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Gesualdo (Avellino, Campania) - 30 Agosto 2009

Gesualdo San Vincenzo Ferreri

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Ultima domenica d'Agosto, Festività di San Vincenzo Ferreri :

"Il Volo dell'Angelo".

Come da tradizione, le scene, che si rifanno al teatrino medioevale, si svolgeranno, appena officiata la messa solenne in onore di San Vincenzo Ferreri. Il bambino, legato ad una altezza massima di circa 25 metri tramite un gancio di sicurezza scorrevole su una fune d'acciaio che percorre un tragitto di circa 100 metri con una sosta centrale, dove dall'alto si libra sul sottostante diavolo. Lo scenario è magico e incantevole. Con il cavo teso a sorvolare il tragitto tra il castello che simboleggia il cielo e la grazia di Dio (intesa come benessere corporale e spirituale) e il campanile della cinquecentesca chiesa dei Domenicani (che simboleggia l'omaggio al santo portato dall'Angelo in nome di Dio). Quella stessa Chiesa magnificamente restaurata e quello stesso castello tragicamente compromesso dal terremoto del 1980, non ancora riattato e non ancora completamente restituito alla naturale funzione pubblica per la quale nacque. Ciò nonostante, comunque affascinante, pieno di segreti e di storie su un musicista dalla vita particolare vissuta con sua moglie Leonora d'Este. Un luogo e uno scenario architettonico e naturale insieme, magico e pieno di storia, visitato, per interesse affettivo e culturale, tra gli altri, da personaggi come il musicista e compositore Igor Strawinschy e il regista Werner Herzog (Vincitore di un Pri Italia sul musicista Carlo Gesualdo). Abitato, e frequentato, in un lontano passato da personaggi illustrissimi come il geniale principe dei musici e il "magnate" della cittadina di allora, Nicolò Ludovisi, marito della nipote, Isabella Gesualdo che a sue spese edificò la maggior parte degli edifici storici della cittadina secondo le volontà testamentarie di Fabrizio II Gesualdo e del figlio Carlo: chiese, conventi, neviere e un'intero borgo (burve) che era delimitato da un imponente portone (lo fuoss' re lo portone); attiguo all'antico pubblico cimitero, nonché (con il contributo dell'Università) la fontana più ricca di acque del paese, "La Cisterna" e non solo. Il patrizio bolognese, elevò a Grandato tutto il principato di Venosa. Ma forse emigranti, forestieri, giovani del luogo, e anche quei "senior" imbevuti dalla pubblicistica locale mirata solo nei confronti del padre di Emanuele Gesualdo, non ricordano che, Nicolò Ludovisi era un personaggio fuori dal comune nella sua categoria e nella sua epoca. Era nipote del pontefice Gregorio XV, al secolo Alessandro Ludovisi (Bologna 1554 ? Roma 1623), era Principe di Venosa, Vicerè del Regno d'Aragona, governatore della Sardegna, Grande di Spagna, duca di Fiano e Zagarolo ancorché principe di Piombino, e persino desiderato, come Principe, di Salerno. Quel gran signore amava in modo particolare e profondamente questo paesello, al quale dedicò particolare attenzione che non ebbe per gli altri suoi feudi. Nella metà del Seicento gli conferì il decoro di una residenziale cittadina. Quella cittadina che ora allieta la vita estiva, serena e spensierata di paesani e forestieri immersi nella pace e nell'armonia di luoghi semplici, al tempo stesso raffinati, ancora oggi attraversati dalla processione in onore di San Vincenzo Ferreri e della Madonna del S.S. Rosario. Ma bando alla storia. L'angelo, secondo lo schema coreografico tradizionale, svoltosi in prova, inizierà il suo volo e il suo colloquio prima con il Santo e il suo popolo: "... Oh glorioso S. Vincenzo Ferreri, io dall'alto vengo e ti saluto, ...mi rallegro con te del grande onore che oggi ti rende questo popolo festante...",

e poi agitando il suo dardo con il diavolo..."lode a te evviva per sempre

a dispetto di Satana e di tutto l'inferno!"....

E il diavolo non si fa attendere, sbuca da sottoterra e: ... "di Satana? Di tutto l'Inferno? Quale esile fiato fa cenno al mio nome? Al mio Regno? ...Tu! ...Chi sei tu, o miserabile uccello dalle ali mozzate che pigolando vai su questa mia terra? - Io sono un angelo del cielo! -Un angelo? Ah ah ah ah ah... un angelo!"

Lo scontro entra inesorabilmente nel vivo, diventa cruento ed avvincente e continua per circa mezz'ora fino a quando ....fulmini, saette, ecc. ecc.ecc....!

La manifestazione si conclude, momentaneamente, con la vittoria dell'Angelo sul diavolo che inutilmente fa vanto della sua potenza, che scaturisce dall'asservimento e dallo stravolgimento delle regole sociali, ad opera sua: "...Sono io, io che armo la mano della violenza...sono io che corrompo il potere costringendo molti di voi a mendicare il favore, a me si ispirano tutti coloro che gestiscono il danaro pubblico, quelli che mettono le mani nelle vostre tasche! pensate all'immondizia, ai CAPI AREA..." per riprendere, dopo il pranzo, con la processione che parte dalla chiesa madre per seguire un percorso ben preciso che attraversa tutto il paese, con in testa a tutti l'Angelo Vincitore che annunzia il passaggio del Santo.
A tarda sera la processione rientra e si conclude con una messa solenne, celebrata sul sagrato della Chiesa del Rosario sovrastante la folla nella piccola piazza.