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Casal Di Principe (Caserta) - 18 Settembre 2013

I terreni avvelenati dal clan dei casalesi

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  • Dimensioni: -
    Autoplay: Si No

di OneMan
Quei terreni dove si scava per riportare alla luce materiale tossico, erano stati avvelenati oltre 20 anni fa, ma solamente oggi attraverso le rivelazioni di un collaboratore di giustizia, si è cominciato a sollevare montagne di terra. C'è chi giura che in quelle campagne della circumvallazione esterna di Casal di Principe, tutti sapevano cosa fosse occultato li sotto. Ma mai nessuno si sarebbe preoccupato di andare a fondo. Anche le varie commissioni parlamentari di inchiesta sulle attività illecite che si sono succedute negli erano state informate dei terreni avvelenati in molte aree dell'agro aversano. I pentiti ascoltati avevano indicato le zone; inoltre, una mappatura di tutta l'area sia indicata dagli collaboratori, sia quelli scoperti con i sorvoli aerei stabilirono che tra Casal di Principe, Casapesenna, San Cipriano d'Aversa ed i comuni limitrofi, tonnellate di scarti industriali, scorie radioattive, fanghi di industrie metallurgiche, chimiche ed acciaierie, furono all'epoca depositati nelle campagne un tempo fertili con l'appoggio dei servizi deviati dello Stato, agricoltori compiacenti e con il consenso della camorra locale. Oggi a distanza di tanti anni lo Stato, attraverso la magistratura rompe gli indugi e scende in campo per scoprire cosa sia avvenuto in tutti questi anni. Carmine Schiavone, il cugino di Sandokan, con le sue dichiarazioni sarebbe stato colui che avrebbe fatto traboccare il vaso. Lasciando intendere che se oggi le province di Napoli e Caserta vantano il triste primato di aree più inquinate d'Italia, sia dovuto in parte anche allo Stato che non avrebbe fatto il proprio dovere.