Voghera (Pavia, Lombardia) -

Giornate Fotografiche Vogheresi 2009






















Descrizione dell'utente

OltreFoto ? Laboratorio Permanente di Fotografia

presenta

GIORNATE FOTOGRAFICHE VOGHERESI - 3a edizione
Mostre e Eventi

Sala Pagano ? P.za C. Battisti ? Voghera (PV)
Dal 26 settembre al 4 ottobre 2009
Inaugurazione sabato 26 settembre 2009, ore 17.30



Programma:

Sabato 26 settembre, ore 17.30, Sala Pagano, P.za C. Battisti, Voghera.
OltreFoto inaugura la mostra fotografica "Paesaggi Invisibili", frutto del Laboratorio ideato e diretto da Enrico Prada e ispirato a "Le città invisibili" di Italo Calvino.
Ospite d'onore Grazia Neri.

Sabato 26 settembre, ore 21, circolo "Il Ritrovo", P.za C. Battisti, Voghera.
Grazia Neri, titolare di una delle Agenzie foto-giornalistiche più importanti del mondo, presenterà il documentario dal titolo "40/10".
La proiezione ripercorre non solo la storia dell'Agenzia foto-giornalistica ma costituirà anche un'occasione di conversazione fra Grazia Neri e il pubblico sugli ultimi 40 anni di storia della Fotografia.
Evento in collaborazione con il circolo "Il Ritrovo".

Domenica 27 settembre, circolo "Il Ritrovo", P.za C. Battisti, Voghera.
Ore 9.30 - 12.30,
lettura di portfolio, a cura di Grazia Neri.

Ore 9.30 - 12.30 e 15 - 18,
lettura di portfolio, a cura di Paola Riccardi - Exhibitions - Agenzia "Grazia Neri".

Evento in collaborazione con il circolo "Il Ritrovo".

Per la lettura portfolio si consiglia la prenotazione.


Mostra fotografica "Paesaggi Invisibili"

Mi muovo come un rabdomante alla ricerca della sorgente.

(Gabriele Basilico)


La mostra è frutto di un laboratorio creativo dedicato ai luoghi in fotografia, ideato e diretto da Enrico Prada per OltreFoto, con lo scopo di misurare con i fotografi il loro grado di ascolto e capacità di dialogo con il paesaggio.

Come nel precedente laboratorio dedicato al volto, anche in questa occasione il primo passo è stato quello di decostruire i luoghi osservandoli nella loro morfologia e composizione materica. Ogni fotografo ha adottato un frammento di paesaggio e lo ha seguito per mesi, in stagioni diverse, osservandone le trasformazioni nelle luci, nelle ombre, nelle nebbie, nel vento e iniziando a percepirne il movimento, la vitalità. In questo modo sono arrivati a scoprire un paesaggio mobile, a pensare e vedere i luoghi non come paesaggi "appresi", incrostati di abitudini e stereotipi visivi, bensì come soggetti nuovi in trasformazione.

LE DOMANDE
Dopo questa pulizia dello sguardo (e della mente) è stato possibile formulare le domande con le quali il laboratorio, e questa mostra, sono stati costruiti. Ci siamo chiesti, ad esempio, cosa accade al nostro sguardo e nella nostra mente quando guardiamo un paesaggio. O con quali criteri scegliamo un paesaggio da ritrarre e quali requisiti deve avere per diventare oggetto di attenzione. E ancora: spostandoci noi nello spazio, quale tra gli infiniti paesaggi in movimento che si susseguono, stratificandosi nella visione, decidiamo di rappresentare? E perché proprio quello? Quale equilibrio o miscela è stata, anche inconsapevolmente, raggiunta?
Ci siamo interrogati su come agisce la memoria davanti ad un paesaggio, e in che modo il passato s'infiltra nei luoghi mescolandosi al presente dell'attualità. Ci siamo interrogati su come funzionano le storie contenute nei luoghi e su come ritrarle per renderle percepibili o, almeno, su come evocarle per lo spettatore.

COSTRUTTORI DI PAESAGGI
Così siamo partiti in cerca di risposte e la prima l'abbiamo incontrata nelle Affinità Elettive: ci siamo resi conto che, come i personaggi del romanzo di Goethe, siamo tutti "costruttori di paesaggi". Costruiamo paesaggi con lo sguardo, anche inconsapevolmente o per abitudine: ritagliamo con gli occhi angoli che amiamo o ci muoviamo lungo percorsi quotidiani che ci sono familiari. Oppure cancelliamo intere geografie dal nostro sguardo e dalla nostra mente: brutte periferie che ignoriamo, zone industriali che rimuoviamo, case cantoniere arrugginite e in disuso, cantieri fangosi. Costruiamo paesaggi con il nostro umore, con i nostri stati d'animo: poetici, cupi, indifferenti, leggeri, tempestosi, sereni, gioiosi, malinconici. In questo modo diamo vita ad una geografia emozionale fondata sui sentimenti che va a sovrapporsi a quella reale. E costruiamo paesaggi con la memoria, prelevando dai depositi del tempo frammenti di luoghi, momenti, presenze, fantasmi ...
Abbiamo scoperto che, come costruttori di paesaggi, accumuliamo giorno dopo giorno immagini di luoghi mentali, desiderati, odiati, ricordati; di storie "reclamate" ? come dice Wim Wenders ? dai luoghi: un immenso deposito di paesaggi nascosti, invisibili ...

CON LA COMPLICITÀ DI ITALO CALVINO
... un'invisibilità che abbiamo provato a mostrare, con la complicità delle Città Invisibili di Italo Calvino, di cui questa mostra è debitrice, non solo nel titolo. Si, perché con Calvino abbiamo trovato una prospettiva dalla quale ritrarre i nostri paesaggi: quella di Marco Polo che riporta a Kublai Kan notizie, resoconti e immagini di territori ignoti all'Imperatore o da lui ignorati, mai visti. Ed è così che questa mostra è stata ideata: con immagini composte di suggestioni e di aloni più che di linee nette, a formare una mappa simile alle "carte stellari", che riportano approssimazioni di paesaggi, suggerimenti di luoghi che è possibile avvicinare solo con lo sguardo della mente. Da consegnare alla fantasia dello spettatore.
Tutto questo per tentare di salvare qualcosa dall'annebbiamento dello sguardo quotidiano. Per evitare ? come a Fillide, la quarta de "Le città e gli occhi" ? che "Milioni di occhi s'alzano su finestre ponti capperi ed è come scorressero su una pagina bianca".

Enrico Prada ? Direttore Artistico di OltreFoto




Organizzazione e informazioni:
OltreFoto ? Laboratorio Permanente di Fotografia
Palazzo Dattili, Via Emilia 166, Voghera (PV)
Tel. 349 0852080 - 335 7702013
www.oltrefoto.it ? info@oltrefoto.it


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