I marmi vivi. Gian Lorenzo Bernini e la nascita del Barocco
fino al 12 luglio
ingresso 7 euro, da martedì a domenica, 1°-3° e 5° lunedì del mese: 8.15-17; aperta anche il 1° maggio- Info 055-2654321.
Al Museo del Bargello è tornata Costanza Bonarelli, dopo la parentesi del tour americano. Le fanno compagnia, in una mostra che ha tutte le caratteristiche del "grande evento", altri busti marmorei di Gian Lorenzo Bernini, colui che ha fatto "parlare" la scultura, entrando nel periodo Barocco dalla porta principale.
Era famoso il Bernini, per i suoi ritratti, che fermavano l'attimo di un'espressione, di un carattere scolpendolo nel marmo. Fu nel fertile terreno della Roma di inizio Seicento, fervente crocevia di artisti provenienti da tutta Europa, in cui si respiravano le innovazioni di Rubens e Caravaggio, che Bernini mosse i suoi primi passi. E i primi, furono forse anche i migliori.
La mostra si concentra infatti sulle opere giovanili dello scultore, richiestissimo soprattutto da borghesi e cardinali. Tutti volevano essere immortalati da questo enfant prodige che spezzava la tradizione classica e rinascimentale con ritratti di marmo che sembravano più vivi di un dipinto.
Costanza però non era borghese, non era ricca, non era una nobildonna. Era la moglie di un collaboratore del Bernini che l'amò di un amore forse folle. Tanto bastò perché lui ne facesse uno dei suoi maggiori e sensuali capolavori.
A sottolineare il contesto nel quale presero vita questi busti, la mostra dedica una sezione anche ai dipinti che influenzarono Gian Lorenzo: Rubens, Carracci, Anthony van Dych, per citarne alcuni, messi a confronto con opere pittoriche del Bernini stesso e a quelle del poco conosciuto ma sorprendente allievo e avversario Giuliano Finelli.
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