Dall'Ansa: La latitanza del boss Antonino Lo
Nigro è finita mentre il mafioso ascoltava in cuffia, a tutto
volume, con gli occhi fissi sullo schermo del pc, un file Mp3
con le canzoni napoletane di Tony Colombo. La fuga, che durava
da 15 mesi, è stata interrotta dai carabinieri della Compagnia
di Bagheria che lo hanno sorpreso in un appartamento nel centro
della cittadina.
L'uomo, accusato di essere il nuovo capomafia di Brancaccio e
di traffico di stupefacenti, quando i carabinieri hanno fatto
irruzione nel covo, indossava una tuta da ginnastica. A causa
del volume elevato del Mp3 si è reso conto che lo stavano
arrestando solo quando si è visto davanti gli investigatori.
Pochi minuti prima dell'irruzione, intorno alle nove di ieri
sera, un'amica del boss, Concetta Barbagallo, 29 anni, di
Bagheria, era stata arrestata per favoreggiamento: aveva appena
lasciato i sacchetti con la spesa sul tavolo della cucina
dell'appartamento dove il boss si era rifugiato.
Lo Nigro era inserito nell'elenco dei 100 latitanti più
pericolosi. Le indagini per individuare il suo covo sono
iniziate un mese fa, quando i carabinieri della stazione di
Bagheria hanno notato "un'anomala frequenza di giovani con
precedenti penali" in via Paterna. Dopo alcuni giorni di
appostamenti, gli investigatori hanno individuato il boss.
Il ricercato era sfuggito un paio di volte all'arresto: prima
a Palermo, il 16 gennaio 2008, e poi a Siderno, nella Locride,
dove insieme alla fidanzata, nel luglio scorso, stava
trascorrendo le vacanze in un appartamento sul lungomare
calabrese. In quella occasione riuscì a far perdere le proprie
tracce grazie ad una rocambolesca fuga.
Nonostante fosse latitante, Antonino Lo Nigro si sarebbe
recato nei mesi scorsi anche in un ufficio del Comune di
Palermo, per farsi autenticare la firma su un documento utile
per un processo dove è imputato.
Ritenuto l'attuale reggente del mandamento di Brancaccio, Lo
Nigro era considerato uno dei principali interlocutori dei
capimafia, Salvatore e Sandro Lo Piccolo nonché braccio destro
di Andrea Adamo. L'ascesa del giovane boss della borgata di
Brancaccio, grazie al traffico di cocaina, è legata anche a
parentele influenti come quelle con Piero e Francesco Lo Nigro.
Ma il personaggio più importante è suo zio: Pietro Tagliavia,
capomafia storico della famiglia di Corso dei Mille.
Il latitante era sfuggito un paio di volte all'arresto. Lo
aveva fatto prima a Palermo il 16 gennaio 2008 e poi a Siderno,
nella Locride, dove il ricercato insieme alla fidanzata nel
luglio scorso stava trascorrendo le vacanze in un appartamento
sul lungomare. In quella occasione il boss riuscì a far perdere
le proprie tracce grazie ad una rocambolesca fuga.
Ma nonostante il fatto che fosse latitante, Lo Nigro si
sarebbe recato nei mesi scorsi anche in un ufficio del Comune di
Palermo, per farsi autenticare la firma su un documento utile
per un processo nel quale è imputato.
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