Che nella notte a cavallo tra mercoledì e giovedì 28 gennaio 2010 ci sarebbe stato un deciso blitz delle Forze dell'Ordine per abbattere la piccolissima casa di Luigi, Raffaella e della piccola Anna, era nell'aria sull'isola d'Ischia già da molte ore. Per questo cittadini in centinaia e centinaia, e per tutto il giorno si erano recati in via Borbonica per portare la solidarietà alla famiglia Impagliazzo. Circa mille persone si sono poi radunate in serata per stare vicino a quest'umile famiglia che ha avuto la sola colpa di essere stata costretta a costruirsi abusivamente la propria casa dallo Stato inadempiente che non li ha messi in condizione di realizzarsela nella legalità. L'aria è sempre stata pesante ma lo è diventata ancora di più quando c'è chi ha eretto delle vere e proprie barricate.
Blocchi di cemento, auto, roulotte e pedane di legno dividevano letteralmente la strada in due rendendo molto difficile l'accesso. I copertoni delle auto date alle fiamme, davano la sensazione di trovarsi di fronte ad una situazione di vera e propria guerriglia urbana: mai visto a Ischia.
Intorno alle ore 2,30, gli uomini della Polizia di Stato sono entrati in azione e non ci hanno certamente pensato su due volte per caricare con forza i manifestanti che hanno incredibilmente resistito. I durissimi scontri, nei quali qualcuno è rimasto vistosamente ferito e tanti altri sono stati fermati dalla Polizia, hanno provocato la reazione della gente e solo grazie all'intervento dell'Avvocato Bruno Molinaro, l'atmosfera si è rasserenata. Stamattina, poi, intorno alle ore 9.00, la carica finale, con feriti tra i cittadini.
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