Da Telelombardia.
«Sinceramente spero che non ci sia nessun significato, se non il controllo della documentazione». Così la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, ha commentato a margine di una visita all'Ares 118, l'esclusione del lista di Roberto Formigoni dalla competizione elettorale della Lombardia.
Una nuova memoria integrativa è stata presentata quest'oggi dai Radicali rispetto al listino capeggiato da Roberto Formigoni, escluso ieri dalla Corte d'Appello di Milano per la presunta irregolarità di oltre 500 firme. Secondo i Radicali le contestazioni potrebbero essere sollevate ad un numero maggiore di firme. Alla Corte d'Appello i Radicali oggi chiedono di 'rettificarè il parere espresso ieri «che pone come base del calcolo per la determinazione delle sottoscrizioni valide» del listino Formigoni «il numero dei sottoscrittori dichiarati in sede di presentazione di detta lista (3.935) e non già il numero di sottoscrizioni ritenute regolari dallo stesso ufficio centrale regionale al momento della prima verifica , numero che risulta essere più basso».
Nella memoria i radicali chiedono di «rettificare» il provvedimento della corte di ieri «che pone come base di calcolo per la determinazione delle sottoscrizioni valide» la lista di Formigoni «il numero dei sottoscrittori dichiarati in sede di presentazione di detta lista (3.935) e non già il numero di sottoscrizioni ritenute regolari dallo stesso ufficio centrale regionale al momento della prima verifica, numero che risulta essere più basso». Nell'atto, inoltre, i radicali spiegano che si riservano «di contestare» il provvedimento di ieri anche «nella parte in cui non accoglie le considerazioni (...) relative alle sottoscrizioni collegate a certificati rilasciati in data anteriore a quella dell'autenticazione del modulo». I radicali inoltre si riservano di contestare anche le «irregolarità inerenti la data di chiusura della lista regionale». «L'Ufficio centrale regionale - ha spiegato Cappato in una nota - si è limitato a un controllo formale. Se però, come doveroso, l'Ufficio centrale o la Procura della Repubblica, alla quale abbiamo chiesto il sequestro urgente dei moduli, volessero procedere a indagini approfondite, dovrebbero fare chiarezza su irregolarità più pesanti ancora di quelle, pur decisive, di natura formale sulla validità delle firme». «La presenza di certificazioni effettuate in data antecedente all'autentica delle firme (rispetto alle quali la domanda è: come ha fatto la Lista a chiedere il certificato di un cittadino prima ancora che quel cittadino avesse firmato?) e, soprattutto, la raccolta di firme in date anteriori alla chiusura delle liste stesse (fatto del tutto illegale) - ha concluso Cappato -, rendono necessario che sia fatta chiarezza con la massima urgenza».
Il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha ribadito che è pronto il ricorso alla decisione dell'ufficio elettorale centrale alla Corte d'Appello di Milano che non ha ammesso la lista Formigoni al voto per le prossime regionali ritenendo non valide parte delle firme. «Il ricorso - ha detto il presidente a margine della presentazione del laboratorio di prevenzione dell'Asl di Milano - sta per essere presentato, si è ampliato ancora rispetto alla documentazione di ieri sera, e produciamo numerosissime sentenze che ci danno perfettamente ragione». «La legge è stata modificata a seguito di varie sentenze del Consiglio di Stato e del Tar - ha detto Formigoni - e quindi certi timbri e certi orpelli non sono affatto indispensabili a certificare la volontà degli elettori che hanno firmato la mia lista, e che è perfettamente chiara. Perchè in questi casi è la volontà degli elettori che conta, è stata testimoniata da firme autentiche che sono state depositate secondo le modalità previste dalla legge». «Quindi la situazione è estremamente chiara - ha concluso - come detto ieri, sono in gara e vincerò la gara».
Alla domanda se fosse preoccupato per l'esito del ricorso, Formigoni ha detto «siamo certi che tutte le ragioni militano nel nostro campo e dalla nostra parte. Tutte le cose sono state fatte come sempre per bene, e quindi non c'è motivo perchè il nostro controricorso non venga accolto. Sono certo che verrà accolto». «Si è trattata di una non conoscenza di tutte queste sentenze - ha aggiunto - ma oggi che le portiamo a conoscenza non c'è dubbio che le cose andranno positivamente».
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