Piacenza, Emilia-Romagna - 28 Aprile 2010
Piacenza, Emilia-Romagna - 28 Aprile 2010
La vicenda dell'ordigno sull'autostrada a Piacenza, che ha causato lunghe code per la rimozione di una bomba al fosforo da 150 chili, ha riportato in primo piano il problema degli ordigni inesplosi in Italia.
L'Esercito Italiano vanta una lunga tradizione nel disinnesco, brillamento e messa in sicurezza delle aree in cui vengono ritrovati ordigni, sia della Seconda che della Prima guerra mondiale. Ordigni molto diversi tra di loro per dimensione, costruzione e capacità dirompente.
Quello mostrato dalle immagini dello stesso Esercito è un intervento (a Valmontone, nel 2009), particolarmente impegnativo, che illustra, fase per fase, il lavoro del Genio e degli specialisti per far brillare una grossa bomba.
Un lavoro che ha un ritmo quasi quotidiano, visto che per una decina d'anni il Paese ha subito bombardamenti di ogni tipo, con milioni e milioni di ordigni. Se anche una piccola percentuale è inesplosa, significa che si tratta di migliaia di pericoli, soprattutto nelle ex zone industriali e negli snodi di traffico stradale o ferroviario.
In particolare, oggi dalle 11.30 alle 14.35 sono state condotte le operazioni di brillamento di una bomba al fosforo da 300 libbre di origine statunitense risalente al secondo conflitto mondiale nei pressi dell'autostrada A1, in particolare in località San Rocco al Porto nel comune di Codogno.
Il caricamento chimico del residuato ha imposto delle rigide procedure di disinnesco e brillamento per effetto delle quali si è reso necessario l'interruzione dell'autostrada A1 (nel tratto Piacenza Sud ? Casalpusterlengo) e della viabilità stradale limitrofa all'area di intervento.
Il brillamento è stato condotto ad opera del 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona, inquadrato nella Brigata Ariete.
Sono stati già 18 gli interventi di bonifica sul territorio nazionale condotti dall'inizio dell'anno da parte dell'Esercito.
In particolare, degno rilievo è stato il brillamento il 24 gennaio su un ordigno bellico statunitense da 250 chilogrammi rinvenuto nel greto del fiume Paglia. In quella circostanza anche se furono evacuate solo circa cinquanta persone, i genieri 6° reggimento genio pionieri di Roma dimostrarono tutta la loro professionalità riuscendo a limitare solo a poche ore la chiusura del tratto dell'autostrada A1 tra le stazioni di Orte e Val di Chiana e la chiusura linea "direttissima" nel tratto Roma Firenze.
Altrettanto significativo è stata la disattivazione e il successivo brillamento di una bomba di aereo statunitense da 500 libbre rinvenuta nei pressi della stazione di Roma Tiburtina. Il brillamento è avvenuto l'11 marzo scorso ed ha reso necessario l'evacuazione di 8000-10000 civili e l'interruzione della linea ferroviaria ad alta velocità del tratto Roma Napoli. In quella circostanza l'Esercito ha assicurato, oltre al personale specializzato per la disattivazione costituito sempre dal 6° reggimento genio pionieri di Roma, anche la messa a disposizione l'accoglienza di circa 4000 sfollati.
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Gente preparata, bravissimi professionisti che tirano fuori dai guai tanta gente
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