Cortina D'ampezzo (Belluno, Veneto) - 27 Luglio 2011
Cortina D'ampezzo (Belluno, Veneto) - 27 Luglio 2011
Questo luogo,oggi così silenzioso e rilassante,durante la Prima Guerra Mondiale (1915-1918) fu stato teatro di sanguinose battaglie tra gli eserciti del Regno d'Italia e dell'Impero Austro-Ungarico.Dagli inizi della guerra (Giugno 1915),alla ritirata italiana dopo la rotta di Caporetto (Novembre 1917),quest'area rappresentò uno dei più sanguinosi teatri del fronte dolomitico della Grande Guerra.Oggi restano visibili molti segni della ostilià,tra trincee,postazioni militari,baraccamenti e gallerie.La cronistoria dettagliata delle battaglie nell'area delle Tofane è sintetizzata benissimo nel sito "il fronte dolomitico" frontedolomitico.it/ ??????????????????
Mio bisnonno paterno (classe 1895) combattè fra queste impervie cime benedette dal vento e in quegl'anni abbandonate da Dio.Non capisco ancor il perchè di quell'immane ed inutile sangue versato!Eppure sovente me ne parlava quando andavo a fargli visita,delle sue epiche traversate tra le cengie dolomitiche del vasto comprensorio delle Tofane,per guadagnar il passo e terreno ad eventuali fulminei incontri con il "nemico".Di quand'era al fronte,mi raccontava come se stesse leggendo un libro,con grande e persuasiva minuziosità,delle vicende cui visse in quei bui anni trascorsi fra le vette,del rapporto amicale che instaurò con alcuni soldati del reggimento e che vide sfiorire traumaticamente in breve tempo con il loro decesso in battaglia.Soffrì molto,mi disse!Ogni suo inizio di racconto,iniziava quasi sempre con una lacrima e i suoi occhi lucidi,seppur di carattere forte,si lasciava ad un leggero pianto di sfogo,come per dirmi che lui più volte ebbe la peggio,ma riuscì fortunatamente a salvarsi la pelle.Mi disse poi che al fronte fu costretto ad uccidere.Ma non uccise per la voglia cinica di farlo,ma per la necessità di sopravvivere,per salvare i suoi compagni di reggimento e per tornare a casa.Ma non vi tornò a casa,perchè fu preso prigioniero dagli imperiali e portato in Austria-Ungheria per un paio d'anni se non erro.In cella,mi disse che l'acqua mancava,ovvero,gliene portavano gran poca,perchè pure il rancio era costituito da porzioni d'aringa.Pensate voi la sete che avrà sofferto!Si salvò bevendo la sua urina,perchè l'arsura del vitto era tale che d'acqua non gliene portavano a sufficenza!
Ricordo che mentre mi raccontava delle sue vicende,era pervaso di una tale loquacità eloquente rara.Non fu un uomo dotto dai libri,ma sapiente dalle esperienze vissute e questo lo rendeva molto saggio,a mia memoria!Rimpiango di non aver portuto approfondire al meglio delle preziose nozioni storiche cui mi raccontò,di cui un libro in materia non potrebbe contenerle,perchè limitato all'inverosimile.
Ero un bimbo allora e seppur i suoi racconti espressi a giusto linguaggio,sapevano ben farmi interessare,rimpiango il non essere intervenuto con appositi e consoni quesiti.Di sicuro avrei avuto indubbiamente una risposta.
Al momento del suo trapasso,volle che tutti noi familiari stretti ci unissimo al suo capezzale nella piccola stanza d'ospedale.Ricordo che con flebile voce ci fece cenno di avvicinarci al letto noi tre nipotini.Ci baciò il dorso della mano destra e ci salutò piangendo!Sapeva che il passo era imminente e non ci avrebbe più visti!
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In questa frase che hai scritto :- """Non capisco ancor il perchè di quell'immane ed inutile sangue versato! """ c'è tutto ..... c'è tutto perchè una risposta sensata non ci sarà mai !!!!!!
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