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Cagliari, Sardegna - 11 Marzo 2011

Campo rom Cagliari: intervista a un testimone

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video di baradel

Continua la video-inchiesta di YOUREPORTER sulle attività illecite della più grande discarica abusiva a ciclo continuo della Sardegna, eufemisticamente denominata dall'amministrazione comunale "campo nomadi".

Nel video di oggi la prima parte di una intervista esclusiva per YOUREPORTER ad Giancarlo T., uno dei lavoratori della zona vittime dell'attività criminale dei rom della ss 554, come furti e danneggiamenti oltre all'eterno gasamento della diossina sprigionata dai roghi di smaltimento della discarica.
Altre interviste seguiranno.
E speriamo che altri testimoni vincano la paura e parlino. La loro testimonianza è importante.
Inutile dire che ogni atto di ritorsione contro testimoni e/o loro proprietà verrà denunciato alla polizia e i criminali verranno condotti in giudizio davanti al giudice.

Sui giornali parlano di "campo nomadi".
In realtà non c'è nessun nomade. Sono poche centinaia di persone assolutamente stanziali, di etnia slava, di religione musulmana, che vivono di accattonaggio, di furto e da qualche anno hanno scoperto la gallina dalle uova d'oro: il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.
Eppure, nonostante lo scempio ambientale e le condizioni igieniche disastrose, per il sindaco e tutti i politici locali, tutto funziona a meraviglia. Furti e distruzione ambientale, per i politici locali, possono tranquillamente proseguire per i prossimi mille anni.
Tanto la diossina, non arriva a lambire il centro città, dove vivono e lavorano le classi dirigenti, ma viene inalata da chi vive e lavora in periferia.
Il famoso doppio standard del potere, di chi i problemi, invece di risolverli li sposta più lontano, di chi si trincera dietro il "not in my backyards".
E la periferia di regola non ha voce. Se i politici o i media le dessero voce, scoprirebbero che gli zingari della ss 554 di Cagliari (non stiamo generalizzando), oltre a distruggere l'ambiente in cui vivono, si dedicano ad attività come il danneggiamento e l'invasione di proprietà private altrui, le vendette (tramite incendi o sfregi alle proprietà altrui), il furto, la guida senza patente e senza assicurazione sui mezzi.
Questi sono solo alcuni dei reati (sempre impuniti, ieri come oggi) che il comune di Cagliari ha deliberatamente reso possibili (e MAI perseguito), quando 16 anni or sono volle creare l'enorme campo profughi che nei fatti è una discarica abusiva gestita da una microcriminalità organizzata su base clanica.

Del resto, come spesso evidenziato, più spazzatura smaltiscono illegalmente le organizzazioni criminali, più si abbassano le percentuali di raccolta differenziata comunali e più diminuiscono le voci di spesa comunali.
Si tenga presente che in Italia, specie al Sud, quello della gestione dei rifiuti è un business più redditizio di quello della droga. E non lo diciamo noi ma i magistrati e gli scrittori come Saviano.
Qui a Cagliari sicuramente non c'è la camorra, ma il modus operandi degli zingari dela ss 554 è simile a quello delle organizzazioni criminali maggiori (uomini, mezzi, logistica, controllo del territorio, relazioni col mondo imprenditoriale, appoggi politici, impunità sostanziale).
Nel campo rom della ss. 554 di Cagliari, le leggi della repubblica si può ben dire che, entro certi limiti, non valgono.
E poco importa se a rimetterci è la salute pubblica e l'ambiente.
Con ciò non intendiamo accusare nessuno. Non abbiamo (ancora) prove su eventuali complicità in alto loco. Ma è un fatto che al comune tutti sanno che gli zingari hanno implementato una discarica con inceneritore. Da 15 anni. Decine di camion, centinaia di addetti, migliaia di migliaia di tonnellate smaltite illegalmente con enormi roghi. E il comune NON ha MAI fatto nulla per porre fine a questo disastro ambientale: è difficile credere che non vi sia un qualche interesse comune, magari inconfessabile, ma reale.

