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Cagliari, Sardegna - 9 Marzo 2011

Discarica rom ss 554, dopo il rogo...

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video di baradel

Ieri sera, come documentato da YOUREPORTER gli zingari del campo della ss 554 di cagliari hanno, un'altra volta, devastato l'ambiente circostante.
Hanno appiccato il fuoco alla loro discarica abusiva privata e hanno smaltito quintali di rifiuti più o meno pericolosi, indiscriminatamente, indisturbati, incuranti delle conseguenze sull'ambiente e sulla salute, la loro per prima.

Nella giornata dell'8 marzo YOUREPORTER ha voluto seguire nei particolari questo ennesimo smaltimento per DOCUMENTARE e testimoniare il quotidiano scempio ambientale.
Il prima, il durante e il dopo. Una sommaria analisi, dopo tanto lavoro, si impone.
Abbiamo filmato lo sversamento. Poi abbiamo filmato il rogo. Quindi abbiamo filmato l'arrivo delle forze dell'ordine che scortavano i Vigili del Fuoco, come se si fosse trattato di un pentito o un magistrato.
Nel video di oggi si focalizza l'attenzione sui resti ancora fumanti dello smaltimento di ieri: nonostante siano trascorse più di dodici ore dall'intervento dei pompieri la discarica vomita ancora i suoi fumi venefici. Nell'indifferenza generale.

E, si badi bene: noi abbiamo testimoniato un singolo episodio criminoso della discarica abusiva in questione.
Ma tutto ciò ha valore paradigmatico, perchè questo scempio ambientale è iniziato oltre quindici anni fa e continua quasi ogni sera, puntualmente, inesorabilmente.
Per capire invitiamo il lettore a moltiplicare per mille o diecimila il rogo e i fumi di ieri con relativi devastanti effetti. Qualcosa di paragonabile a una eruzione vulcanica.

A cagliari c'è un inceneritore a cielo aperto: è la discarica degli zingari. Questo inceneritore non ha filtri, non ha controlli, sparge diossina giorno e notte, ma è intoccabile: sembra sito in un territorio non soggetto alle leggi della repubblica italiana.

La domanda è: fino a quando?

Fino a quando lavoratori e residenti dovranno rischiare gravi malattie?
Fino a quando a diossine e gas serra sarà permesso di ammorbare e inquinare terra, aria, acqua e popolazione?
Fino a quando i media locali ( e segnatamente Videolina e Unione Sarda) proseguiranno nella loro disinformazione tramite omissione, disinteressandosi completamente a questa catastrofe ambientale? Il loro compito non sarebbe quello di segnalare all'opinione pubblica problemi e pericoli? O forse l'ambiente è meno "notiziabile" di altri argomenti che fanno vendere di più e che quindi, seppure insulsi e inutili, vengono ampiamente trattati?
Fino a quando alle amministrazioni locali (leggasi: consiglieri comunali tutti e per primo il sindaco) sarà permesso di infischiarsene della salute pubblica e dei disastri ambientali sistematici?

Il problema della gestione dei rifiuti è un problema enorme, planetario, ed esula dagli scopi di questa piccola video inchiesta sulla discarica dei rom di Cagliari. Epperò è un problema importante che ognuno, come abitante del pianeta e come produttore di rifiuti, deve affrontare.
Ognuno deve sentirsi responsabile verso l'ambiente, verso quella che i popoli antichi chiamavano, con rispetto, la "madre terra"o "Gaia".

Quando un sindaco permette l'eterno disastro ambientale, egli commette un crimine verso le generazioni future e, idealmente, verso l'umanità tutta.
A Cagliari, a metà anni 90, non è stato costruito un "campo nomadi", bensì un campo profughi, un apartheid degno dei bantustan sudafricani, una concentrazione di esseri umani costretti, nei/dai fatti, a vivere alla stregua di maiali in una porcilaia, vestiti di cenci, che abitano (abitano?) in baracche infestate dai topi.
Dopo avere edificato un tale ghetto come stupirsi poi se i suoi abitanti si comportano come quelli dei ghetti?

