Dal Tg1 parla un esperto
L'ultimo bilancio dell'influenza da suini in Messico è salito a 81 morti sospette dal 13 aprile ad oggi. Lo ha dichiarato il ministro messicano della Salute, Josè Angel Cordova in una conferenza stampa, precisando che 20 di queste sono state attribuite con certezza al virus e che i malati sotto osservazione sono al momento 1.324.
Cordova ha confermato la chiusura delle scuole e delle università della capitale, megalopoli con 20 milioni di abitanti, in atto da venerdì scorso. La riapertura è ora prevista per il prossimo 6 maggio. Le misure di sicurezza sono state estese al vicino stato di San Luis Potosì, particolarmente toccato dal virus. Il ministro ha poi chiesto la collaborazione degli organizzatori per la "sospensione totale" di ogni manifestazione pubblica prevista, al chiuso e all'aperto, inclusi i luoghi di culto. Intanto, la polizia messicana ha arrestato due persone per aver venduto mascherine sanitarie a prezzi maggiorati di 25 volte.
Negli Stati Uniti sono 12 i casi accertati (in California e Texas e due in Kansas); 8 casi solo a New York.
Emergenza internazionale
L'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) ha dichiarato ieri sera che i focolai di influenza da suini in Messico e negli Stati Uniti costituiscono "un'emergenza di sanita' pubblica di rilievo internazionale". Misure di precauzione sono state attivate nella capitale messicana, dove per oggi e' stata chiesta anche la sospensione delle attivita' di culto, e in molti aeroporti. Nuovi casi sospetti negli Stati Uniti.
La Farnesina sconsiglia i viaggi in Messico
Si sconsigliano viaggi che non siano improrogabili nelle zone del Messico dove sono stati registrati i casi di febbre che sui media viene indicata come influenza da
suini. E' quanto e' scritto nella sezione Avvisi particolari del sito della Farnesina 'Viaggiare sicuri'. Le zone a rischio sono la capitale Città del Messico e come si legge nel sito "casi isolati dell'infermità si sono registrati anche negli stati di Sonora, Baja California, Stato del Messico e Oaxaca".
Bruxelles: nessun caso di contagio in Ue
Non vi al momento sono casi riscontrati di contagio da febbre suina negli Stati dell'Unione Europea. Lo ha riferito la Commissione europea. "Fino a questo momento non abbiamo registrato alcun caso in Europa. Seguiamo molto da vicino l'evoluzione del quadro e siamo in contatto con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, gli Stati Uniti, il Messico, l'Organizzazione mondiale della Sanità e gli Stati Membri per valutare le informazioni già in nostro possesso" , ha detto un portavoce della Commissione.
In Francia dubbi "su 2 persone" al rientro da Messico
Le autorità francesi hanno "dei dubbi non confermati" di un'eventuale contagio del virus dell'influenza suina "su due persone che rientravano dal Messico": lo ha dichiarato oggi il direttore generale della Sanità in Francia, Didier Houssin. Secondo il direttore sanitario "non si esclude che qualcuno malato, pertanto potenzialmente contagioso, possa rientrare in Francia".
Caso sospetto in Israele
Un uomo con i sintomi tipici della febbre suina è stato ricoverato in ospedale in Israele. Era rientrato da un viaggio in Messico. Lo ha riferito la Radio israeliana.
Tre casi in Spagna
Altri due casi sospetti, anche questi provenienti dal Messico, sono sotto osservazione in Spagna.
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