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Milano (Lombardia) - 4 Marzo 2009

Nucleare? No Grazie!

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    Autoplay: Si No

E' stato firmato il 24 febbraio laccordo intergovernativo ENI-EDF per la costruzione di quattro centrali nucleari. La prima unità sarà resa operativa entro il 2020. Ancora una volta il nostro Presidente del consiglio Silvio Berlusconi tradisce la volontà referendaria: Nel 1987 venti milioni di italiani firmarono, infatti, contro il nucleare. Se lo si vuole di nuovo, si ritorni alle urne referendarie! In Italia, le fonti rinnovabili producono circa 50 twh di energia, pari al 14, 5% del totale di energia elettrica richiesta, ben lontano dal 22% previsto dagli obiettivi comunitari entro il 2020. Dai dati presentati al Congresso mondiale dell'energia, nel 2030 la produzione di energia nucleare passerà dal 16% all'8,5%. Aumenterà invece la produzione di energia ottenuta con il gas e le fonti rinnovabili, mentre diminuirà quella ottenuta da petrolio, carbone ed idroelettrica. I sostenitori del nucleare affermano che questo tipo di energia sia sicuro, meno inquinante ed economico. Questo è falso:
Non è sicura:
I disastri ambientali causati dagli incidenti nelle centrali nucleari di Detroit, Three Mile Island, Superphenix in Francia e la tristemente famosa centrale di Chernobyl dimostrano il contrario. Si tenga presente, inoltre, che nessuna Compagnia Assicurativa è disposta a stipulare una polizza per le Centrali nucleari!
Non è pulita.
E vero che le centrali non immettono C02 nellatmosfera, ma è altrettanto vero che il trattamento e la sepoltura delle scorie radioattive, prodotti di fissione transuranici, cesio, stronzio, plutonio, uranio, americio, producono gravi e duraturi danni allambiente. Occorre tenere presente che il plutonio ha una emivita di circa 24000 anni e che, nel suo complesso, il combustibile scaricato da un reattore di 2° o 3° generazione ad uranio mantiene una pericolosità elevata per un tempo dell'ordine del milione di anni.
Non è economica.
Non è vero che il costo aziendale dell'elettricità ottenuta con il nucleare sarà inferiore a quello dell'elettricità ottenuta da altre fonti. I costi di smantellamento delle centrali nucleari alla fine della loro vita utile e quelli di stoccaggio del combustibile nucleare e delle scorie radioattive sono infatti elevatissimi.
E necessario quindi un nuovo stimolo nella ricerca scientifica affinché si realizzino fonti pulite in grado di soddisfare le sempre più elevate richieste di energia rispettando la sicurezza, la dignità ed il diritto alla salute di noi tutti.