Ma il sindaco o qualche suo assessore, l'ha mai visto, ultimamente, quell'inferno chiamato eufemisticamente "campo rom", dove vivere è un miracolo, delinquere è una conseguenza, nascere è una condanna, invecchiare è un miracolo...
Questo campo (come tutti i "campi") deve essere abbattuto e la gente deve vivere nelle case.
Nel XXI secolo, in Europa, non è più possibile una struttura sociale basata sul clan familare, sul furto, sull'egoismo, sull'indifferenza, sulla mancanza di responsabilità, verso gli altri e verso l'ambiente.
Gli zingari di Cagliari paiono dei virus che distruggono quello stesso organismo in cui vivono.
L'esperimento del "campo nomadi" (se di ciò si è trattato) è da considerarsi, nei fatti, un fallimento totale. Soldi pubblici sprecati, lavoro e tempo di pubblici ufficiali sprecato e sottratto ad altre incombenze, proliferare di furti, atti vandalici e devastazioni ambientali compiute da un'intera comunità alla quale è permesso delinquere impunemente.
Dopo 15 anni di campo nomadi le cose sono solo peggiorate: fogne intasate, liquami sparsi nei fondi altrui, prime gravidanze a 15 anni, malattie croniche, abbandoni scolastici massivi. L'orrore. Il cuore di tenebra dei Cagliari e della Sardegna.
Così non può e non deve più continuare. Bisogna avere il coraggio di dire BASTA!
Al di là del buonismo peloso e della retorica usum populi, immaginiamo cosa sarebbe una Sardegna che vivesse secondo la cosiddetta "cultura" degli zingari. Per questo il campo deve essere abbattuto e i suoi abitanti devono integrarsi (I-N-T-E-G-R-A-R-S-I) con la società che li circonda e non viceversa.
I rom devono sciogliere la loro banda, la loro tribù, e devono abitare in appartamenti. Punto. E' così per tutti. Altrimenti, se violano le leggi vanno denunciati, giudicati e, nel caso, condannati.
I politici devono saper prendere decisioni impopolari epperò giuste, altrimenti sono solo degli squallidi politicanti cicnici e opportunisti, che non fanno gli interessi della loro popolazione. Soprattutto avere il senso della vergogna nell'usare quella cosa che si chiama "linguaggio".
Perchè allestire un campo profughi all'estrema periferia della città, concedergli un regime ex-lege di impunità per certi reati (ma, si badi bene, non altri), dosare sapientemente assistenzialismo e demagogia politica, sullo sfondo delle attività illecite permesse de-facto ma che possono costituire un'arma di ricatto, ebbene, tutto ciò non ha nulla a che vedere con l'integrazione, la tutela delle minoranze, l'aiuto ai bisognosi.
Al contrario, la bidonville che il comune di Cagliari ha riservato ai rom, è il massimo dell'emarginazione, del disinteresse, dell'egoismo, dell'indifferenza. Per capirlo non occorre immaginare che nostro fratello o nostra madre vi abitino, basta rifletterci onestamente per un momento.
Tutto ciò deve avere termine e deve iniziare una nuova primavera, senza furti, senza roghi e coi rom che abitano nelle case, come esseri umani.

Qualcuno ha detto che votarsi alla materia frantuma l'anima, ma vedere sè nell'altro edifica mondi. In che mondo vogliamo vivere dipende da noi, da ognuno di noi, con rispetto, sentimento, volontà, giustizia e responsabilità.

