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Firenze (Toscana)

Firenze: Protesta "lavavetri" dei Ricercatori

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Secchio, spugna e sapone. Così si sono presentati alcuni docenti dell'ateneo fiorentino questa mattina, verso mezzogiorno, all'incrocio di Viale Guidoni. Scopo della protesta sensibilizzare l'opinione pubblica sui cambiamenti che la legge 133 apporterà al mondo della scuola e dell'università.

Obiettivo centrato. Infatti i più stupiti sono stati proprio gli automobilisti che sono stati fermati da uomini in giacca e cravatta che si offrivano di lavare il parabrezza delle loro auto. "Non faccio parte del mondo dell'università - dichiara una signora alla guida di un furgone - ma avendo dei figli non posso che essere solidale con i manifestanti".

"Togliamo via lo sporco per vederci più chiaro" questo lo slogan scelto dai neo-lavavetri. "Abbiamo scelto questa forma di protesta perchè ci permette di entrare in contatto con le persone - spiega Chiara Rapallini, ricercatrice dell'università di Firenze - i problemi che la legge 133 sta causando ai vari atenei non sono una questione che tocca solo a chi vive nella scuola, ma coinvolge tutta la cittadinanza".

"Uno dei nostri obiettivi è stato raggiunto - continua la Rapallini - infatti la legge sull'università non sarà varata attraverso un decreto legge, ma verrà presentato un disegno di legge che potrà essere discusso in Parlamento. Il nostro scopo è quello di far ritirare i tagli al mondo della scuola e dell'università previsti dalla finanziaria e continueremo a protestare finchè non avremo la possibilità di sederci ad un tavolo per far sentire la nostra voce".

Solidali con i manifestanti anche Kilibar e Bogdan, i due giovani rumeni che "lavorano" come lavavetri proprio all'incrocio di viale Guidoni e che per l'occasione hanno visto raddoppiare il proprio giro d'affari.

La manifestazione è proseguita anche dopo l'arrivo della polizia. Secondo gli agenti, dal momento in cui loro sono arrivati sul luogo, non è stato commesso alcun reato.

Testo di Jessica Camargo Molano tratto da www.unistudi.eu

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