Ma come è possibile che quella che è forse la più grande e sicuramente antica discarica abusiva della Sardegna, continui a vomitare veleni impunemente?
Ma cosa aspetta la magistratura a porre i sigilli.
Ma perchè le forze dell'ordine non arrestano i responsabili, che praticamente vivono in flagranza di reato ?
Sembra incredibile, surreale, assurdo. Purtroppo è vero e accade qui, oggi, sotto i nostri occhi.

Ma il quadro sarebbe incompleto se non citassimo un altro gruppo che trae vantaggio dallo scempio ambientale dei rom. Molte aziende, infatti, trovano più economico far smaltire i loro rifiuti dalle organizzazioni criminali del settore gestite dagli zingari della ss 554, piuttosto che rivolgersi agli enti preposti.

Il meccanismo è piuttosto semplice e collaudato su scala nazionale.
Ma nessun giornale o tv locale ne parla.
Nessun politico vuole risolvere il problema, sgomberando la bidonville rom,sigillando la discarica e perseguendo i criminali.

La popolazione è tenuta all'oscuro e non ha voce. Non sa che è il suo stesso comune ad avvelenarla.

Ecco perchè le interviste come queste sono importanti.
YOUREPORTER tenterà di rompere il muro del silenzio su questo problema.

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affumicata

Tra i compiti essenziali dello Stato c'è la difesa dell'integrità fisica e della salute del cittadino. Per poter esplicare la sua funzione, lo Stato legifera, applica e fa rispettare la Legge. Ai sensi dell'art. 674 cod.pen. costituisce reato: "L'immissione nell'aria di fumi idonei a offendere, imbrattare o molestare persone" Ai sensi dell'art. 256 del decreto legislativo n.152 del 2006, è reato. "l'attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti, senza autorizzazione" Questi reati vengono giornalmente compiuti nella discarica-inceneritore abusivo del campo nomadi del comune di Cagliari. Accadono alla luce del sole, sotto gli occhi di tutti. Noi residenti e lavoratori della zona da anni subiamo impotenti, un gravissimo attacco alla ns. salute. L'evidente incapacità dello Stato di tutelarci, oltre a causare violenza fisica (costrizione a respirare diossina etc..) genera una violenza se possibile, ancora più devastante: "quella psicologica". Le ns continue e disattese richieste di ripristino della legalità, hanno ingenerato quel senso di abbandono delle istituzioni; ci sentiamo in balia di balordi intoccabili, e abbiamo PAURA; paura di rivendicare il ns. diritto alla salute, per non incorrere nel rischio più imminente della ritorsione.

villaritalia

Da www.sglizingari.it: ...numerosi comuni hanno praticato l'obiettivo di eliminare i campi spontanei, costruendo, talora con finanziamenti imponenti, campi sosta, continuando di fatto ad allontanare ed isolare il più possibile gli zingari dalla città. Più che rispondere alle esigenze dei nomadi, ancora una volta, si è data risposta alle esigenze dei gruppi più intolleranti dei cittadini, cogliendo l'occasione per allontanarli, in alcuni casi "rinchiudendoli" in quei campi. La mancanza di una anche minima attenzione ha determinato, talvolta, soluzioni paradossali. Nessuno, ad esempio, si è curato di conoscere le caratteristiche dei diversi gruppi, la forte conflittualità esistente al loro interno, e così ha "condannato" a convivere nello stesso spazio famiglie la cui conflittualità è comparabile a quella tra serbi e bosniaci. La stampa locale, probabilmente soltanto i più accorti l'avranno notato, ha così dovuto registrare che la festa di inaugurazione del nuovo campo sosta di Cagliari si è svolta con tavoli separati, tra famiglie che non si parlavano. L'accoglienza, in altri termini, non solo ha esasperato l'allontanamento dei nomadi dalla città, ma talora ha creato ulteriori guasti. Un altro aspetto dell'accoglienza è dato dall'impostazione tipicamente assistenzialistica che interessa, purtroppo, anche alcune associazioni di volontariato che operano in questo settore.

