Continua il monitoraggio della situazione del Po nel Piacentino, dopo che ingenti quantità di olio combustibile si sono riversati martedì nel fiume Lambro. Sul posto sono sempre riuniti i rappresentanti delle Prefetture e le Province interessate, Arpa, Protezioni civili regionali, Aipo, Vigili del Fuoco e Autorità di bacino. È in corso, nel primo pomeriggio, la realizzazione di due barriere, una sul ponte provvisorio a Piacenza e l'altra sul San Nazzaro. E i vigili del fuoco sono al lavoro per montare le attrezzature 'skimmer' che, abbinate ad autospurghi messi a disposizione tramite Enia, provvedono ad estrarre la massa oleosa intercettata dalle barriere per separare l'acqua dagli idrocarburi. L'Agenzia regionale di protezione civile ha emanato l' allerta, con fase di preallarme, a tutti i Comuni rivieraschi, per il divieto di uso e prelievo delle acque. Intanto l'Arpa sta effettuando una serie di campionamenti per controllare e verificare la percentuale di idrocarburi presenti nelle acque del Po, monitorando in particolare la situazione nel ferrarese. Nel pomeriggio sono attesi a Piacenza il presidente della Regione Vasco Errani e il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Guido Bertolaso. Nelle stesse ore è stata convocata nella sede della protezione civile regionale, a Bologna, la Commissione regionale per la previsione e la prevenzione di grandi rischi, che riunisce i massimi esperti in materia della comunità scientifica, «per analizzare gli scenari del fenomeno in tutti i suoi aspetti».
«Tutti i Consorzi di bonifica dell'Emilia-Romagna sono allertati ed operano in stretta collaborazione con la Protezione civile per adottare tutte le azioni necessarie a garantire che le future distribuzioni di acqua per necessità irrigue siano qualitativamente compatibili con le esigenze produttive». È il commento di Emilio Bertolini, presidente dell'Unione Bonifiche Emilia-Romagna, agli effetti per il sistema di bonifica regionale dello sversamento in Po dell'ingente quantità di idrocarburi dal fiume Lambro. «Il passaggio dell'onda inquinante di idrocarburi sul Po, prevista in questi giorni, al momento - afferma Bertolini - non crea particolari criticità per il sistema di bonifica dell' Emilia-Romagna. I grandi impianti di derivazione delle acque per uso irriguo (Boretto nel Reggiano, Pilastresi e Palantone a Bondeno, Guarda a Ro Ferrarese, Contuga e Berra) sono al momento inattivi in quanto il prelievo irriguo inizia solo più avanti, in primavera. Le caratteristiche costruttive dei nostri impianti sono poi tali da garantire il loro isolamento al passaggio dell'onda inquinante salvaguardandoli dalla contaminazione. Resta comunque alto il livello di attenzione verso le possibili ricadute future del passaggio del materiale inquinante a fronte di possibili depositi nell'alveo o sulle sponde del fiume». Ogni anno mediamente le acque distribuite dagli otto Consorzi di bonifica dell'Emilia-Romagna a fini irrigui, industriali e ambientali superano il miliardo di metri cubi su quasi 700.000 ettari, servendo circa 50.000 aziende agricole.
A rischio anche le rogge e i canali che si diramano dal fiume alle campagne per l'irrigazione delle coltivazioni, per l'onda nera che dal fiume Lambro è stata portata fino al Po. Lo denuncia la Confagricoltura di Milano e Lodi, che sta monitorando la situazione ora dopo ora. Il disastro, ricorda il presidente Mario Vigo, ha colpito, per primo, il territorio delle province di Monza, Milano e Lodi. «Ciò che più ci allarma è l'eventualità che la marea nera possa avere inquinato, oltre che la falda acquifera, anche le diramazioni idriche e la rete, fittissima, di canali e rogge che derivano acqua dal Lambro e che sono utilizzati per l' irrigazione delle campagne del sud Milano e del lodigiano - ha detto Vigo - e da ieri sono state emesse ordinanze dei Sindaci e dei Prefetti di divieto a prelevare acqua». «Il problema ora non preoccupa, perchè in campagna attualmente non si utilizza l'acqua, ma non dimentichiamo che tra poche settimane - ha proseguito Vigo - comincerà la campagna di semina e la richiesta di acqua sarà fortissima, ad esempio per la semina del riso. Chiederemo alle Prefetture di intervenire per far si che l'annata agraria non sia compromessa, se necessario procedendo a bonificare gli alvei e i manufatti contaminati dalla marea nera».
Divieto di pesca e prelievo di acqua lungo il tratto del fiume Po, nonchè dalle lanche, dai canali e dalle rogge ad esso collegate. È questa la decisione presa dal Prefetto di Cremona Tancredi Bruno di Clarafond dopo lo sversamento di idrocarburi nel fiume Lambro avvenuto due giorni fa in una raffineria in Brianza. Nel provvedimento, frutto di una riunione con Forze dell'Ordine, Enti locali, Asl e Corpo Forestale, il Prefetto ordina anche di predisporre la vigilanza, da parte di tutte le forze di polizia, eventualmente coadiuvate da volontari, delle aree lungo le sponde dei corsi d'acqua; e l'adozione di ogni misura per scongiurare nell'immediato situazioni pericolose per l'incolumità pubblica e privata, anche sotto il profilo igienico-sanitario e ambientale. Infine, la Prefettura ha attivato le organizzazioni di volontariato che operano sul territorio del Cremonese per soccorrere gli animali in difficoltà lungo il Po.
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