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Motta San Giovanni (Reggio Calabria) - 12 Luglio 2010

Motta SG, inquinata la foce del torrente San Vincenzo

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Tramite il sito ufficiale del Comune di Motta SG lo scorso 15 giugno il Primo Cittadino ha esternato l'indignazione dell'Amministrazione comunale per il persistere di atti contro il patrimonio. Questo Comitato nel condannare decisamente tali atti, si domanda:"Se l' Amministrazione Comunale è indignata nei confronti di quanti operano in sfregio alle più elementari norme di civiltà, come debbono essere i cittadini di Lazzaro nei confronti della predetta Amministrazione che permette il perdurare di queste gravi situazioni che creano disagi alla popolazione, minacciano la salute e l' incolumità pubblica e recano pregiudizio per l' Ambiente?
La situazione igienico sanitaria nel territorio di Lazzaro non è più sostenibile. Più volte abbiamo segnalato i gravi inconvenienti igienico sanitari prodotti anche dal mal funzionamento della stazione di pompaggio delle acque reflue situata sulla destra orografica del torrente San Vincenzo, lato mare del ponte ferroviario e dallo scarico delle acque reflue non depurate direttamente nel mare alla foce del precitato torrente. Adesso però è stato superato davvero ogni limite di sopportazione umana e ci si è spinti ben oltre il limite dell' indecenza e si persiste nel violare anche i diritti della persona.
Infatti, da qualche mese la suddetta struttura interrata si riempie completamente di acque reflue non depurate che fuoriescono da due fori praticati a suo tempo sui muri perimetrali lato Sud e lato Nord, posti ad una altezza di circa metri 1,20 dal piano originario di campagna. Le acque reflue hanno interessato anche un pozzetto scoperto posto ai piedi del muro lato nord all' interno del quale si notano dei cavi elettrici. Nell' area in questione di libero accesso, la struttura non è recintata, si nota la presenza di due cartelli di pericolo recanti la dicitura "cavi ad alta tensione".
Ma vi è di più. Dette acque puzzolenti e nauseabonde, dopo aver percorso per pochi metri l' alveo fluviale, giungono sotto il ponte ferroviario, ove dal terreno e da una condotta fognaria situata maldestramente in superficie, sgorga altra copiosa quantità di acque reflue non depurate che si estendono su gran parte della vasta area fluviale delimitata dalle due pile lato nord del predetto ponte ferroviario e del contiguo ponte della Ss 106, e lì risiedono, a pochi metri da notevoli cumuli di rifiuti di diversa tipologia, smaltiti illegalmente, tra cui, materiali da demolizione e numerose vetuste lastre di eternit rotte che rappresentano un pericolo reale, concreto e grave per la salute pubblica in quanto, possono sprigionare nell' atmosfera fibre di amianto, che favorite dalla stagione calda e dai venti dominanti di settentrione, espongono ulteriormente al pericolo il limitrofo centro abitato (ricordiamo che nel territorio della regione Calabria vige lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti).
E' facile immaginare gli odori olfattivi molesti, nauseanti e puzzolenti che si sprigionano da tali scarichi e che si percepiscono nel circondario, ed è altrettanto chiaro che tale grave situazione sanitaria può rappresentare veicolo di diffusione malattie infettive, habitat ideale per la proliferazione di ratti e di altri animali.
Si deve rilevare che la sezione idraulica in corrispondenza delle luci del ponte ferroviario e del contiguo ponte della SS 106 è ridotta a causa del deposito dei grossi quantitativi di rifiuti sopra citati, per cui si è creata una situazione di pericolo per l' incolumità pubblica e per le stesse opere in caso di piena del torrente.
