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Torino (Piemonte) - 4 Aprile 2018

Finale Ligure: una pasquetta da bestie sui treni regionali

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Questi sono i disagi giornalieri dei pendolari ma non solo, mai però, si poteva pensare che questo si verificasse anche il giorno di Pasquetta! Grazie alla testimonianza diretta di Stefania Dibitonto utente-passeggera sul treno partito da Ventimiglia e diretto a Torino (arrivato con oltre 30 minuti di ritardo) vi raccontiamo l'odissea di un viaggio fatto il giorno di Pasquetta.

Stefania inizia il suo "itinerario" a Finale Ligure alle ore 17:05 già con 10 minuti di ritardo: sul convolglio sale tutta la gente presente in banchina, riempiendolo fino all'ultimo centimetro disponibile. - Vi lascio immaginare. Un vagone di bestie viaggia meglio, se poi aggiungi anche la mancanza d'aria - scrive Stefania.

UNA SOSTA DI 30 MINUTI A SAVONA -
Si arriva a Savona dove il treno rimane fermo per 30 minuti. Non si sa nulla fino a quando l'altoparlante del treno annuncia che "il treno é impossibilitato a partire a causa della forte affluenza di passeggeri" annunciando inoltre che tutti i passeggeri diretti a Torino sono invitati a scendere per prendere il treno in partenza da un altro binario, diretto a Torino. Dopo il trasbordo (non completo, perché non tutti quelli diretti a Torino sono scesi) il treno ricomincia la sua corsa. Costernati i passeggeri per la situazione, sdegno per aver pagato un biglietto (ovvero un servizio) e aver dovuto viaggiare in piedi come delle bestie alcuni passeggeri ribadiscono: "in 40 anni di viaggi sui treni mai mi é capitata una cosa simile" - Un'altra persona ancora - "A questo punto meglio fare la coda in macchina" e ancora "non si può stare in queste condizioni perché basterebbe assegnare i posti ai biglietti venduti (come accade per le frecce)

UNO SCANDALO -
Persone che hanno viaggiato nell'antibagno e fra i passaggi di intercomunicazione dei vagoni. Presenti anche i bambini e anziani. Sul treno tutti accalcati nei vagoni affollati viaggiatori stipati nei vagoni come bestie, con l'aria irrespirabile e il rischio di possibili svenimenti. Ecco la testimonianza di Stefania Dibitonto che ringrazio.