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Motta San Giovanni (Reggio Calabria) - 22 Maggio 2012

Depuratori Motta Sg (rc). A Rischio La Salute Umana

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A RISCHIO LA SALUTE UMANA. Emergenza sanitaria e ambientale a Lazzaro determinata dai depuratori comunali dell'Oliveto, San Vincenzo di Lazzaro e di Motta San Giovanni località Castelli. Da anni i precitati depuratori comunali, sprovvisti di autorizzazione allo scarico, continuano a inquinare invadendo, nell'inerzia delle amministrazioni interessate il greto del torrente Oliveto e San Vincenzo imputridendo la spiaggia e il mare in cui si versano, provocando una violazione della protezione del vincolo sia a livello estetico/paesaggistico sia biologico/ambientale. Nonostante le numerose segnalazioni del Comitato spontaneo "Torrente Oliveto" e i numerosi solleciti rivolti al Sindaco del Comune di Motta San Giovanni dall'azienda sanitaria provinciale U.O. igiene e sanità pubblica di Reggio Calabria a provvedere in modo tempestivo e improcrastinabile a risolvere il problema, non sono stati adottati i dovuti provvedimenti risolutori.

La situazione è peggiorata giorno dopo giorno. Siamo giunti all'esasperazione. L'aria è irrespirabile e insopportabili sono i disagi creati alla collettività, soprattutto nelle ore serali, specialmente agli abitanti della contrada Oliveto a causa dello scarico a cielo aperto nell' alveo fluviale delle acque fognarie non depurate dall' impianto comunale dell'Oliveto. Le acque fognarie e le sostanze nocive in esse contenute che fuoriescono a pioggia dalle vasche alte oltre quattro metri si disperdono nell'ambiente circostante e le emissioni odorigine raggiungono le vicine abitazioni. I liquami fognari si estendono all'interno del suolo recintato ove ricade il depuratore, raggiungono a cielo aperto l'alveo fluviale del torrente Oliveto attraverso il cancello d' accesso lato mare percorrono il greto sx del torrente in mezzo alla fitta vegetazione spingendosi sempre di più verso valle. Mentre le acque che giungono nel torrente lato Reggio in parte si miscelano con quelle torrentizie che sfociano a mare e in parte percorrono l'alveo fluviale formando un lago tra la vegetazione. Un vero disastro ambientale.

L'attuale stato di fatto, che ha carattere di prorompente diffusione ed espone a pericolo, collettivamente, un numero indeterminato di persone, è in atto da alcuni mesi a seguito della restituzione degli impianti agli enti comunali proprietari da parte della società acquereggine che gestiva i depuratori per conto dei comuni. E' necessario porre in risalto che non si è a conoscenza delle sostanze che giungono al depuratore, e che fra le tante sostanze pericolose potrebbero confluire quelle chimiche detergenti che provocano il cancro, e il liquame esce tal quale da come ci è entrato.

Non vi è dubbio sulla correttezza delle segnalazioni e sulla sussistenza dei preoccupanti pericoli segnalati da questa associazione. Ma non bisogna fermarsi a quest'ultimo importante aspetto, si deve andare oltre. Fare una forte riflessione sulle certificazioni dell'Organo sanitario ovvero del medico sanitario sui rischi che tali segnalati pericoli comportano per la salute pubblica.

Vincenzo CREA
Referente unico dell'ANCADIC Onlus
Responsabile e coordinatore del territorio nazionale
Area di interesse tutela dell'ambiente e del patrimonio paesaggistico
e Responsabile del Comitato spontaneo "Torrente Oliveto"

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