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Reggio Calabria, Calabria - 20 Marzo 2010

Monitorare il litorale di Lazzaro Promesse da marianaio

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Alveo fluviale del Torrente Saetta permanentemente percorso a cielo aperto dalle acque inquinate che fuoriescono da un pozzetto posto a circa 50 metri lato monte del ponte stradale e dopo aver costeggiato le attigue abitazioni, costringendo gli inquilini a stare tappati in casa con porte e finestre chiuse, esasperati da odori insopportabili e nauseabondi, sfociano a mare.

Gli Organi competenti intervenuti più volte sul territorio di Lazzaro, hanno certificato che i depuratori non depurano a dovere e provocano inquinamento sul litorale. In attesa della messa in sicurezza degli impianti di depurazione ritenevano necessario, tra l'altro, che l'A.R.P.A.Cal effettuasse un monitoraggio periodico sulle acque del torrente Oliveto e su tutto il litorale di Lazzaro. A tutt'oggi non si riscontrano interventi a tutela della salute e dell'incolumità pubblica. Mentre si registra il proliferare di scarichi di acque inquinate nei tre torrenti, che dopo aver percorso a cielo aperto gli alvei fluviali e brevi tratti di arenile marittimo raggiungono il mare, e, lì, in quella miscellanea di veleni qualcuno approfitta per calare le reti sperando in un pescato fruttuoso.

E pensare che si sarebbe potuto ricondurre, almeno, l'impianto dell'Oliveto al suo corretto funzionamento, in considerazione che la Regione Calabria avrebbe da qualche tempo concesso il finanziamento di 2.642.000 euro, per la riqualificazione dell'impianto precitato.
Ma, visto che non si riesce ad impiegare la somma finanziata, sarebbe opportuno metterla a disposizione di altri Comuni limitrofi, che potrebbero utilizzarla per risolvere analoghe problematiche, come la messa a norma dell'impianto di Ravagnese di Reggio Calabria, che oltre a recare gravissimi disagi alla collettività, rappresenta un pessimo biglietto da visita per la città, essendo l'impianto posizionato nei pressi dell'aeroporto.