L'ultimo messaggio, registrato pochi giorni prima dell'arresto, di Abdelmajid Zergout, imam della moschea di Varese. Zergout si confida a YouReporter confessando tutta la sua angoscia, la sua paura per la reazione del Marocco e per la sorte che potrebbe spettargli. Teme di essere torturato, di rimanere rinchiuso a vita in carcere.
Nel video l'imam parla della sua esperienza giudiziaria in Italia, della famiglia, della paura di non rivedere più i figli, parla del rapporto tra islam e terrorismo.
Come è stata la tua vita in questo anno?
E' stata sempre nella paura di essere estradato un giorno. Dico che non passa una notte senza che mi sveglio di notte; penso ogni tanto che questa macchina è quella della polizia. Vengono a prendermi; mi alzo, guardo i bambini, poi torno.
Hai paura che in Marocco possa succederti qualcosa?
Di sicuro sì.
Cosa può accaderti?
Come minimo, mi buttano non so, in carcere, anche se non hanno nulla contro di me formalmente, ma quelli lì...
Hai paura di essere torturato?
Sì.
Ti hanno mai condannato per qualcosa?
Niente, no, assolutamente.
Hai qualcosa di cui pentirti, qualcosa da rimproverarti?
No.
Hai mai compiuto atti violenti?
Assolutamente no.
Contro persone, contro cose?
No. Io non posso perché la mia religione non tollererà queste cose, assolutamente.
Hai paura?
Sì.
Hai paura di morire?
No, di morire no. Di lasciare, come le ho detto i miei figli senza che nessuno si prenda cura di loro. E soprattutto senza aver commesso o fatto qualcosa che merita questo... sono quasi da vent'anni in Italia.
Una grande ingiustizia. Essere giudicato in un tribunale, poi assolto, poi essere estradato così; veramente, nessuna legge può giustificare questo.
Farò la mia vita anche dentro la prigione. Sarò sempre un osservante che seguirà la sua religione, le sue convinzioni religiose.
Che cosa vorresti che facessero le persone che ti sono vicine?
Prendere cura della mia famiglia. Sarò grato fino alla fine dei miei giorni.
Nei miei confronti dove è questa pericolosità? Dov'è?
Il ministro dell'interno, il nuovo ministro, è di Varese e abita vicino alla moschea e al centro islamico. Chieda agli italiani, ai miei vicini; sono più di dodici anni che sono lì. Mi conoscono personalmente.
Perché uno può fare finta un giorno, un anno, due anni, ma tutti questi anni? Non penso che continuerà a giocare, a fare finta o essere ciò che non è.
Nel mondo islamico, c'è questa fobia contro l'Islam, soprattutto le mosche, i centri islamici che non sono sottomessi ai poteri di certi governi.
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