Palermo, Sicilia - 22 Marzo 2010

L'arresto di Giuseppe Liga: il video dell'operazione






















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video di wfPA

Giuseppe Liga, 60 anni, iscritto dal 1978 nell'albo degli architetti, è un professionista molto conosciuto a Palermo anche per la sua passione per la politica e i suoi frequenti rapporti istituzionali. Per otto anni, dal 1989 al 1997, è stato infatti il segretario nazionale del Mcl, il Movimento Cristiano Lavoratori. Liga ricopriva la carica di reggente regionale del Mcl fino all'11 marzo scorso, quando l'esecutivo nazionale del Movimento lo ha sospeso da tutti gli incarichi, in seguito alle notizie del suo coinvolgimento in alcune inchieste antimafia. L'architetto, in un'intervista rilasciata sull'ultimo numero del magazine siciliano «S», sostiene inoltre di avere rapporti con numerosi esponenti politici e rappresentanti istituzionali: dal presidente della Regione Raffaele Lombardo a Sergio Mattarella fino all'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

«Io sono l'Architetto. Ma sono vittima di un equivoco». Giuseppe Liga, in una intervista esclusiva rilasciata al magazine «S», pochi giorni prima di essere raggiunto dall'ordinanza di custodia cautelare, racconta la propria versione dei fatti, sostenendo di essere una vittima del racket e di essere stato citato solo per questo motivo nei pizzini trovati nel covo dei Lo Piccolo a Giardinello e poi si descrive come una persona a stretto contatto con il mondo della politica siciliana che conta. «Per esempio - spiega - sono cresciuto insieme con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Mi chiama, ci parlo. Sono stato in contatto con Mattarella, il fratello di Piersanti. Leoluca Orlando è diventato sindaco per me e per altri due amici». Un rapporto con esponenti politici agevolato dall'incarico ricoperto fino allo scorso 11 marzo di reggente regionale siciliano del Movimento cristiano lavoratori. E l'architetto che gli investigatori ritengono l'erede dei boss Lo Piccolo si sarebbe occupato anche di cantieri pubblici. «Ho lavorato in alcuni appalti pubblici per conto della Sip nel '93-'94 - racconta Liga -. Ho progettato due centrali ad Agrigento. Poi ho fatto lavori di ristrutturazione degli impianti tecnologici, elettrici e di condizionamento in 40 centrali in tutta la Sicilia».

Ci sarebbero un'impresa edile, una concessionaria di auto, una discoteca, un bar di via dell'Olimpo, ma anche un'autocarrozzeria e un'azienda di arredi scolastici. Tra le vittime del pizzo imposto da uno dei mandamenti più vasti di Cosa nostra, che si estende dalla zona ovest di Palermo fino ai confini con la provincia di Trapani. A gestire l'attività di estorsione sarebbe stato Giuseppe Liga, finito in carcere oggi insieme ad altre tre persone, Giovanni Angelo Mannino, Agostino Crollo e Amedeo Sorvillo, nell'ambito dell'operazione antimafia portata a segno dalla Guardia di Finanza. Per gli investigatori Linga, insospettabile architetto con la passione per la politica e fino 11 marzo, quando è stato sospeso, reggente siciliano del Movimento cristiano lavoratori, sarebbe il vero e proprio erede di Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Sarebbe stato lui, dopo l'arresto dei due storici capomafia, il 5 novembre del 2007 a reggere le sorti del mandamento di mandamento mafioso di San Lorenzo-Tommaso Natale.

- «Esprimo il mio sentito compiacimento ai magistrati e alla guardia di finanza che, a Palermo, lavorano all'indagine che ha portato all'arresto per associazione mafiosa dell'architetto Giuseppe Liga, conosciuto negli ambienti politici e istituzionali per la sua funzione di dirigente provinciale e regionale del Movimento cristiano lavoratori. Per parte mia preannuncio che mi costituirò parte civile perchè l'istituzione che rappresento non smetterà mai di contrastare la mafia e i suoi tentativi di riorganizzarsi, anche attraverso il ricorso a persone insospettabili». Lo dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. «La notizia di un suo coinvolgimento negli affari delle cosche che lo avrebbero portato a diventare addirittura il reggente di un mandamento mafioso, suscita un profondo sconcerto - aggiunge Lombardo - Mi auguro che l'inchiesta chiarisca al più presto ogni aspetto della vicenda, individuando e stigmatizzando con chiarezza fatti e circostanze. Prendo atto che i vertici nazionali di Mcl sono prontamente intervenuti sospendendo Liga da ogni carica». Riguardo ai suoi contatti con il Movimento cristiano lavoratori, Lombardo spiega: «Un medico mio amico, 11 anni fa, mi presentò il presidente nazionale del Movimento, senatore Carlo Costalli». «E da quel momento - continua - ho intrattenuto con i rappresentanti nazionali, regionali e locali di Mcl un rapporto di collaborazione istituzionale, tanto che ho partecipato a numerose riunioni e iniziative pubbliche del movimento, a Catania, Palermo, Roma e Bruxelles. È quindi difficile accettare che l'immagine e le relazioni di un movimento che si occupa di questioni sociali, siano state usate come paravento da chi, in realtà, avrebbe svolto un ruolo di rilievo in cosa nostra»

In relazione all'arresto dell'architetto Liga e delle gravi accuse a lui rivolte, la presidenza nazionale e quella provinciale di Palermo del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl) confidano in un «rapido accertamento dei fatti e si mettono a disposizione della magistratura per qualunque chiarimento o informazione utile a far luce sulle vicende oggetto dell'inchiesta palermitana e per accertare le relative responsabilità». «Già dall'11 marzo scorso - è detto in una nota - in seguito ad articoli di giornale che riferivano di un presunto coinvolgimento di Liga in fatti all'attenzione della magistratura, il Mcl ha provveduto a emanare un provvedimento di sospensione, a scopo cautelativo, dello stesso Liga dall'incarico di reggente in Sicilia, finchè tutti i fatti non verranno definitivamente accertati, provvedendo contestualmente a sostituirlo con il vicepresidente Antonio Di Matteo. Nella stessa occasione medesimo provvedimento è stato preso con riferimento all'incarico di Consigliere nazionale». In ogni caso il Movimento Cristiano Lavoratori ribadisce la «propria totale estraneità rispetto a fatti oggetto dell'indagine dei giudici di Palermo che hanno coinvolto l'arch. Liga e altre persone», e sottolinea che «nell'ambito della vita associativa del Mcl il comportamento e gli atti dell'arch. Liga sono sempre stati improntati a estrema correttezza».
«A seguito degli arresti dei fiancheggiatori più vicini a Matteo Messina Denaro, ritenuto il capo di cosa nostra, oggi lo Stato coglie un nuovo straordinario successo nel contrasto alla mafia assicurando alla giustizia Giuseppe Liga, indicato come l'erede dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo alla testa del mandamento di Natale-San Lorenzo a Palermo». Lo afferma il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano. «Così - osserva Mantovano - prosegue la lotta di liberazione dei territori più esposti a infiltrazioni mafiose, grazie all'incisività della strategia di contrasto impostata dalle forze di polizia e dall'autorità giudiziaria, e dell'azione di Governo. Per l'esito dell'operazione - aggiunge - rivolgo stima e apprezzamento al Comandante Generale della Guardia di Finanza, gen. Cosimo D'Arrigo, e ai suoi uomini impegnati a Palermo»

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