villaritalia

Da http://www.suglizingari.it : "....Poiché sarebbe stato velleitario pensare di portare adolescenti e ragazze zingare nelle aule di una scuola, abbiamo costruito un edificio scolastico nel loro campo, abbiamo quindi organizzato il corso in orari compatibili con le loro abitudini. Era impensabile ritenere di svolgere le lezioni negli orari nei quali le ragazze sono impegnate nell'elemosina....": Mi pare che in questa frase sia riassunta la presunzione ideologica di chi l'ha scritta. Io ho un attività di fianco al campo nomadi sito all'incrocio tra la 554 e la 131 e conosco la vita del campo sino dal giorno del suo insediamento. Il mio deposito è stato costantemente preso di mira dai vicini, la recinzione con rete metallica viene costantemente aperta, si sono formati persino i sentieri tra le aperture e il campo nomadi. Ho subito tanti furti con scasso, mi hanno rubato attrezzatura porte , finestre in alluminio, attrezzatura da ufficio, computer e infine hanno pure data fuoco al mio ufficio. Ho subito perdite per almeno 100 mila Euro negli ultimi 4-5 anni ma il danno maggiore che subisco insieme a tutti gli abitanti e lavoratori del circondario è dovuto ai roghi pressoché quotidiani che i nomadi accendono la sera con il primo buio. Si tratta di grandi fuochi accesi per bruciare materiali plastici o sintetici e recuperare i metalli. Questi fuochi sprigionano grandi colonne di fumo nero carico di tossine che a seconda del vento si dirige verso il nostro ufficio o la zona industriale di Elmas o in direzione Su planu , insomma l'aria diventa irrespirabile e pericolosa per la salute di tutti NOI. Voglio chiedere ai signori che hanno voluto questo campo, ai politici, gli intellettuali , alla chiesa a tutti coloro che hanno fatto quadrato a difesa di questo stato di cose, voglio chiedere se è giusto che a pagare per le loro scelte debbano essere solo gli abitanti del circondario. Io penso che anche i teorici dell'integrazione in realtà abbiano voluto allontanare il problema dalla loro vita , dai loro quartieri, E facile parlare di fame con la pancia piena cosi come è facile parlare di integrazione quando sono gli altri a respirare le tossine e a subire danni economici. Io vorrei che, per un mese tutti Voi che avete voluto il campo, abbiate questi fuochi accesi vicino a casa vostra e respiriate il fumo nero e le tossine dei copertoni e della plastica e magari subiate anche un furto o un incendio. Credo che dopo questa esperienza capireste che c'è un problema molto serio da risolvere. Quello che non sapete inoltre è che molti dei commercianti e operatori della zona hanno persino paura di ribellarsi pur avendo subito incendi e furti per centinaia di miglia di euro. Hanno paura prima di tutto dei politici e della chiesa che hanno il potere di ordinare ritorsioni più o meno occulte e legali dal punto di vista delle autorizzazioni del fisco ecc...in secondo luogo hanno paura delle reazioni degli zingari che sentendosi protetti ma minacciati non ci pensano due volte ad appiccare un altro fuoco. Questo è il clima reale in cui viviamo NOI imprese della zona "campo nomadi". Per quanto riguarda la frase sopra riportata dal sito http://www.suglizingari.com

