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Venezia, Veneto - 10 Giugno 2008

Il Ministro La Russa Al Campo Rom

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video di giulia

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa fa visita al presidio di protesta contro il progetto di costruzione di un campo nomadi a Favaro Veneto, vicino Mestre. "Sono qui per ascoltare", spiega e sostiene che quella adottata dal comune non sia la soluzione giusta perchè rischia di ghettizzare i cittadini sinti.

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villaritalia

A CAGLIARI: Ormai, dopo quasi 20 anni, coloro che vivono o lavorano nel circondario del campo nomadi si sentono impotenti in quanto convinti che il campo nomadi è protetto dai politici e dalla chiesa ossia da coloro che lo hanno voluto. Ma quale interesse avrebbero i politici a tenere in piedi il campo nomadi? Il campo nomadi crea alcuni posti di lavoro in quanto la guardiania è affidata ad una cooperativa da quasi 20 anni, c'è il servizio di scuola-bus, e poi c'è il servizio degli assistenti sociali. Credo che l'atteggiamento dei politici sia quello di garantire questi posti di lavoro che d'altra parte evidentemente hanno un costo economico che grava su di NOI comuni cittadini.Questi posti di lavoro hanno un tornaconto da un punto di vista elettorale in quanto le cooperative e i consorzi di cui fanno parte appoggiano il politico che garantisce loro il lavoro. In buona sostanza i politici, alcuni rappresentanti del clero e le cooperative permettono che quattro zingari avvelenino miglia di persone in cambio di voti e posti di lavoro.

villaritalia

cerca nomadi cagliari Da www.sglizingari.it: ...numerosi comuni hanno praticato l'obiettivo di eliminare i campi spontanei, costruendo, talora con finanziamenti imponenti, campi sosta, continuando di fatto ad allontanare ed isolare il più possibile gli zingari dalla città. Più che rispondere alle esigenze dei nomadi, ancora una volta, si è data risposta alle esigenze dei gruppi più intolleranti dei cittadini, cogliendo l'occasione per allontanarli, in alcuni casi "rinchiudendoli" in quei campi. La mancanza di una anche minima attenzione ha determinato, talvolta, soluzioni paradossali. Nessuno, ad esempio, si è curato di conoscere le caratteristiche dei diversi gruppi, la forte conflittualità esistente al loro interno, e così ha "condannato" a convivere nello stesso spazio famiglie la cui conflittualità è comparabile a quella tra serbi e bosniaci. La stampa locale, probabilmente soltanto i più accorti l'avranno notato, ha così dovuto registrare che la festa di inaugurazione del nuovo campo sosta di Cagliari si è svolta con tavoli separati, tra famiglie che non si parlavano. L'accoglienza, in altri termini, non solo ha esasperato l'allontanamento dei nomadi dalla città, ma talora ha creato ulteriori guasti. Un altro aspetto dell'accoglienza è dato dall'impostazione tipicamente assistenzialistica che interessa, purtroppo, anche alcune associazioni di volontariato che operano in questo