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Bagheria (Palermo, Sicilia) - 13 Marzo 2009

L'arresto di Lo Nigro, boss di Brancaccio

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Dall'Ansa: La latitanza del boss Antonino Lo

Nigro è finita mentre il mafioso ascoltava in cuffia, a tutto

volume, con gli occhi fissi sullo schermo del pc, un file Mp3

con le canzoni napoletane di Tony Colombo. La fuga, che durava

da 15 mesi, è stata interrotta dai carabinieri della Compagnia

di Bagheria che lo hanno sorpreso in un appartamento nel centro

della cittadina.

L'uomo, accusato di essere il nuovo capomafia di Brancaccio e

di traffico di stupefacenti, quando i carabinieri hanno fatto

irruzione nel covo, indossava una tuta da ginnastica. A causa

del volume elevato del Mp3 si è reso conto che lo stavano

arrestando solo quando si è visto davanti gli investigatori.

Pochi minuti prima dell'irruzione, intorno alle nove di ieri

sera, un'amica del boss, Concetta Barbagallo, 29 anni, di

Bagheria, era stata arrestata per favoreggiamento: aveva appena

lasciato i sacchetti con la spesa sul tavolo della cucina

dell'appartamento dove il boss si era rifugiato.

Lo Nigro era inserito nell'elenco dei 100 latitanti più

pericolosi. Le indagini per individuare il suo covo sono

iniziate un mese fa, quando i carabinieri della stazione di

Bagheria hanno notato "un'anomala frequenza di giovani con

precedenti penali" in via Paterna. Dopo alcuni giorni di

appostamenti, gli investigatori hanno individuato il boss.

Il ricercato era sfuggito un paio di volte all'arresto: prima

a Palermo, il 16 gennaio 2008, e poi a Siderno, nella Locride,

dove insieme alla fidanzata, nel luglio scorso, stava

trascorrendo le vacanze in un appartamento sul lungomare

calabrese. In quella occasione riuscì a far perdere le proprie

tracce grazie ad una rocambolesca fuga.

Nonostante fosse latitante, Antonino Lo Nigro si sarebbe

recato nei mesi scorsi anche in un ufficio del Comune di

Palermo, per farsi autenticare la firma su un documento utile

per un processo dove è imputato.

Ritenuto l'attuale reggente del mandamento di Brancaccio, Lo

Nigro era considerato uno dei principali interlocutori dei

capimafia, Salvatore e Sandro Lo Piccolo nonché braccio destro

di Andrea Adamo. L'ascesa del giovane boss della borgata di

Brancaccio, grazie al traffico di cocaina, è legata anche a

parentele influenti come quelle con Piero e Francesco Lo Nigro.

Ma il personaggio più importante è suo zio: Pietro Tagliavia,

capomafia storico della famiglia di Corso dei Mille.

Il latitante era sfuggito un paio di volte all'arresto. Lo

aveva fatto prima a Palermo il 16 gennaio 2008 e poi a Siderno,

nella Locride, dove il ricercato insieme alla fidanzata nel

luglio scorso stava trascorrendo le vacanze in un appartamento

sul lungomare. In quella occasione il boss riuscì a far perdere

le proprie tracce grazie ad una rocambolesca fuga.

Ma nonostante il fatto che fosse latitante, Lo Nigro si

sarebbe recato nei mesi scorsi anche in un ufficio del Comune di

Palermo, per farsi autenticare la firma su un documento utile

per un processo nel quale è imputato.

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