VITO DANIELE il 9 maggio 2008 è stato travolto da un TIR sull'autostrada Bari-Napoli mentre veniva sottoposto a un controllo da parte della Guardia di finanza.
In particolare, l'ufficiale era da solo, in borghese ed ha fatto fermare Daniele sulla corsia d'emergenza dell'autostrada. Fermarsi su una corsia di emergenza è pericoloso: lo insegnano decine di morti, in maggioranza uomini delle forze dell'ordine costretti a stare proprio lì da situazioni di emergenza. Dunque, nulla giustificava l'ufficiale della G.d.F. ad agire così come ha agito. Tanto più che in autostrada c'è un ampio margine per soluzioni alternative: non essendoci incroci e traverse, basta prendere la radio e allertare la Stradale per far bloccare il "fuggitivo" lungo il tracciato o - se proprio dovesse tentare di uscire dall'autostrada - a un casello. Tutto questo serve a tutelare sia l'agente sia il cittadino e vale sia quando il fermo è motivato dall'eccessiva velocità dell'utente della strada (come era stato dichiarato dalla Finanza in un primo momento, ma ora pare che questa circostanza sia dubbia) sia quando si sospetta di avere a che fare con un delinquente e lo si vuole perquisire. Ma,una cosa è certa:chiunque viene fermato dalle forze dell'ordine deve avere la garanzia di stare in sicurezza ...
Se, come apprendiamo è stato chiesto il rinvio a giudizio e se è scattato il trasferimento, se ne deduce che probabilmente l'ufficiale della guardia di finanza non ha dimostrato di essersi attenuto alle più elementari norme di prudenza nell'eseguire il fermo ed il controllo di Daniele Vito, la cui morte era di certo evitabile.
La signora Mariella Zotti, moglie di Vito Daniele, in una lettera alla stampa scrive:
" E' stato fermato dalla Guardia di Finanza, in un posto di blocco stranamente posizionato sulla corsia di emergenza, in una curva della A16, esattamente al KM 65.500, nel Comune di Pietradefusi. In qualche giornale è stato scritto che l'impatto con il camion è avvenuto quando ormai mio marito aveva terminato i controlli. Se, però, cosi fosse non si spiegherebbe il perché i documenti non erano in mano con lui, al momento dell'impatto, ma al contrario sono stati trovati perfettamente intatti. Perché un posto di blocco in un luogo così pericoloso? Come e cosa è accaduto davvero? Come è possibile che un normale controllo di routine si trasformi in una tragedia? ". Ed aggiunge: "Non ho mai incontrato il comandante delle Fiamme Gialle di Avellino, come si legge in qualche articolo di giornale. Il suo cordoglio e la sua vicinanza non ha neanche sfiorato di striscio la nostra famiglia. Non si dubita certo della sua sensibilità e solidarietà verso i propri uomini e i loro possibili sensi di colpa, ma certamente noi non abbiamo avuto la sua vicinanza né il suo cordoglio. Cosa c'è dietro questi fatti e cosa è successo davvero deve essere ancora tutto chiarito e noi aspetteremo finchè ogni dubbio non troverà una spiegazione ."
Nella vicenda che ha portato via la vita a Vito Daniele in effetti c'è una sola
certezza: sarebbe ancora vivo se il tenente della Guardia di Finanza non lo avesse fermato in modo totalmente negligente.
Intanto la vicenda sta assumendo dei risvolti agghiaccianti.Oltre al danno la moglie della vittima sta subendo anche la beffa: la stessa infatti è stata anche querelata dall'uomo che ha provocato il disastro più grande della sua vita e di quella dei suoi tre figli. Non solo: sono persino seguite minacce ed intimidazioni. Nell'udienza del 28 aprile 2010 celebrata presso il Tribunale di Benevento, la signora Zotti, dopo aver detto al tenente "Ti porterai mio marito sulla coscienza tutta la vita. Ti ricordi la foto dei suoi figli, che hai trovato nella sua macchina ?" è stata denunciata incassando inoltre, dai legali dell'imputato la seguente minaccia:"La
deve finire di fare casino su Facebook, la prossima volta saranno guai !"
Dunque "l'avvertimento" esplicito è a non rilasciare più interviste alla stampa e a non parlare della sua vicenda sui social network. Che accada ciò in un'aula di Tribunale, in un Tribunale della Repubblica, è di una gravità inaudita.
Informiamo che il 9 giugno 2010 presso il Tribunale di Benevento alle ore 09.30 si terrà udienza per la causa intentata da Mariella Zotti per fare luce e giustizia sulla morte di Vito Daniele.
Interpelliamo qualunque organo di stampa a presenziare in udienza e qualunque cittadino ad organizzare un presidio di solidarietà davanti al tribunale. E' fin troppo evidente che c'è da nascondere qualcosa se con fare intimidatorio a Mariella Zotti vogliono tappare la bocca.
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