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Rogliano (Cosenza, Calabria) - 6 Febbraio 2009

La A3 ancora non riapre dopo la frana

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Già da lontano, si vede una frana. E allora sembra quasi inutile chiedersi perchè ancora non apra la A3 Salerno-Reggio Calabria tra Rogliano e Falerna, a ormai 2 settimane di distanza dal terribile incidente in cui hanno perso la vita due persone. Ma per capire davvero, noi abbiamo voluto fare un giro sull'autostrada, per vedere quali possano essere i motivi di questa chiusura prolungata. Appena entrati, ecco le prime opere di ricostruzione: una serie di barriere di massi ingabbiati. Ma dietro, un rigagnolo di acqua che arriva da chissà dove e che certo non fa stare tranquilli. Superata la desolante visione degli autogrill chiusi, un altro movimento franoso, in via di sistemazione. Anche qui, nella terribile notte del 25 gennaio, venne giù un pezzo di montagna. Riprendiamo il nostro breve viaggio. Qua e là incontriamo operai e tecnici, impegnati nei lavori di pulizia delle cunette e dei bordi delle carreggiate e anche nelle misurazioni di dislivelli e pendenze. Ma appena ci giriamo, altri fronti di frana sono subito incombenti, con alberi e pietrisco che cadono sull'asfalto. Basta fare altri 500 metri, e di nuovo, sul lato, si scorgono le profonde ferite nella montagna, da cui sgorga copiosa l'acqua. Ci giriamo con lo sguardo indietro, e scopriamo che siamo appena passati sotto un tunnel che a sua volta è minacciato da un movimento franoso. Un brivido ci percorre la schiena, lo ammettiamo. Ma continuiamo ad andare avanti, sotto lo sguardo vigile degli operai dell'Anas. Ed eccoci nel punto più pericoloso, quello del terribile incidente. Qui si sta addirittura smantellando l'intera montagna. Questo è sembrato davvero l'unico modo per garantire la sicurezza a chi dovrà percorrere questo tratto dell'autostrada. Ci sono ruspe e scavatrici, e tecnici che stendono cavi e montano sonde di controllo. Il lavoro ferve, per sgomberare questa parte della carreggiata, mentre quella nord è utilizzata adesso per il traffico di servizio. Lasciamo anche questo punto, per scoprire, poco più avanti, ancora innumerevoli infiltrazioni d'acqua nella montagna. Qui adesso c'è perfino un torrente, che passa sotto i viadotti dell'autostrada, per poi tuffarsi nel fiume Savuto. Ci giriamo, e scopriamo che sul costone di fronte ci sono anche delle case in bilico. Intanto più avanti si asfalta la strada, in attesa della riapertura al traffico. Torniamo indietro, e ancora vediamo altri fronti di frana, che prima ci erano evidentemente sfuggiti. Ecco perchè l'autostrada ancora non riapre. Non c'è che dire, i motivi ci sono tutti. Ci si deve solo chiedere come si sia potuto arrivare ad una situazione così critica.

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