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villaritalia

simone 27 Maggio 2010 a 23:02 | #1 Rispondi | Cita Salve, anche oggi, la notte del 27 maggio ad is mirrionis si sente odore di plastica bruciata. Vorrei tanto che si agisse contro questi signori sciagurati che bruciano quello che capita incuranti delle nostre leggi in materia ambientale (DLgsl. n. 152/2006. Perchè costituiamo un gruppo di cittadinanza attiva? Ho sentito che neanche la politica sà dare risposte, dove ho sentito frasi come "a casa mia non si sente (quindi per me il problema non esiste), oppure c'è chi pensa che "esiste un sottile razzismo nei confronti dei nomadi". Insomma è inutile che ci dicano che è difficile beccare i responsabili in flagranza di reato, basterebbe prendere il tabulato con gli interventi dei vigili del fuoco per vedere quanti incendi sono stati appiccati nella notte. E' inutile, per un corretto controllo del territorio bisogna chiedere controlli severi e pene pesanti per i trasgressori. E' possibile che dobbiamo solo subire? betta sanna 16 Aprile 2010 a 16:28 | #2 Rispondi | Cita Molte volte quando ancora abitavo a Pirri,mi capitava di vedere nubi di fumo in lontananza,e ,secondo come tirava il vento,arrivava un odore insopportabile certamente tossico. Adesso abito dall'altra parte della città e secondo il vento che spira mi arrivano gli odori della Saras....e meno male che il vento oltre che portarli li porta anche via!Potremmo vivere in un'isola felice,ma non capiamo il valore di quello che abbiamo.... Antonella 7 Aprile 2010 a 23:03 | #3 Rispondi | Cita Non conoscevo la problematica della nube tossica. Ho notato che in prossimità del campo nomadi è presente da tempo una situazione di degrado ambientale molto importante. Finalmente la segnalazione è stata presa in considerazione. Spero che il problema venga in qualche modo risolto con dei provvedimenti seri. Gruppo d'Intervento Giuridico 7 Aprile 2010 a 18:34 | #4 Rispondi | Cita per Rinaldo, Rossella Loi, Paolo F., Diego: inviateci foto, eventuali denunce e petizioni precedenti a grigsardegna5@gmail.com o a grigsardegna@tiscali.it, potremmo così supportare ancora meglio l'azione. Tutte le persone interessate ci sostengano rinaldo 7 Aprile 2010 a 9:31 | #5 Rispondi | Cita La responsabilità di tutto è nell'amministrazione comunale che ha competenza in questa materia. Tanti gli esposti fatti dai cittadini, tante le telefonate, nell'ordine: al servizio relazioni con il pubblico del comune, ai vigili urbani, ai pompieri e infine ai carabinieri, poi ancora ai politici in campagna elettorale ad alcune associazioni ecologistiche che non hanno neppure risposto alle mail!! risultato in questi ultimi tre anni una nube tossica quasi tutte le notti che copriva parte della città e si infilava nelle case e nei nostri polmoni e non possiamo stabilire quante malattie ha prodotto! Ora grazie a voi che avete dato voce a questo problema vorremmo vincere questa battaglia. Queste foto danno un'idea ma non rendono bene l'entità dei roghi di elettrodomestici, frigoriferi e televisori accatastati e bruciati per ricavare il rame che viene venduto a 3.500 euro il quintale, Una piccola industria in moto da anni, un lavoro criminale che ha riversato nell'aria sostanze chimiche nocive. rossella loi 6 Aprile 2010 a 19:28 | #6 Rispondi | Cita ....come sempre ci sono cittadini di serie A e di serie B. In questo caso sono di serie B i cittadini onesti che pagano le tasse e fanno la raccolta differenziata dei rifiuti, mentre i cari signori nomadi sporcano quanto e come vogliono vivendo beatamente alle spalle di chi invece paga. Vivo nella zona di Cagliari in argomento e per recarmi a lavoro passavo vicino al campo nomadi perciò ho sempre visto la sporcizia creata all'esterno del campo ed il fumo. Come ho sempre visto quanto poco ci si preoccupava di ripulire assiduamente lo scempio fatto. Che dire.... spero che il tumore che ho avuto non sia dovuto all'aria insalubre che son costretta a respirare Gruppo d'Intervento Giuridico 6 Aprile 2010 a 15:49 | #7 Rispondi | Cita tanto per cambiare, le "associazioni ambientaliste" delle quali ? per un'invincibile dislessìa ? L'Unione Sarda non riesce a pronunciare il nome sono gli Amici della Terra e il Gruppo d'Intervento Giuridico. "Chi, come, dove, quando, perchè" sono le 5 "domande fondamentali" del giornalista per "costruire un pezzo". In casi come questi un corso di recupero non sarebbe una cattiva idea da L'Unione Sarda, 6 aprile 2010 Mulinu Becciu. Residenti preoccupati e le associazioni ambientaliste presentano un esposto. Allarme fumi nocivi dal campo nomadi. I residenti di Mulinu Becciu sembrano rassegnati a vivere con le finestre chiuse. I vigili del fuoco non contano più gli interventi. I roghi nel campo nomadi sulla strada statale 554, per bruciare il rame da lavorare e rivendere, sono diventati una vera emergenza ambientale per il rione. Nessuno sembra però intenzionato a intervenire. Per questo le associazioni ambientaliste hanno inviato una segnalazione al Comune, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale e al Noe dei carabinieri. ASSEDIATI. Una scena che si ripete praticamente ogni giorno, soprattutto in presenza del maestrale. Dal campo nomadi si alza una nube nera e una puzza insopportabile. Gli abitanti della parte bassa di Mulinu Becciu (via Tiepolo, Caravaggio, Crespellani, Tintoretto e Cimabue) chiamano i vigili del fuoco. Una squadra arriva a ridosso della strada statale 554 per spegnere l'incendio, appiccato per bruciare rame e rifiuti di ogni tipo. Infine la segnalazione di quanto accaduto agli enti competenti. Ventiquattro ore dopo, quando cala il sole, si inizia da capo. L'ALLARME. A raccogliere le proteste dei residenti e di chi lavora nella zona sono state le associazione ecologiste che hanno inoltrato una richiesta di informazioni e di adozione degli opportuni provvedimenti al sindaco di Cagliari e alle forze di polizia che si occupano di reati contro l'ambiente. Segnalazione inviata anche alla Procura della Repubblica di Cagliari. Secondo gli ambientalisti si è davanti a una situazione «altamente pericolosa per la salute dei residenti». Da qui l'appello: «L'abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo è vietato dall'articolo 192 del decreto legislativo 152 del 2006 e l'immissione nell'aria di fumi pericolosi per le persone costituisce reato. Per questo chiediamo alle amministrazioni pubbliche coinvolte un tempestivo intervento per salvaguardare la salute umana, con lo svolgimento degli opportuni accertamenti, finalizzati alla bonifica ed al ripristino ambientale dell'area». paolo f. 6 Aprile 2010 a 15:22 | #8 Rispondi | Cita be era ora possibile che nessuno si era accorto della puzza che c'era in certe parti della città?? diego 6 Aprile 2010 a 10:09 | #9 Rispondi | Cita tutte le notti in viale monastir, sino a Sant'avendrace e oltre, il quartiere era sotto una nube acre, a volte sembrava nebbia! numerose le telefonate ai carabinieri e vigili ma nessuno interveniva. Dovevamo tenere le finestre chiuse come mai nessuno interveniva? Perchè ci facevano respirare questi fumi? Speriamo che questa sia la volta buona, grazie Gruppo d'Intervento Giuridico 4 Aprile 2010 a 18:56 | #10 Rispondi | Cita da La Nuova Sardegna, 4 aprile 2010 SULLA STATALE 554. Incendi di rifiuti, chiesta un'indagine. CAGLIARI. Le associazioni Amici della Terra e Gruppo di Intervento giuridico hanno chiesto ai carabinieri del Nucleo ecologico al Corpo forestale della Regione e alla Procura di indagare sui cumuli di rifiuti abbandonati e poi bruciati quasi ogni notte sulla Statale 554 non lontano dal campo nomadi. «Ogni volta ? si legge nell'esposto inviato per conoscenza anche al sindaco ? in tutto il quartiere si diffonde una nube densa e acre che costringe i residenti a subire una situazione molto pericolosa per la loro salute». Nel chiedere al Comune la bonifica immediata dell'area, le due associazioni ricordano che il deposito incontrollato dei rifiuti e l'immissione nell'aria di fumi sono due reati. Adesso bisognerà vedere quale sarà l'esito delle indagini. Nome (obbligatorio)