Intervista esclusiva di PCIML-TV a Domenico Savio, Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, l'unico partito italiano impegnato in questi mesi contro la tragedia degli abbattimenti delle case della povera gente costrette, dallo Stato inadempiente, a costruirsi la prima casa di abitazione abusivamente. Domenico Savio è stato durissimo a difesa dell'abusivismo sociale di necessità. Di seguito riportiamo l'ultimo comunicato stampa emanato da Domenico Savio sulla tragedia degli abbattimenti:
SULL'ABUSIVISMO EDILIZIO OCCORRE FARE CHIAREZZA SINO IN FONDO, AFFINCHE' NON VENGANO ABBATTUTE SOLO LE CASE DELLA POVERA GENTE!
Per affermare e dimostrare compiutamente il principio che "la legge è uguale per tutti" è necessario che le amministrazioni comunali delle isole di Ischia e Procida e le altre autorità competenti avviino un'indagine amministrativa per verificare quanti funzionari pubblici dello Stato d'ogni ordine e grado e altri potentati della finanza e dell'industria o loro familiari si sono costruito la villa sulle due Isole, quanti l'hanno realizzata o ristrutturata con regolare permesso a costruire, quanti e per quali motivi, casomai, sono sfuggiti ai sigilli, ai processi, alle condanne e all'ordine di abbattimento, quanti l'hanno condonata col primo e secondo condono edilizio e quanti, eventualmente, devono procedere all'abbattimento o essere abbattuti dallo Stato.
di Domenico Savio
Con l'avvio sciagurato dell'abbattimento, da parte dello Stato, delle prime case di proprietà e di abitazione realizzate per sé o per i propri familiari nell'ambito del cosiddetto abusivismo di necessità o di bisogno sociale, tra le popolazioni delle due Isole diventa sempre più pressante la richiesta di fare chiarezza sino in fondo su tutti i responsabili del sacco edilizio realizzato nell'ultimo cinquantennio partendo dal presupposto che viviamo, purtroppo, in una società disgraziata di poveri e di ricchi, di deboli e di forti socialmente, di privilegiati e di discriminati, di raccomandati e di penalizzati, di favoriti e di esclusi. In un paese civile e democratico è una rivendicazione legittima, che serve a fugare ogni eventuale e possibile dubbio di discrezionalità e di discriminazione. In uno Stato dominato da un vergognoso clientelismo e favoritismo nella vita istituzionale la trasparenza non è mai troppa.
E' largamente risaputo che sul territorio delle due Isole hanno realizzato o ristrutturato le loro ricche e sfarzose ville moltissimi funzionari dello Stato, appartenenti al potere istituzionale d'ogni ordine e grado, e altri potentati della finanza e dell'industria o loro familiari. Questi influenti e potenti personaggi hanno tutti edificato o ristrutturato nella legalità e come hanno fatto a superare i rigori dell'inedificabilità assoluta previsti dai vincoli paesistici? E' una domanda legittima che merita una risposta certa e rassicurante che possa fugare ogni pur minimo sospetto di favoritismo. La gente normale, e ancor più chi in questi giorni è oggetto di demolizione da parte dello Stato, si chiede sconcertata: ma com'è possibile che mentre noi non potevamo realizzare nulla nella legalità, neppure modificare il vano di una finestra oppure allargare di poco il vecchio bagnetto o il cucinino, i potenti sbarcati sulle Isole hanno potuto realizzare o ristrutturare ville sontuose? E ancora, perché certi lavori hanno potuto immediatamente riprendere e altri no e perché troppi sono sfuggiti ai sigilli? Sono tutte domande che i semplici cittadini si pongono e a cui le autorità preposte sono tenute a dare una risposta attraverso un monitoraggio storico e completo sulla realtà territoriale di cui stiamo trattando, non farlo significherebbe aumentare i sospetti e coprire eventuali, gravi responsabilità.
Per tali ragioni di giustizia sociale, di uguale trattamento nei confronti dei componenti la società e di certezza del diritto, oltre che di affermazione di semplici principi democratici borghesi, il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista chiede, con ferma determinazione, alle amministrazioni comunali delle isole di Ischia e Procida e alle altre autorità amministrative e giudiziarie competenti di avviare un'approfondita indagine conoscitiva per verificare quanti dei tanti alti funzionari dello Stato e magnati della finanza e dell'industria o loro familiari si sono costruito o ristrutturato la villa sulle due Isole con regolare permesso a costruire, quanti e per quali motivi sono, casomai, sfuggiti ai sigilli, ai processi, alle condanne e all'ordine di abbattimento, quanti l'hanno condonata col primo e secondo condono edilizio e quanti, eventualmente, devono procedere all'abbattimento o essere abbattuti dallo Stato.
