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Barano D'ischia (Napoli, Campania) - 27 Giugno 2012

Depurazione Acque, Sentenza Boccia Lassismo Provincia

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SCARICO DI ACQUE IN VASCONE A TENUTA STAGNA: BOCCIATO IL LASSISMO DELLA PROVINCIA DI NAPOLI CHE NON SI PRONUNCIAVA DA ANNI SULLE ISTANZE PRESENTATE
Sentenza storica a Ischia dove il Giudice Monocratico Giovanni Carbone nel sentenziare che non costituisce reato l'attività di scarico delle acque di una piscina natatoria in un vascone a tenuta stagna che poi veniva svuotato regolarmente attraverso l'utilizzo di apposite autobotti, ha bocciato il lassismo della Provincia di Napoli che entro i canonici trenta giorni non aveva dato risposta alcuna all'istanza presentata addirittura alcuni anni fa dal titolare di una struttura ricettiva di Barano d'Ischia. Artefice dell'assoluzione dell'imputato è stato l'Avvocato Bruno Molinaro che abbiamo incontrato nel suo studio, una vera e propria galleria d'arte dove quadri e fotografie d'epoca con volti ischitani noti e caratteristici, raccontano l'Isola del secolo scorso la quale, nonostante le trasformazioni e il tempo trascorso, rimane sempre la stupenda, straordinaria e impareggiabile isola Verde amata e visitata ogni anno da milioni di turisti. L'Avvocato Molinaro ci ha tenuto a sottolineare che la sentenza sanziona, tra l'altro, anche l'inerzia della pubblica amministrazione. Ma l'Avvocato Bruno Molinaro ci ha parlato anche dei danni che l'inerzia delle Istituzioni causa a chi ha il diritto di ricevere risposte alle istanze presentate. Il giudice monocratico Carbone ha assolto con formula piena l'imputato, motivando il proscioglimento con il fatto che "all'epoca per cui è processo, quest'ultimo, nella sua qualità di albergatore, era sì sfornito di autorizzazione, ma la sua istanza era ancora pendente presso la P.A., senza che questa avesse risposto nè in senso positivo, nè in senso negativo, nonostante il disposto della legge n. 241/90 circa l'obbligo della P.A. di rispettare i tempi procedimentali. Questa situazione ? ha aggiunto il giudice ? fa sì che all'albergatore non possa essere mosso alcun rimprovero penalmente rilevante in quanto la situazione in cui l'azienda versava (mancanza di autorizzazione) era imputabile all'inerzia protratta per alcuni anni dalla P.A.".
Secondo l'Avv. Bruno Molinaro, peraltro, il fatto addebitato all'albergatore non costituiva reato nemmeno sotto altro profilo, trattandosi non di scarico di acque reflue industriali, come sostenuto dal pubblico ministero, bensì di acque reflue tecnicamente assimilate a quelle domestiche, per giunta con recapito finale in un idoneo vascone a tenuta. Da notare che, sia pure con notevole ritardo, nel 2010 l'amministrazione aveva rilasciato l'autorizzazione all'imprenditore turistico. La sentenza succitata è destinata a riaccendere il dibattito sull'atavica mancanza di idonei depuratori che sull'isola d'Ischia non sono stati ancora costruiti a causa dell'inerzia e dell'incapacità politica degli amministratori comunali degli ultimi decenni e la cui realizzazione ora non è più ulteriormente procrastinabile nel tempo.