Stai usando una versione obsoleta di Explorer. Aggiorna alla versione 10
Fallo subito! Solo così potrai caricare i video su YouReporter e vederli alla miglior qualità possibile. Oppure usa Firefox o Safari.
Larciano (Pistoia, Toscana) - 7 Febbraio 2010

I consigli di Franco Ballerini per allernarsi

Condividi su FACEBOOK- Condividi su TWITTER- DOWNLOAD EMBED

  • Dimensioni: -
    Autoplay: Si No

I consigli di allenamento di Franco Ballerini.

Amava la 'Parigi Roubaix', l'aveva vinta due volte, era la sua gara. Trofei personali, a cui si erano aggiunti i tanti conquistati dai 'suoì ragazzi, quelli che fanno ricca una vita spesa in bici, prima in sella, poi da ct: Franco Ballerini il passaggio dall'attività agonistica a quella di tecnico lo aveva vissuto come un fatto naturale, e in tre mesi l'addio alle corse aveva salutato l'approdo a una carriera che gli avrebbe fruttato ben altri traguardi. Nato a Firenze l'11 dicembre 1964, 'Ballerò come lo chiamavano tutti i corridori era rimasto uno di loro anche quando nell'agosto del 2001 fu chiamato a guidare la nazionale italiana di ciclismo. Un ct giovane, aveva 37 anni, e solo qualche mese prima aveva chiuso la sua 13/a classica del pavè, vinta nel '95 e nel '98: a quell'arrivo, nonostante il 32/o posto, l'accoglienza fu da vincitore e Ballerini rispose mostrando una maglia con la scritta 'Merci Roubaix'. Un grazie per una carriera in cui non si era potuto impegnare a fondo nelle corse a tappe a causa dell'allergia che nei mesi primaverili gli rendeva tutto più complicato: però al Giro aveva preso parte cinque volte, vincendo anche una tappa. Tra le altre affermazioni personali la Tre Valli Varesine nel 1987 e la Parigi-Bruxelles nel 1990. La svolta arriva proprio con la nomina a ct, succedendo ad Alfredo Martini ed Antonio Fusi: da selezionatore è arrivato ovunque. Ha vinto quattro titoli mondiali a Zolder (2002) con Mario Cipollini, a Salisburgo e Stoccarda (2006 e 2007) con l'amico Paolo Bettini, e a Varese (2008) la tripletta d'oro con Alessandro Ballan (argento per Damiano Cunego). Con Bettini ha conquistato anche il tetto olimpico, grazie all'oro di Atene nel 2004. E ai Giochi di Pechino aveva fatto festa ancora con l'argento di Davide Rebellin, medaglia poi revocata perchè l'azzurro fu trovato positivo al doping. Ma si è 'consolato, con il bronzo in rosa di Tatiana Guderzo. La chiave del successo era semplice: Ballerini sceglieva l'uomo su cui puntare e tutti dovevano lavorare per quell'obiettivo. E anche il campione dell'anno prima diventava gregario per il nuovo trionfo. Sposato con Sabrina, due figli, da un paio d'anni aveva affiancato al lavoro da commissario tecnico (stava studiando già per i prossimi mondiali su strada a Melbourne) la passione per i motori: faceva il navigatore, di solito, nei rally. L'esordio alla guida è datato 2009 sempre nella zona del pistoiese, dove oggi ha trovato tragicamente la morte. Un esempio, un modello, un ct grande che aveva fatto dell'Italbici una squadra vera. E vincente. Lui che per tutti era Ballero, il re della Roubaix.