Torino (Piemonte) - 18 Aprile 2010

No Sindone






















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Rete No Sindone - Sotto il lenzuolo niente Torino, always on the move, città laboratorio dei grandi eventi, ripropone un'altra Kermesse Totalizzante. Ieri gli imponenti festeggiamenti per Punto, Bravo&Brava e 500 (festa del padrone), l'ostensione del '98 e del 2000 (festa della chiesa), le Olimpiadi dello spreco dell'inganno e della devastazione (festa delpotere). Oggi la chiesa ci impone una nuova ostensione del sacro lino che si presenta come festa comandata a tutt@, anche a chi non crede o crede inaltri dei e dee. Si scomoderà a gratificarci con la sua presenza persino il papa, che sarà a Torino il 2 maggio. Chi non è d'accordo può anche andare a nascondersi. Almeno così vorrebbero chiesa, stato e capitale, una democratica imposizione di una presunta maggioranza. Sono sempre più quell@ che non hanno nessuna intenzione di chinare la testa. Dallincontro di diverse realtà è nata la Rete No Sindone, per coordinare iniziative e costruirne di nuove, rendendo visibile e diffondendo il nostro dissenso sul territorio. Per l'ostensione della sindone non baderanno alle spese. Fiumi di denaro pubblico sottratto a tutt@ noi affluiranno nelle tasche degliorganizzatori di questa apoteosi del turismo di massa mordi e fuggi. E intanto noi fatichiamo per salari da fame a condizioni di lavoro durissime... quando ci fanno il favore di offrirci un lavoro. I preti giocano consapevolmente con la fede dei pellegrini: non possono dire che è vera, non vogliono dire che è falsa, ma usano il lenzuolo per mettere su il loro show. La Chiesa si impone su tutta la città: espropriando gli spazi pubblici toccati dalle masse di fedeli, militarizzando interi quartieri in funzione del circo clerical-mediatico. La stessa chiesa di Roma che sceglie quali guerre e quali dittatori benedire o condannare, che fa affari con le mafie, che gestisce una banca che finanzia i commerci darmi, che approva la pena di morte, pretende di normare e controllare le nostre coscienze e i nostri corpi. Ratzinger impone i suoi diktat sulla vita e sulla morte, non trascurando nessun momento dellesistenza. Si va dalla contraccezione alleutanasia. Nel mirino del pastore tedesco la libertà di scegliere come vivere la propria vita. Ma le vite concrete di tant@, anche in questItalia bigotta, travalicano le prescrizioni della chiesa, esprimendo un desiderio di libertà incontenibile. La chiesa, sin troppo spesso, trova sponda sia a destra sia a sinistra, sfociando ad esempio nella retorica delle radici cristiane, negando legittimità ad ogni altra visione del mondo. Ne derivano i privilegi concessi agli insegnanti di religione cattolica, le agevolazioni fiscali alle imprese dei preti, lotto per mille, i finanziamenti alle scuole e ospedali cattolici. Dulcis in fundo la "nobile" battaglia dello stato italiano per l'imposizione del crocifisso in tutte le aule. Il tutto condito da patriarcato, omofobia, transfobia e misoginia sponsorizzate direttamente dall'emissario di dio in terra: Ratzinger. Noi non ci stiamo. Vogliamo liberarci dalle imposizioni intollerabili delle religioni e delle chiese. No sindone, no papa. In secula seculorum Rete No Sindone Sotto il lenzuolo niente

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