villaritalia

simone 27 Maggio 2010 a 23:02 | #1 Rispondi | Cita Salve, anche oggi, la notte del 27 maggio ad is mirrionis si sente odore di plastica bruciata. Vorrei tanto che si agisse contro questi signori sciagurati che bruciano quello che capita incuranti delle nostre leggi in materia ambientale (DLgsl. n. 152/2006. Perchè costituiamo un gruppo di cittadinanza attiva? Ho sentito che neanche la politica sà dare risposte, dove ho sentito frasi come "a casa mia non si sente (quindi per me il problema non esiste), oppure c'è chi pensa che "esiste un sottile razzismo nei confronti dei nomadi". Insomma è inutile che ci dicano che è difficile beccare i responsabili in flagranza di reato, basterebbe prendere il tabulato con gli interventi dei vigili del fuoco per vedere quanti incendi sono stati appiccati nella notte. E' inutile, per un corretto controllo del territorio bisogna chiedere controlli severi e pene pesanti per i trasgressori. E' possibile che dobbiamo solo subire? betta sanna 16 Aprile 2010 a 16:28 | #2 Rispondi | Cita Molte volte quando ancora abitavo a Pirri,mi capitava di vedere nubi di fumo in lontananza,e ,secondo come tirava il vento,arrivava un odore insopportabile certamente tossico. Adesso abito dall'altra parte della città e secondo il vento che spira mi arrivano gli odori della Saras....e meno male che il vento oltre che portarli li porta anche via!Potremmo vivere in un'isola felice,ma non capiamo il valore di quello che abbiamo.... Antonella 7 Aprile 2010 a 23:03 | #3 Rispondi | Cita Non conoscevo la problematica della nube tossica. Ho notato che in prossimità del campo nomadi è presente da tempo una situazione di degrado ambientale molto importante. Finalmente la segnalazione è stata presa in considerazione. Spero che il problema venga in qualche modo risolto con dei provvedimenti seri. Gruppo d'Intervento Giuridico 7 Aprile 2010 a 18:34 | #4 Rispondi | Cita per Rinaldo, Rossella Loi, Paolo F., Diego: inviateci foto, eventuali denunce e petizioni precedenti a grigsardegna5@gmail.com o a grigsardegna@tiscali.it, potremmo così supportare ancora meglio l'azione. Tutte le persone interessate ci sostengano rinaldo 7 Aprile 2010 a 9:31 | #5 Rispondi | Cita La responsabilità di tutto è nell'amministrazione comunale che ha competenza in questa materia. Tanti gli esposti fatti dai cittadini, tante le telefonate, nell'ordine: al servizio relazioni con il pubblico del comune, ai vigili urbani, ai pompieri e infine ai carabinieri, poi ancora ai politici in campagna elettorale ad alcune associazioni ecologistiche che non hanno neppure risposto alle mail!! risultato in questi ultimi tre anni una nube tossica quasi tutte le notti che copriva parte della città e si infilava nelle case e nei nostri polmoni e non possiamo stabilire quante malattie ha prodotto! Ora grazie a voi che avete dato voce a questo problema vorremmo vincere questa battaglia. Queste foto danno un'idea ma non rendono bene l'entità dei roghi di elettrodomestici, frigoriferi e televisori accatastati e bruciati per ricavare il rame che viene venduto a 3.500 euro il quintale, Una piccola industria in moto da anni, un lavoro criminale che ha riversato nell'aria sostanze chimiche nocive. rossella loi 6 Aprile 2010 a 19:28 | #6 Rispondi | Cita ....come sempre ci sono cittadini di serie A e di serie B. In questo caso sono di serie B i cittadini onesti che pagano le tasse e fanno la raccolta differenziata dei rifiuti, mentre i cari signori nomadi sporcano quanto e come vogliono vivendo beatamente alle spalle di chi invece paga. Vivo nella zona di Cagliari in argomento e per recarmi a lavoro passavo vicino al campo nomadi perciò ho sempre visto la sporcizia creata all'esterno del campo ed il fumo. Come ho sempre visto quanto poco ci si preoccupava di ripulire assiduamente lo scempio fatto. Che dire.... spero che il tumore che ho avuto non sia dovuto all'aria insalubre che son costretta a respirare Gruppo d'Intervento Giuridico 6 Aprile 2010 a 15:49 | #7 Rispondi | Cita tanto per cambiare, le "associazioni ambientaliste" delle quali ? per un'invincibile dislessìa ? L'Unione Sarda non riesce a pronunciare il nome sono gli Amici della Terra e il Gruppo d'Intervento Giuridico. "Chi, come, dove, quando, perchè" sono le 5 "domande fondamentali" del giornalista per "costruire un pezzo". In casi come questi un corso di recupero non sarebbe una cattiva idea da L'Unione Sarda, 6 aprile 2010 Mulinu Becciu. Residenti preoccupati e le associazioni ambientaliste presentano un esposto. Allarme fumi nocivi dal campo nomadi. I residenti di Mulinu Becciu sembrano rassegnati a vivere con le finestre chiuse. I vigili del fuoco non contano più gli interventi. I roghi nel campo nomadi sulla strada statale 554, per bruciare il rame da lavorare e rivendere, sono diventati una vera emergenza ambientale per il rione. Nessuno sembra però intenzionato a intervenire. Per questo le associazioni ambientaliste hanno inviato una segnalazione al Comune, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale e al Noe dei carabinieri. ASSEDIATI. Una scena che si ripete praticamente ogni giorno, soprattutto in presenza del maestrale. Dal campo nomadi si alza una nube nera e una puzza insopportabile. Gli abitanti della parte bassa di Mulinu Becciu (via Tiepolo, Caravaggio, Crespellani, Tintoretto e Cimabue) chiamano i vigili del fuoco. Una squadra arriva a ridosso della strada statale 554 per spegnere l'incendio, appiccato per bruciare rame e rifiuti di ogni tipo. Infine la segnalazione di quanto accaduto agli enti competenti. Ventiquattro ore dopo, quando cala il sole, si inizia da capo. L'ALLARME. A raccogliere le proteste dei residenti e di chi lavora nella zona sono state le associazione ecologiste che hanno inoltrato una richiesta di informazioni e di adozione degli opportuni provvedimenti al sindaco di Cagliari e alle forze di polizia che si occupano di reati contro l'ambiente. Segnalazione inviata anche alla Procura della Repubblica di Cagliari. Secondo gli ambientalisti si è davanti a una situazione «altamente pericolosa per la salute dei residenti». Da qui l'appello: «L'abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo è vietato dall'articolo 192 del decreto legislativo 152 del 2006 e l'immissione nell'aria di fumi pericolosi per le persone costituisce reato. Per questo chiediamo alle amministrazioni pubbliche coinvolte un tempestivo intervento per salvaguardare la salute umana, con lo svolgimento degli opportuni accertamenti, finalizzati alla bonifica ed al ripristino ambientale dell'area». paolo f. 6 Aprile 2010 a 15:22 | #8 Rispondi | Cita be era ora possibile che nessuno si era accorto della puzza che c'era in certe parti della città?? diego 6 Aprile 2010 a 10:09 | #9 Rispondi | Cita tutte le notti in viale monastir, sino a Sant'avendrace e oltre, il quartiere era sotto una nube acre, a volte sembrava nebbia! numerose le telefonate ai carabinieri e vigili ma nessuno interveniva. Dovevamo tenere le finestre chiuse come mai nessuno interveniva? Perchè ci facevano respirare questi fumi? Speriamo che questa sia la volta buona, grazie Gruppo d'Intervento Giuridico 4 Aprile 2010 a 18:56 | #10 Rispondi | Cita da La Nuova Sardegna, 4 aprile 2010 SULLA STATALE 554. Incendi di rifiuti, chiesta un'indagine. CAGLIARI. Le associazioni Amici della Terra e Gruppo di Intervento giuridico hanno chiesto ai carabinieri del Nucleo ecologico al Corpo forestale della Regione e alla Procura di indagare sui cumuli di rifiuti abbandonati e poi bruciati quasi ogni notte sulla Statale 554 non lontano dal campo nomadi. «Ogni volta ? si legge nell'esposto inviato per conoscenza anche al sindaco ? in tutto il quartiere si diffonde una nube densa e acre che costringe i residenti a subire una situazione molto pericolosa per la loro salute». Nel chiedere al Comune la bonifica immediata dell'area, le due associazioni ricordano che il deposito incontrollato dei rifiuti e l'immissione nell'aria di fumi sono due reati. Adesso bisognerà vedere quale sarà l'esito delle indagini. Nome (obbligatorio)