Stati Uniti, Estero - 30 Aprile 2010
Stati Uniti, Estero - 30 Aprile 2010
Morte per tossicità, aumento del rischio di cancro, mutazioni del dna, sterilità, apparato digerente troppo grande o troppo piccolo: sono alcuni degli effetti che possono subire gli animali, come pesci e uccelli, dal contatto col petrolio. A spiegarlo è Eva Alessi, tossicologa del Wwf. Per quantificare gli effetti di catasfrofi ambientali come quella che sta investendo la Louisiana, bisogna considerare molte variabili, quali il tipo di area colpita, le specie, la quantità e le caratteristiche del petrolio, il tipo di costa. «Gli uccelli marini sono le vittime più conosciute - precisa Alessi - Un effetto macroscopico è la perdita di idrorepellenza del piumaggio, non consentendo più l'isolamento termico e provocando la morte per ipotermia. Per ripulirsi col becco ingeriscono il petrolio, che provoca gravi alterazioni agli organi interni». Ma a subire gli effetti sono anche crostacei, molluschi e pesci, molti dei quali muoiono per tossicità acuta degli idrocarburi e dei solventi utilizzati per la dispersione. «Sono inoltre pregiudicate le loro capacità di riprodursi - conclude Alessi - perchè vengono colpite anche le larve e le uova. Possono generare figli sterili, avere le pinne che non funzionano più, l'apparato digerente che diventa più piccolo o grande, senza contare che il rischio di tumore aumenta significativamente»
La marea nera che ha lambito le coste della Lousiana sarà una catastrofe anche per il turismo, oltre che per la pesca. Ce lo spiega Shawn Lanier, 44 anni, un piccolo operatore turistico di Venice, sul delta del Mississippi, che con la sua piccola barca in grado di portare 3-4 persone al massimo, organizza giri tra le paludi, oltre a battute di pesca. Lanier, come spiega il suo biglietto da visita, garantisce la cattura di ingenti quantitativi dei principali pesci locali: il cosiddetto Redfish, in realtà una sorta di salmone; e la Speckled Trout, una grossa trota che ama le acque salmastre. Biondo ed abbronzato, occhiali da sole e barbetta da lupo di mare, Lanire, insistendo sul fatto che è una guida professionista, parla della «grande minaccia» provocata dalla marea nera, ricordando che qui il turismo, anche se di nicchia, funziona tutto l'anno, attirando non pochi amanti della pesca. «Grande minaccia» - insiste la guida - mai vista in precedenza, con l'economia di una regione già povera che rischia di essere colpita ancora di più. Quando gli si chiede se il governo federale ha tardato a reagire, la risposta rimane evasiva. «Non saprei, è difficile da dire», spiega l'operatore turistico, ma è anche vero che la marea nera, nel porto di Venice, non è ancora arrivata: ha lambito soltanto il delta, penetrando in alcuni canali.
Il governatore della Florida Charlie Christ ha decretato lo stato di emergenza nelle contee della costa per l'arrivo della marea nera.
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che tristezza ed era sicura come le centrali nucleari che vuole costruire il presidente del consiglio
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Un idea alternativa, alla campana di acciaio e cemento da 100 tonnellate che serve a bloccare la fuoriuscita di greggio dalla piattaforma petrolifera, relativamente a fattibilità e rischi, potrebbe consistere nel trivellare nel suolo sottomarino, parallelamente al 'foro' di fuoriuscita del greggio, un secondo 'foro', dove introdurre un innesco, in grado di effettuare un esplosione controllata con conseguente chiusura del 'foro' di uscita principale.
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