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Casamicciola Terme (Napoli) - 6 Dicembre 2010

Peppone E Don Camillo, Savio E Il Vescovo Strofaldi

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ABBATTIMENTI ? E' diventato un caso mediatico nazionale il fugace incontro tra il Vescovo d'Ischia e il Segretario generale del PCIM-L
PADRE FILIPPO STROFALDI E DOMENICO SAVIO OVVERO PEPPONE E DON CAMILLO SULLA STESSA BARRICATA
Gli appena trenta secondi in cui Savio e Strafaldi discutono del dramma degli abbattimenti in casa Monti-De Donato, sono stati estratti dal lungo Servizio giornalistico di Gennaro Savio caricato su YouReporter e pubblicato sul Sito del Corriere del Mezzogiorno a corollario di un articolo di Alessandro Chetta. Tanto quanto basta per far diventare l'insolito episodio un caso nazionale, ripreso da varie testate giornalistiche e persino da Radio Popolare di Milano che martedì ospiterà in diretta Domenico Savio. Gennaro Savio: "Quando persone di cultura e dall'alto spessore morale, indipendentemente dalla posizione sociale o dai ruoli politici e istituzionali che ricoprono, hanno alla base valori e sentimenti di profonda umanità e di altruismo, in alcune circostanze possono trovarsi anche sulla stessa barricata e in questo frangente è stato il caso di Domenico Savio e Filippo Strofaldi".

dalla redazione di PCIML-TV*

"Don Camillo e Peppone, fronte comune. Il vescovo e il marxista contro le ruspe". Con questo titolo eloquente il Corriere del Mezzogiorno di sabato 4 dicembre 2010 ha ripreso dal servizio giornalistico realizzato da PCIML-TV, il fugace scambio di battute che Domenico Savio e Padre Filippo Strofaldi si sono scambiati sull'uscio della porta dell'umile casetta di Paoletto Monti già circondata dalle Forze dell'Ordine in assetto antisommossa e che dopo pochissime ore sarebbe stata inesorabilmente abbattuta dalle ruspe di Stato.
Il servizio giornalistico del Direttore di PCIML-TV Gennaro Savio ? che da sempre catturano l'attenzione dei giornalisti e dei media nazionali -, che raccontava il singolare episodio, da YouReporter è finito sul Sito e sull'edizione cartacea del Corriere del Mezzogiorno con un articolo a firma del giornalista Alessandro Chetta, è stato ripreso da tante testate giornalistiche ed è rimbalzato sino a Milano, presso la famosa e storica emittente radiofonica Radio Popolare dove Domenico Savio interverrà sull'argomento in diretta martedì 7 dicembre 2010 intorno alle ore 11,30. Gennaro Savio, che con la sua telecamera ha catturato il fugace e già storico incontro ha dichiarato: "Quando persone di grande cultura e dall'alto spessore morale, indipendentemente dalla posizione sociale o dai ruoli politici e istituzionali che ricoprono, hanno alla base valori e sentimenti di profonda umanità e di altruismo, in alcune circostanze possono trovarsi anche sulla stessa barricata ed è stato in questo frangente il caso di Domenico Savio e Filippo Strofaldi. Personalmente, ha continuato Savio, ho apprezzato e condivido appieno le frasi pronunciate da Padre Filippo Strofaldi a casa di Paoletto sul giustizialismo, sull'accanimento contro la povera gente, che nel dramma degli abbattimenti si sta portando avanti, e sul fatto che la legge è fatta per l'uomo e non contro l'uomo. Inoltre, precisa Gennaro, per noi marxisti-leninisti e atei una cosa è il cristianesimo, che attiene alla spiritualità individuale degli uomini, e un'altra cosa sono il clericalismo, il cattolicesimo e il potere temporale della Chiesa, su cui storicamente, filosoficamente, ideologicamente, politicamente, economicamente e socialmente ci confrontiamo duramente. Tra gli altri, ha concluso Savio, negli ultimi tempi all'interno della Chiesa abbiamo avuto anche l'Arcivescovo salvadoregno Romero di Galdamez della Teologia della Liberazione, assassinato sull'altare dalla destra reazionaria, e il sacerdote e partigiano Giuseppe Dossetti, che combatté coi comunisti nella Resistenza per liberare l'Italia dal nazifascismo".
Questo il testo dell'articolo di Alessandro Chetta
NAPOLI - «Il vescovo ha incontrato Domenico Savio - racconta il cronista della webtv marxista leninista, che poi di Savio è il figlio - I due si sono salutati e hanno scambiato fugacemente due battute» sull'abbattimento delle case abusive di Ischia disposto dalla Procura. «Questa non è giustizia, è giustizialismo, si comincia dai più deboli» ha esordito monsignor Filippo Strofaldi. «Sì, è incomprensibile, è intollerabile, contro i più indifesi» risponde all'unisono Savio. I due si riferiscono al dramma degli ischitani Tina e Paolotto Monti che stanno per perdere l'appartamento.
IL DRAMMA DELLA FAMIGLIA MONTI - Il prelato, la più alta carica ecclesiastica dell'isola verde e l'ultrà comunista, fondatore del Partito comunista italiano marxista leninista (Pci-ml) fanno fronte comune. Per azzardare un facile paragone è come se i personaggi di Fernandel - Don Camillo e Peppone - firmassero un armistizio e lottassero fianco a fianco. Quella raccontata nei libri e nei film in bianco e nero era però un'Italia ruspante, innocente, divisa ma solidale. Nel 2010 la residua ideologia e la religione cattolica in affanno viaggiano nettamente separate. Ma ciò non impedisce a Strofaldi e Savio di ritrovarsi insieme sulle «barricate» per tentare di fermare le ruspe incaricate di demolire la casa della famiglia Monti, dichiarata abusiva. «Dura lex sed lex, allora - ha aggiunto il vescovo - ma la legge è superiore all'uomo? La legge è per l'uomo, e questo è un principio fondamentale». Gli fa sponda Savio, attingendo però al vocabolario rosso: «Lo Stato capitalistico, il potere padronale, utilizzando la forza dell'arroganza e della dittatura politica e istituzionale ha deciso di abbattere l'unica casa di questa famiglia di lavoratori: una tragedia sociale. La casa è un diritto costituzionale».
Alessandro Chetta

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