L'elicottero della polizia va avanti e indietro. Sorvola ininterrottamente questo angolo di val di susa tra Chiomonte e Giaglione. L'occhio delle telecamere della polizia dall'alto tenta di scrutare tra i boschi se e dove possano passare i manifestanti.
Mancano ormai poche ore, solo una notte, all'attesa e temuta manifestazione di domenica. Un gruppo di alcune decine di notav hanno tentato di raggiungere la baita clarea. Ma hanno trovato i carabinieri a fermarli lungo il loro percorso.
Di qui non si passa. Dopo alcune insistenze i carabinieri - sono i cacciatori di calabria - ci accompagnano lungo il primo tratto del sentiero. Questa è la zona rossa. Imponenti blocchi di cemento impediscono che si possa passare.
L'obiettivo dichiarato degli anarchici è di tagliare le reti. Sarà molto difficile riuscire ad avvicinarsi. E anche se dovessero farcela, la polizia andrà giù pesante: fermandoli e denunciandoli.
A Giaglione e Chiomonte sembra coprifuoco. Per le strade non c'è pressoché un'anima viva. Solo tanti mezzi della polizia e varchi che ricordano un teatro di guerra. Non a caso i manifestanti hanno ribattezzato Chiomonte, Chiomontistan. Spettrale riferimento all'Afghanistan.
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