittadino, convocati da quattro associazioni dietro le parole d'ordine, da più parti messe in discussione, "Ogni bacio una rivoluzione". Di queste quattro due sono dichiaratamente di Destra (Gay Lib e Azione Trans): si accontentano di praticare la politica delle pari opportunità e dell'omologazione. Non ambiscono, cioè, a cambiare la società. Le altre due associazioni, Di Gay Project e Arcigay Roma, vivono un "conflitto di interessi" con le amministrazioni locali. Forniscono servizi alla Comunità (Gay Village, Gay Help Line, assistenza legale, ecc.) e per questi servizi chiedono al Comune, alla Provincia e alla Regione patrocini e finanziamenti. A metà strada tra "imprenditoria" e "sindacato" gay. Il movimento omosessuale e transessuale deve intercettare i bisogni e le speranze delle persone che pretende di rappresentare e, attraverso un confronto serrato con le istituzioni, portare a casa dei "risultati". Gli organizzatori del "Roma Pride 2010" hanno da tempo rinunciato a questo ruolo interlocutorio relegando le rivendicazioni del movimento alla richiesta di telecamere e polizia nella gay street, ad una "location" fissa per il Gay Village a finanziamenti per la Gay Help Line, ecc.. E' preoccupante l'operazione, non dichiarata, che c'e' dietro il "Roma Pride 2010": delegittimare un movimento fatto di donne e di uomini e legittimare, come interlocutrici privilegiate con le istituzioni e i media, solo quattro associazioni. Anteporre, inoltre, al cittadino soggetto di diritti il cittadino consumatore. Fino a che non saranno nettamente separate la gestione dei servizi per la Comunità e la rivendicazione sociale e politica di diritti e di uguaglianza sarà difficile, come testimoniano 40 anni di lotte, ottenere risultati. Queste sono solo alcune delle ragioni che mi hanno spinto a decidere di sottoscrivere, assieme ad una quarantina di associazioni, di movimenti e di gruppi e a centinaia di persone l'appello "Roma Pride 2010: noi non ci saremo". Nella speranza che dopo il 3 luglio si possa riaprire un dialogo costruttivo su contenuti, strategia e modalità di rivendicazione. Mauro Cioffari - attivista gay maurocioffari@gayroma.it www.gayroma.it www.maurocioffari.it