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Saviano (Napoli, Campania) - 8 Febbraio 2012

L'addio dei savianesi al vecchio Frasso

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Iniziati stamane, i lavori per l'abbattimento del famoso Frasso savianese sono proseguiti fino alle 17 tra critiche e dispiaceri. Il platano secolare, conosciuto da tutti come 'O Frasso, dominava l'area antistante le scuole elementari "Maria di Piemonte" e la villa comunale, delle quali aveva visto anche la costruzione. Infatti quel gigante verde fu piantato insieme a tanti altri suoi simili nella primavera del 1867, ancor prima dell'unificazione dei tre Comuni; sopravvissuto ad una prima "deforestazione" atta a far posto alla linea ferroviaria e ad una successiva per la costruzione delle scuole elementari, era entrato a far parte della memoria collettiva. Nel corso della giornata in molti si sono susseguiti per assistere ai lavori di abbattimento: facce verso l'alto e telefoni alla mano, catturano le immagini di un giorno storico per il paese. Questa mattina un gruppo si è riunito per protestare, riuscendo solo a far posticipare di un'ora l'inizio dei lavori; tra essi anche Giovanna De Sena, che ha denunciato come il progetto di sostegno alla pianta non sia stato preso in considerazione dal Comune. Manifesti di lutto a commemorazione dell'albero sono stati affissi nella zona e sono stati fatti circolare volantini recanti la frase "Vi dovete solo vergognare". Le proteste sono culminate con le richieste all'architetto Ambrosino, responsabile dell'ufficio urbanistico e verde pubblico presente in loco, di interrompere immediatamente i lavori. "Una richiesta non esaudibile, in quanto non ho questa facoltà di decisione, al di sopra ho un segretario e un commissario", si difende con noi l'architetto, ricordando che la soluzione optata dal Comune mirava ad eliminare quanto prima un elemento di pericolo per la comunità ed è sostenuta dai rilevamenti e dalle radiografie compiuti dal presidente dell'ordine degli agronomi Emilio Ciccarelli. Proprio al parere di quest'ultimo si appellano anche i cittadini. Pare infatti che alcuni avessero avanzato una proposta che prevedeva la riduzione dell'altezza dell'albero di alcuni metri così da poter essere messo in sicurezza e che la proposta avesse ricevuto il consenso scientifico dell'agronomo.Col passare del tempo la rabbia lascia il posto alla rassegnazione dinanzi allo smembramento di un tronco che di maestoso non ha più nulla."Per il futuro della zona", dichiara ancora l'architetto Ambrosino, "è nelle intenzioni del Commissario far partecipare attivamente tutta la popolazione nella scelta del progetto, magari con un concorso". Qualcuno dei presenti criticamente propone una targa affinché in futuro non ci si dimentichi che è stata l'incuria ad uccidere il simbolo di questo paese.

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