La grave situazione sopra illustrata è appesantita da un ulteriore potenziale pericolo per la collettività e per le persone, incluse tutti coloro che si trovano ad avere contatti con il nostro Ordinamento (apolidi, stranieri, ecc) in quanto da anni, nell' area sopra citata vi dimora, ormai stabilmente, tra i rifiuti e i liquami fognari non depurati una persona senza fissa dimora alla quale si accompagnano numerosi cani. Orbene, accade sovente che questi animali dopo essere stati a contatto con i liquami inquinanti spesso si dissetano e trovano refrigerio alle fontanine pubbliche e, come ben si sa, per quanto siano puliti e vaccinati, ma non è certo questo il caso, gli animali la maggior parte delle volte portano infezioni. Visto che si tollera tale condizione di vita che lede il rispetto e la dignità della persona, ci si domanda cosa distingue l'uomo dall'essere "animale".
In merito allo stato d' incuria in cui si trova la stazione di pompaggio, lo scorso 12 marzo, personale della protezione Civile aveva riscontrato, tra l'altro, la presenza di reali pericoli per la collettività, soprattutto in ordine ad eventuale inquinamento ambientale. I funzionari intervenuti erano dell' avviso che andavano posti in essere, con consentita urgenza, degli interventi mirati alla messa in sicurezza della collettività ed invitavano il Sindaco del Comune di Motta SG a tenere sotto controllo l'evolversi dei fenomeni e ad adottare in caso di necessità tutte quelle iniziative di propria competenza atti alla tutela della pubblica e privata incolumità.
Anche l'Ufficio d'Igiene e Sanità Pubblica di Reggio Calabria ha più volte richiesto alla Massima Autorità comunale l'adozione immediata dei provvedimenti a tutela ed incolumità della salute pubblica. Provvedimenti che non risultano posti in essere. Ciò ha fatto sì che nel territorio di Lazzaro la situazione, sotto l'aspetto igienico sanitario precipitasse giorno dopo giorno.
Giova evidenziare che con l'arrivo della stagione estiva, lo scorso mese di giugno, si è provveduto ad interrare la condotta fognaria che scaricava notevoli quantitativi di liquami non depurati a cielo aperto sulla battigia alla foce del vicino torrente Saetta.. Tale infelice intervento, riteniamo abbia potuto influire negativamente sul funzionamento del sistema di pompaggio, anche se tale assurda iniziativa si è apparentemente rivelata utile, atteso che lo scarico fognario sulla battigia e scomparso ed il tratto di spiaggia è diventato improvvisamente balneabile.
A riguardo si deve evidenziare che di fronte al persistere di tali gravi inconvenienti igienico sanitari che da decenni interessano permanentemente la spiaggia di Lazzaro, il Sindaco del Comune di Motta San Giovanni attraverso il sito ufficiale del Comune anche quest'anno, assumendosi una grossa responsabilità, ha asserito che l' intero litorale di Lazzaro è balneabile, sebbene la inconfutabile realtà dice tutt'altro e le certificazioni dell' ARPACAL e dell' Ufficio Igiene e Sanità Pubblica confermano il grave stato d' inquinamento del litorale di Lazzaro dovuto al mal funzionamento dei depuratori.
Non ci sono motivazioni che possano giustificare la mancata adozione dei provvedimenti tendenti ad eliminare o quantomeno ridurre il grave stato d' inquinamento prodotto dal depuratore di San Vincenzo, visto che i fondi pubblici ci sono. Intanto, però la salute dei cittadini è minacciata dai gravi inconvenienti igienico sanitari prodotti dal mal funzionamento dei depuratori di Lazzaro e di Motta SG e non ci spieghiamo come mai chi è preposto al controllo del territorio non riscontra tali gravi e allarmanti situazioni che sotto gli occhi di tutti si trascinano da molti anni. Non comprendiamo inoltre come possano le Istituzioni dello Stato, essendo a conoscenza di tali gravi situazioni igienico sanitarie, permettere che i diritti dei cittadini, il diritto alla salute, bene primario riconosciuto e tutelato dalla Costituzione Italiana che assurge a diritto fondamentale della persona, che impone piena ed esaustiva tutela, continuano ad essere violati. Fatto molto grave.