Tale indagine è indispensabile per garantire un principio di equità sociale e per rispondere, eventualmente, a quei falsi moralizzatori che in questa circostanza si ergono a difensori e predicatori della legalità trasgredita e ferita, si dimostrano autoritari e inflessibili nei confronti dei bisogni di vita delle masse lavoratrici e popolari, manifestano una mancanza di sensibilità umana verso chi ha bisogno socialmente e dall'alto delle loro possibilità sociali e delle loro agiate condizioni economiche dimostrano un'incomprensibile ostilità verso i più deboli socialmente. Falsi moralizzatori che troviamo pure e sempre più spesso tra quelli che potenti non sono ma che si consolano infierendo in vario modo sulle disgrazie di vita altrui.
* Segretario generale del P.C.I.M-L.
Con l'avvio sciagurato dell'abbattimento, da parte dello Stato, delle prime case di proprietà e di abitazione realizzate per sé o per i propri familiari nell'ambito del cosiddetto abusivismo di necessità o di bisogno sociale, tra le popolazioni delle due Isole diventa sempre più pressante la richiesta di fare chiarezza sino in fondo su tutti i responsabili del sacco edilizio realizzato nell'ultimo cinquantennio partendo dal presupposto che viviamo, purtroppo, in una società disgraziata di poveri e di ricchi, di deboli e di forti socialmente, di privilegiati e di discriminati, di raccomandati e di penalizzati, di favoriti e di esclusi. In un paese civile e democratico è una rivendicazione legittima, che serve a fugare ogni eventuale e possibile dubbio di discrezionalità e di discriminazione. In uno Stato dominato da un vergognoso clientelismo e favoritismo nella vita istituzionale la trasparenza non è mai troppa.
E' largamente risaputo che sul territorio delle due Isole hanno realizzato o ristrutturato le loro ricche e sfarzose ville moltissimi funzionari dello Stato, appartenenti al potere istituzionale d'ogni ordine e grado, e altri potentati della finanza e dell'industria o loro familiari. Questi influenti e potenti personaggi hanno tutti edificato o ristrutturato nella legalità e come hanno fatto a superare i rigori dell'inedificabilità assoluta previsti dai vincoli paesistici? E' una domanda legittima che merita una risposta certa e rassicurante che possa fugare ogni pur minimo sospetto di favoritismo. La gente normale, e ancor più chi in questi giorni è oggetto di demolizione da parte dello Stato, si chiede sconcertata: ma com'è possibile che mentre noi non potevamo realizzare nulla nella legalità, neppure modificare il vano di una finestra oppure allargare di poco il vecchio bagnetto o il cucinino, i potenti sbarcati sulle Isole hanno potuto realizzare o ristrutturare ville sontuose? E ancora, perché certi lavori hanno potuto immediatamente riprendere e altri no e perché troppi sono sfuggiti ai sigilli? Sono tutte domande che i semplici cittadini si pongono e a cui le autorità preposte sono tenute a dare una risposta attraverso un monitoraggio storico e completo sulla realtà territoriale di cui stiamo trattando, non farlo significherebbe aumentare i sospetti e coprire eventuali, gravi responsabilità.
Per tali ragioni di giustizia sociale, di uguale trattamento nei confronti dei componenti la società e di certezza del diritto, oltre che di affermazione di semplici principi democratici borghesi, il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista chiede, con ferma determinazione, alle amministrazioni comunali delle isole di Ischia e Procida e alle altre autorità amministrative e giudiziarie competenti di avviare un'approfondita indagine conoscitiva per verificare quanti dei tanti alti funzionari dello Stato e magnati della finanza e dell'industria o loro familiari si sono costruito o ristrutturato la villa sulle due Isole con regolare permesso a costruire, quanti e per quali motivi sono, casomai, sfuggiti ai sigilli, ai processi, alle condanne e all'ordine di abbattimento, quanti l'hanno condonata col primo e secondo condono edilizio e quanti, eventualmente, devono procedere all'abbattimento o essere abbattuti dallo Stato.
Tale indagine è indispensabile per garantire un principio di equità sociale e per rispondere, eventualmente, a quei falsi moralizzatori che in questa circostanza si ergono a difensori e predicatori della legalità trasgredita e ferita, si dimostrano autoritari e inflessibili nei confronti dei bisogni di vita delle masse lavoratrici e popolari, manifestano una mancanza di sensibilità umana verso chi ha bisogno socialmente e dall'alto delle loro possibilità sociali e delle loro agiate condizioni economiche dimostrano un'incomprensibile ostilità verso i più deboli socialmente. Falsi moralizzatori che troviamo pure e sempre più spesso tra quelli che potenti non sono ma che si consolano infierendo in vario modo sulle disgrazie di vita altrui.
* Segretario generale del P.C.I.M-L.
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